SUCCESSO PER LA RASSEGNA MUSICALE AL DON BOSCO
Il buon rock sotto il campanile
Non hanno vinto. Ma non hanno affatto sfigurato i due gruppi “di casa” che hanno partecipato al concorso “Campanile Rock”, l’interessante rassegna musicale dedicata ai complessi nati in parrocchia, ideata e organizzata dal settimanale delle diocesi toscane “Toscana Oggi”, con la collaborazione di Radio Toscana Network. “Campanile Rock” ha fatto tappa anche in Mugello, in un’affollatissima serata al teatro Don Bosco. Ha vinto un gruppo fiorentino, della parrocchia di Santa Maria a Peretola, gli “Empatia”, per la loro grande padronanza del palcoscenico e l’ottimo amalgama musicale, favorito anche da un repertorio di facile ascolto. Ma riconoscimenti hanno ottenuto anche i gruppi borghigiani.
Anzitutto
i Galaverna, band composta da Alessandro Cocchi, Matteo
Ubaldi, Leonardo Tarchi, Damiano Cocchi e Gianni Bonanni, che hanno
sfoderato ottime sonorità, dimostrando di saper “suonare bene”,
proponendo senza sbavature classici italiani e stranieri, dagli U2
ai Nomadi. E hanno così conquistato, con l’applauso più forte, il
premio del pubblico.
Anche
gli “Sweet Vision” (Andrea Sciarra, Pietro Malevolti, Cosimo
Maisano, Luca Petrotto, Lino Degl’Innocenti) hanno fatto ottima
figura: giovanissimi, dai 15 ai 17 anni le loro età, hanno
dimostrato una buona padronanza musicale, con la parte ritmica,
bassista e batterista, davvero scatenati. Magari propongono un
genere che può essere non gradito a tutte le orecchie, con il loro
rock duro, a decibel infiniti. Ma la stoffa non manca.
Citazione d’obbligo infine per i Lampasciounazz, guidati da Paolo Lizzadro, di origine lucane ma abitante a Marradi. La giuria ha deciso di attribuire a questo gruppo una speciale menzione, per l’originalità delle musiche e dei testi: particolari strumenti, musica etnica legata alle tradizioni popolari e religiose del sud, tra l’altro ben suonata, hanno fatto apprezzare anche questo gruppo.
Certo il lavoro della giuria per scegliere il vincitore non è stato facile, per l’eterogeneità della proposta. Privilegiare i contenuti e l’originalità della proposta, oppure la qualità delle esecuzioni? Alla fine ha prevalso il secondo criterio. E forse non sarà male, nella prossima edizione di questa bella iniziativa, dare qualche indicazione più precisa, per valorizzare ancora meglio l’attività musicale e il messaggio di questi giovani gruppi.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2006

