SE I FIOR
Il
35,7% dei Fiorentini ha pensato di venire ad abitare in Mugello; e il
21,7% di coloro che vivono a Firenze e intendono cambiar casa esprimono
una preferenza per l’area mugellana. Il dato emerge da una interessante
ricerca promossa dalla
Tanti
abitanti in più
Per rispondere
alla domanda circa i bisogni abitativi che emergono nella nostra zona,
occorre naturalmente partire dalla popolazione residente. Che, come già
si sapeva, risulta in sensibile crescita. Tra i comuni più dinamici
Barberino, con un incremento del 9,1% nel decennio 1991-2001, e una
crescita ancor più sensibile, in soli cinque anni, di un altro 8,5%; e
crescono velocemente sia Vicchio (+13,9% nel decennio), e Scarperia
(+15,8%). Più lenta la crescita di Borgo San Lorenzo nel recente
passato, anche se ora, superato il lungo blocco edilizio che l’ha
caratterizzato, sta tornando a crescere. E i dati evidenziano anche la
stasi di San Piero a Sieve (nel decennio 1991-2001 addirittura in
controtendenza, con un pur lieve arretramento), che pare però essere
stata superata negli ultimi anni, e la crisi demografica di Palazzuolo
(-3,5% nell’ultimo quinquennio) e ancor più di Marradi (-4,4%). A base
dell’incremento della popolazione del Mugello lo studio di “Della Casa”
ed “Eurema” conferma esserci un consistente fenomeno migratorio,
soprattutto dall’estero. Crescono infatti i cittadini stranieri
–soprattutto albanesi e rumeni- che ormai in molti comuni (fa eccezione
Palazzuolo dove il numero degli stranieri è molto basso) stanno
sfiorando il 10% della popolazione, e che risultano raddoppiati in pochi
anni.
Secondo le
statistiche demografiche, infine, fra il 2008 e il 2023, dice lo studio,
“la popolazione residente nei nove comuni del Mugello è destinata ad
aumentare. Si tratta di un incremento dell’8,9% pari, in termini
assoluti, a 5500 nuovi residenti”. Una crescita demografica sensibile,
seppur più contenuta rispetto agli ultimi anni.
Tante
famiglie in più
E l’aumento
previsto di popolazione si traduce in una crescita di nuclei familiari,
calcolata, nei prossimi 15 anni, in oltre 2000 nuove famiglie residenti.
Le famiglie crescono non soltanto perché aumentano gli abitanti, ma
anche perché i nuclei familiari si assottigliano nella loro consistenza.
In dieci anni infatti i single (dove naturalmente vanno compresi gli
anziani soli) sono cresciuti intorno al 40% e oltre a Barberino, Borgo,
Firenzuola, e ancor più a Vicchio (+77%), San Piero (51%), Scarperia
(62%). Crescono anche le famiglie con due, tre, quattro componenti,
mentre le famiglie con cinque componenti, e ancor più quelle con sei e
oltre decrescono vertiginosamente: quelle formate da 5 persone in dieci
anni diminuiscono del 18% a Barberino, del 22% a Borgo, del 40% a San
Piero; e quelle con sei componenti e oltre, diminuiscono del 51% a
Barberino, del 39% a Borgo, del 27% a Scarperia e a Vicchio. Si segnala
inoltre come l’area sia caratterizzata anche per un incremento di nuclei
familiari di tre componenti (+14,2%), “fenomeno questo in larga parte
legato ai flussi migratori in entrata di giovani coppie e nuclei
familiari di più recente formazione, attratti dalla disponibilità di
abitazioni presenti nell’area.
Tante case
in più
I dati che la
ricerca può utilizzare non possono essere che quelli dei censimenti, e
sono numeri piuttosto datati, visto che l’ultimo censimento risale al
2001. Comunque sia, in un decennio, se a livello provinciale c’è stato
un calo dell’11,3%, in Mugello le case crescono di numero e aumentano
del 20% a Barberino (da 2940 a 3526), del 13,1% a Borgo, dell’11,1% a
Firenzuola, del 13,7% a Palazzuolo, e ancor più a Scarperia (+26,6%), a
Vaglia (+25,4%) e a Vicchio (+28,2).
Ai mugellani poi
la casa piace di proprietà: già nel 2001 sulle 22.230 abitazioni
presenti in Mugello, il 73,7% risultava di proprietà, il 18,1% in
affitto e l’8,2% con altro titolo. E nei vari comuni la situazione varia
sensibilmente, con una percentuale di abitazioni in affitto
particolarmente elevata a Marradi (il 26,1%) e a San Piero a Sieve
(23,5%), mentre i valori più contenuti, per le case in affitto, si
registrano nei comuni di Vaglia (12,7%) e Barberino (15,5%).
E se nel decennio le case sono
aumentate di numero, con una crescita del 16,8% “segno evidente di
un’intensa attività di crescita registrata sul territorio”, gran parte
sono case di proprietà, aumentate del 24,6%, mentre le abitazioni in
affitto sono calate del 10,2%.
Tante case in più,
ma più piccole. Gli incrementi più rilevanti, tra le varie tipologie,
hanno interessato infatti le abitazioni con una sola stanza (+227%) e
quelle con due stanze (+68.7%), anche se, rispetto al dato provinciale,
vi è anche una presenza maggiore di case grandi, quelle cioè con sei
vani e più.
Il bisogno
abitativo in Mugello
Secondo un modello
teorico di calcolo lo studio individua in 606 alloggi il fabbisogno
abitativo insoddisfatto in Mugello, e nel dettaglio, 166 alloggi di
quattro vani e 440 di cinque vani e più. Senza però considerare la
domanda di abitazioni che proviene dall’esterno. E facendo riferimento
al progressivo frazionamento e “rimpiccolimento” dei nuclei familiari,
si nota che la domanda effettiva sarà indirizzata verso abitazioni di
dimensioni più piccole.
Ma vediamo
adesso i risultati della ricerca commissionata dalla Coop. Della Casa a
proposito del fabbisogno abitativo. Risultati ancor più interessanti,
perché inediti e attualissimi, scaturendo da un’indagine diretta
effettuata tramite telefono sia in Mugello, interpellando 500 residenti
di Borgo San Lorenzo, Scarperia, Barberino e San Piero a Sieve, nonché
un campione di 300 fiorentini dei quartieri 4 e 5, nonché residenti nel
comune di Calenzano.
Com’è
bello abitare in Mugello
Anzitutto l’indice
di gradimento per il Mugello: ben il 94% degli intervistati mugellani
esprime il suo gradimento pieno nell’abitare in Mugello. Il comune più
gettonato alla domanda “dove vorrebbe abitare” risulta essere Borgo San
Lorenzo per i mugellani (scelto dal 47,4%), tallonato da Scarperia
(scelta dal 46,8%). Gli altri comuni seguono a distanza: il 27,7% del
campione indica una preferenza per San Piero a Sieve, il 24,9% per
Barberino, il 10,9 per Vicchio, il 6,6% per Vaglia, il 4,5% per
Palazzuolo, il 3,8 per Marradi, e ancor meno per Firenzuola. Le
motivazioni? La principale perché “c’è poco inquinamento, molti spazi
verdi”, scelta dal 72,6%; poi perché “è vicino a parenti o amici”
(37,4%) e perché il paese è organizzato bene (servizi commerciali e
trasporto)” (23,2%). Il 5,5% dà anche come motivazione “perché le case
sono più economiche, mentre la vicinanza al luogo di lavoro è indicata
dal 13,4%, mentre il 7,9% è contento di abitare in Mugello “perché ci
sono nato”.
Il Mugello
piace ai fiorentini
Ma l’idea di
andare ad abitare nella zona del Mugello è accarezzata anche dai
fiorentini: il 35,7% ha pensato di trasferirsi nell’area mugellana. E i
fiorentini prediligono come comune dove vorrebbero risiedere Barberino
di Mugello (indicato dal 56,1% del campione), mentre è gettonato anche
Borgo, con il 51,4% (l’indagine prevedeva risposte multiple). Più
indietro Scarperia (23,4%), Vicchio (19,6%) e San Piero (13,1%), mentre
quasi il 20% indica Vaglia. A spingere i fiorentini verso il Mugello è
l’idea del “poco inquinamento e molti spazi verdi” (esigenze espressa
dall’86,9%), mentre il 13,1% verrebbe perché le case sono più economiche
e l’11% perché il paese è organizzato bene. Di contro, il 64,3% di
Fiorentini che non ha mai pensato di cambiar casa per venire in Mugello,
motiva questa scelta con il fatto che la zona “è troppo lontana da
Firenze, meglio Firenze” (64,4%), e poi perché il Mugello “è lontano dal
luogo di lavoro” (40%), o “è lontano da parenti e amici (29,5%). E
secondo i Fiorentini la vallata mugellana diverrebbe più appetibile se
“offrisse una casa più grande a prezzo più basso” (32,6%), “la vicinanza
ai trasporti pubblici” (17,1%), “la possibilità di avere un giardino”
(8,8%), “un lavoro nel Mugello (6,2%) e “la possibilità di non avere più
problemi di parcheggio” (5,7%).
Le
preferenze di chi acquista casa
Per i mugellani la
casa deve essere vicina in primo luogo alle scuole e ai servizi socio
assistenziali (è importante per il 77,2% degli intervistati), ai servizi
di trasporto pubblico (78%) e agli spazi verdi e giardini pubblici
(76,6%). Per i fiorentini questi sono ancora più importanti: la
vicinanza agli spazi verdi è desiderata dall’88% del campione, e lo
stesso ai servizi di trasporto pubblico. Molta importanza –è considerata
rilevante da oltre l’80%- si dà a case attente al risparmio energetico e
all’innovazione tecnologica. E il 71,4% dei mugellani e il 78% dei
fiorentini dà molto peso anche agli impianti di automazione e domotica
civile.
L’indagine ha
chiesto anche quali siano le spinte motivazionali principali nella
ricerca della casa: in entrambi i campioni –Mugello e Firenze- il
fattore principale è il prezzo; poi, distanziato viene la zona,
il tipo di casa e la vicinanza
al luogo di lavoro; per ultimo si indica la vicinanza a familiari.
Che tipo
di casa si cerca
Sul tipo di casa
preferita si nota una certa differenza tra residenti in Mugello e
residenti a Firenze: il top delle preferenze, per i mugellani è la
villetta unifamiliare o la colonica (oltre il 36%), tipo di abitazione
che i fiorentini indicano come terza scelta. Loro invece desiderano un
terratetto (27,1%) o un condominio (26,7%). Al secondo posto i mugellani
indicano il terratetto, poi la villetta a schiera e infine il
condominio. E vorrebbero una casa a un piano (52%), o al massimo a 2-3
piani (41,8%). Oltre cinque piani sono accettati solo dallo 0,2%, mentre
un po’ più compnresivi verso i “palazzoni” sono i fiorentini, che per il
3,7% sarebbero disposti ad abitare in una casa ad oltre cinque piani. Ma
anche i fiorentini chiedono case basse, e il 42,7%.
del campione di
Firenze vorrebbe case da 70 a 100 mq e il 37,3% di oltre 100 mq, mentre
i mugellani per il 54,6% chiedono case da 70 a 100 mq e il 33,8 oltre
100 mq. I mini appartamenti non sono molto gettonati: cerca case fino a
70 mq l’8,8% dei mugellani e il 16,7% dei fiorentini. E i mugellani sono
più esigenti anche nel numero delle stanze: il 37,2% vuole una casa di 5
stanze e il 36% di quattro stanze, il 6,2 di 3 stanze, lo 0,4% di 1-2
stanze e il 19,2% oltre cinque. Il campione fiorentino preferisce
quattro stanze per il 32,7%, 5 stanze per il 28,3%, oltre 5 per il 24,3%
e il 12% si accontenta di 3 stanze, mentre l’1,7%
cercherebbe 1-2 stanze.
Infine in Mugello
il 92% cercherebbe casa in proprietà, percentuale che cresce ancora per
i fiorentini, che vogliono casa propria per il 96,2%. E il 79% di loro
indica la necessità di fare un mutuo (i mugellani sono il 75%), ma
inferiore a 50 mila euro per la metà del campione, mentre il 35%
chiederebbe in bamca fino a 75 mila euro e circa il 15% andrebbe oltre i
75 mila euro.
Un giusto
equilibrio è possibile
E’ un
contributo sicuramente utile, quello offerto con la ricerca che qui
presentiamo, promossa dalla Coop. Della Casa di Borgo San Lorenzo.
Certo, il committente è un operatore del settore edilizio, e ha certo
l’interesse a mostrare e dimostrare che il Mugello è terra dove esiste
un fabbisogno reale di nuove abitazioni. Ma la ricerca non sembra
“tendenziosa” e presenta un quadro che può offrire spunti significativi
alla riflessione dell’opinione pubblica e degli amministratori locali.
Verrebbe perfino da dire che in fondo, indagini del genere dovrebbero
essere promosse in primo luogo dai comuni, per cercare di elaborare
scelte urbanistiche sensate e non dannose.
Del resto lo
stesso studio presenta uno scenario che invita i comuni a un supplemento
di attenzione. Il Mugello, oggi, è più “vicino” alla città. Che sta
cercando altre aree di espansione, sia per gli insediamenti produttivi
che per la residenza. E’ una tendenza già avviata, alla quale vanno date
risposte né episodiche, né legate all’emergenza o a interessi
particolari. In fondo è una questione di equilibrio. E’ impensabile
chiedere di tirare un muro all’Olmo, su Pratolino e prima del casello di
Barberino. Ma sarebbe sciocco assecondare acriticamente ogni tipo di
pressione che viene dalla città, e mettere a disposizione il territorio,
costi quello che costi. Occorre un disegno d’insieme, che invece
drammaticamente manca –ogni comune si è fatto o si sta facendo il
proprio piano regolatore/strutturale, infischiandosene delle scelte dei
comuni confinanti-, occorre la consapevolezza che occorre privilegiare
la qualità dell’abitare, il risparmio energetico, la tutela
dell’ambiente naturale, la qualità della vita, rispetto alla
massimizzazione dei profitti. C’è da chiedersi se tutti coloro che oggi,
nei comuni, sono responsabili del disegno urbanistico dei loro
territori, questa consapevolezza l’abbiano davvero.
Paolo Guidotti
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2007

