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CULTURA

RICORDI NEL CENTENARIO DELLA MORTE DEL GRANDE POETA

GIOSUE’ CARDUCCI IN MUGELLO

Il poeta Giosuè Carducci, il terzo da sinistra, con la famiglia Giarrè-Billi nel piccolo parco della villetta a Pilarciano agli inizi del ‘900. ( 1902 ca)Il centenario della morte del poeta Giosuè Carducci (Valdicastello di Lucca 1835-Bologna 1907) è stato motivo di una serie copiosissima di cerimonie, manifestazioni, tavole rotonde, in tutto il territorio nazionale nel ricordo di questo straordinario personaggio, premio Nobel 1906 per la letteratura- un anno prima della scomparsa-, senza ombra di dubbio uno dei più grandi poeti e  letterati fra ‘800 e ‘900. Abbiamo sotto gli occhi una serie di biografie, estremamente interessanti, della vita e dell’attività culturale di Giosuè Carducci pubblicate nel tempo dai maggiori quotidiani e riviste, e leggendo quella che è stata la sua intensa vita, una cosa però balza agli occhi: in tutte queste biografie a lui dedicate; il Mugello non viene mai menzionato, mai! Va bene la Toscana, la Maremma, il territorio di Castagneto (Cari selvaggi Colli) denominato nel tempo Castagneto Carducci, quindi la Romagna con le sue valli,la Lombardia con le sue brughiere e il Lazio romano con i suoi greggi ed altre terre. Eppure Giosuè Carducci nell’arco della sua vita, in età abbastanza matura, fra la fine dell’800 e i primi del ‘900 segnatamente fra ottobre e novembre, quando il Mugello si veste di stupendi colori autunnali, era immancabilmente ospite della nobil famiglia Giarrè Billi abitante in una aristocratica villetta (tuttora esistente) in quel del popolo di Pilarciano in comune di Vicchio, in quanto amico della poetessa Marianna Giarrè Billi, una delle più fini e colte scrittrici mugellane. Proprio in questo periodo (1895) Giosùe Carducci fu nominato presidente del comitato per erigere il monumento a Giotto nella centrale piazza vicchiese e per questa sua carica Vicchio e il Mugello erano divenuti la sua seconda Patria. Amava questa terra, la visitò in tutti i suoi meandri: da Vespignano a Moriano, da Faltona e San Giovanni Maggiore (rimase incantato dalla splendida residenza dove nel 1503 nacque Monsignor Giovanni della Casa, l’autore del “Galateo” a Montefloscoli e di Michele Gordigiani a Striano sopra Ronta, conoscendo Cassadò e Mendelhsonn), raggiungendo poi l’apice quando nel 1901 fu inaugurata la statua di Giotto.

Una inedita immagine d’inizio ‘900 della villa Giarrè-Billi a Pilarciano di Vicchio, ai tempi di Giosuè Carducci scattata dall’avvocato Giuseppe Ungania amico di Carducci. La prima donna a sinistra mentre legge è la poetessa Marianna Giarrè Billi e in piedi il marito, il Capitano dott. Billi ed altri familiari.Come si sa Carducci, massone, era un incallito anticlericale e com’è noto negli ultimi anni si riavvicinò alla cattolicità e quello che abbiamo scoperto ne è il segno eloquente, poiché in queste righe il nostro Mugello è ben evidenziato. Lo scrittore Baldo Zari in un brillante articolo sull’Avvenire d’Italia (1908) rievocò interessanti aneddoti sugli ultimi anni di Carducci e la sua ritrovata spiritualità; si legge: “Appena morto,1907, volendo trattare della tanto discussa religiosità del Carducci, interrogai una Signora di Firenze che aveva ben conosciuto Marianna Giarrè Billi. Come Ella sa, il Carducci era solito trascorrere nei mesi di ottobre in Mugello, a Vicchio, nella Villa dei Billi a Pilarciano e una sera dopo pranzo il Carducci uscì da solo a passeggio. Si fa notte e non si vede rincasare. Marianna Giarrè Billi e il marito escono a cercarlo e lo trovano seduto su un ciglio della strada con lo sguardo fisso nel cielo stellato di quella limpida notte d’ottobre: professore ci ha fatto paura o che faceva qui! contemplavo questo bel cielo, il creato, rispose il Carducci, e pensavo quanto siamo ignoranti a credere che sia vuoto! Un’altra volta, sempre nel Mugello, sapeva che Marianna Giarrè Billi era studiosissima di Dante e ne sapeva cogliere le più fuggevoli bellezze. Ad un certo punto il Carducci posò il libro e battendo le palme su la tavola esclamò... che cosa stupenda è il Paradiso! Ci voglio andare anch’io! Ci voglio andare anch’io! Quando vedeva la Signora Marianna andare a Messa gli diceva sempre: preghi per me, preghi per me! E se qualche volta la poetessa indugiava e dal campanile del non lontano Oratorio (ormai fatiscente, ai nostri giorni, e cadente) aveva già suonato il segno dell’entrata, Carducci le diceva premuroso: presto, presto Signora. Non voglio mica che perda la Messa, sa? Giacchè son tanto cattivo io, ci vada almeno lei ch’è buona!

Lo spazio tiranno non ci permette di portare a conoscenza ancora tante piccole-grandi storie di Giosuè Carducci nella nostra tanto amata vallata mugellana e più esattamente a Pilarciano di Vicchio (giungeva da Bologna con il treno fino a Borgo San Lorenzo per poi raggiungere in carrozza la villa Giarrè Billi a Pilarciano) e questo per quasi dieci anni, conoscendo nel tempo tantissima gente, e a parte i notabili, la gente umile e semplice che prediligeva (quanti colloqui con i contadini mentre lavoravano i campi e in quei mesi vendemmiavano!) poichè gli davano una carica umana non comune. Il 10 dicembre del 1933, il “Messaggero del Mugello” riporta con dovizia di particolari gli incontri di Carducci con la poetessa Marianna Giarrè Billi e il marito dott. Billi (il settimanale mugellano riporta anche tantissimi articoli su Giosuè Carducci prima e dopo l’inaugurazione della statua di Giotto) e anche in questo caso gli aneddoti si sprecano. Nell’ufficialità del centenario della morte, il Mugello non è stato mai menzionato, come se il grande poeta di Castagneto non ci fosse mai stato; ci dispiace, e qui abbiamo cercato di contribuire a sanare questa dimenticanza. 

 Aldo Giovannini

 

Foto n.1 

Una inedita immagine d’inizio ‘900 della villa Giarrè-Billi a Pilarciano di Vicchio, ai tempi di Giosuè Carducci scattata dall’avvocato Giuseppe Ungania amico di Carducci. La prima donna a sinistra mentre legge è la poetessa Marianna Giarrè Billi e in piedi il marito, il Capitano dott. Billi ed altri familiari.

 Foto n.2

Il poeta Giosuè Carducci, il terzo da sinistra, con la famiglia Giarrè-Billi nel piccolo parco della villetta a Pilarciano agli inizi del ‘900. ( 1902 ca)

 

(Archivio Storico-fotografico di A.Giovannini)

 

 

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, agosto 2007

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