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La copertina di questo mese
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turismo - cultura

Intanto riapre, anche quest’anno, e per il Mugello del turismo e della cultura è una buona notizia. Ma il futuro della villa medicea di Cafaggiolo è ancora piuttosto incerto. Perché qualche mese fa ripresero forza le voci di un Cafaggiolo messo in vendita, e acquistato da un gruppo di investitori inglesi. E in casi del genere non è facile, per chi gestisce la struttura, fare programmi a lungo termine. Tanto che, pochi mesi fa, pareva che le attività che nell’ultimo triennio avevano reso vita a Cafaggiolo, con numerosi eventi, con presenze e iniziative di prestigio e con un’apertura delle sale alle visite dei turisti, apertura che subito aveva incontrato un notevolissimo successo di pubblico, pareva che tutto questo potesse non riprendere nel 2006.

Non è così: il castello ha riaperto i battenti, già si tengono le visite guidate (il mercoledì e il venerdì dalle 14.30 alle 18.30, e il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30) multilingue, sono riprese le cene di gala (tra le aziende giunte a Cafaggiolo la BMW e la Nokia), è stato fatto un accordo con la Coop, con i soci coop che usufruiscono di uno sconto per l’ingresso e per l’acquisto di materiali al bookshop della villa, e si sta lavorando al programma estivo, con il ritorno a Cafaggiolo di Opera Festival, con la collaborazione del comune di Barberino, quattro serate di spettacoli e concerti di alto livello.

Ma per il 2007 l’orizzonte non è ancora definito: uno dei proprietari, l’architetto Mattia Tiraboschi, conferma che vi sono “approcci e trattative, con programmi per lo sviluppo turistico dell’area”. Di più non dice, salvo ammettere che c’è un concreto interesse da parte di “gruppi inglesi”. Non soltanto per la villa, ma per l’intero complesso di Cafaggiolo, che è ancora imponente, qualcosa come 360 ettari di terreno, con quattordici case coloniche, alcune delle quali di particolare pregio storico-architettonico. L’idea è quello di recuperare e trasformare tutto il patrimonio edilizio esistente, a fini turistici. Operazione ambiziosa, ma certo, per la sua consistenza, non agevole. Del resto è da molti anni che si parla di una possibile vendita di Cafaggiolo. Per il quale, tra l’altro, lo Stato avrebbe comunque un diritto di prelazione. A complicare le cose, in passato, vi sono state anche le controversie tra i soci proprietari della villa, con diverse cause ancora in corso circa il controllo societario.

Comunque sia, dopo trent’anni di chiusura, il prestigioso complesso da tre anni è aperto, meta importante, anzi fondamentale, per il turista, italiano o straniero, che visita il Mugello. Le presenze dei visitatori, negli ultimi due anni, si sono stabilizzate sulle seimila unità, risentendo anche di un certo calo degli arrivi turistici in zona, mentre il 2003 fu l’anno del boom, con 10 mila ingressi. “Il fatto è –spiega Milvia Labardi, di ‘Arti nel Castello’, la società che gestisce la villa- che i principali circuiti turistici non hanno ancora pienamente recepito il fatto che Cafaggiolo è visitabile. Dopo 30 anni di chiusura, del resto, può essere comprensibile. E quando i turisti arrivano, c’è sorpresa. Sia per trovare aperta la villa, sia per la bellezza dei luoghi e per i servizi di guida che qui vengono offerti, diversamente da altri luoghi medicei. Così alla fine, vanno via contenti. E questo è quel che conta”.

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2006

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