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Nuovi scenari, posti vuoti e qualche difficoltà

Case di riposo in Mugello

Tante strutture (forse troppe), crescono i posti letto vuoti, sono sempre più insufficienti le risorse economiche erogate dall’Asl. Può essere così sintetizzata la situazione delle case di riposo, o meglio, delle Residenze Sanitarie Assistite, del Mugello. Una situazione in forte, e non sempre positiva evoluzione.

“C’è un crescente surplus di posti –sottolinea Marcello Brilli, segretario di zona della Cisl-: in zona abbiamo undici strutture con 800 posti letto complessivi, a fronte di una situazione attuale nella quale si può arrivare a coprire con le quote 210 utenti. E con le varie zone della provincia che tendono ad essere autosufficienti, ovvero a non inviare più altrove i propri anziani.”

E così in Mugello i posti iniziano a rimanere vuoti: vuoti a Palazzuolo sul Senio, dove la casa di riposo comunale un tempo aveva una dotazione di 31 posti letto, poi scesi a 21, 16 per autosufficienti e 5 per non autosufficienti, alcuni dei quali non coperti. Vuoti a Firenzuola, dove a Villa Val Verde su 70 posti venti sono vuoti, e alla Santissima Annunziata ce ne sono occupati 73 su 80 –ma ora d’estate, quando la richiesta è più forte-. Un po’ tutte le strutture denunciano posti inutilizzati, con aggravi.

Eppure il bisogno ci sarebbe: la graduatoria per l’accesso nelle strutture, che ora è unificata per l’intera zona, e che è stilata dai servizi sociali sulla base di una valutazione che tien conto della gravità del caso e dei tempi di attesa, è piuttosto lunga. Nel 2004 erano infatti 147 gli iscritti (anziani non autosufficienti), e in un anno solo 48 hanno trovato un posto, mentre 63 non sono stati chiamati, 13 nel frattempo sono morti, e ci sono stati 22 rifiuti. E ci sono persone che aspettano anni.

“Il problema –spiega Marcello Degl’Innocenti, direttore della casa di Riposo San Francesco a San Carlo- sono le risorse: i budget dell’Asl sono rimasti fermi perlomeno a tre anni fa, mentre nuove normative hanno creato un sistema diverso rispetto ai vecchi moduli di RSA, sistema che comporta anche costi maggiori. Allora è difficile far quadrare il cerchio. In secondo luogo, in questi anni vi è stata l’apertura di parecchie strutture, pubbliche e private. Da qui il problema dei posti letto in eccesso rispetto al fabbisogno: posti vuoti, liste d’attesa che crescono, causa il blocco dei budget, e tutto questo porta a una lenta e progressiva diminuzione dell’offerta dei servizi”. I problemi, specifica Degl’Innocenti, riguardano i non autosufficienti: “Per gli anziani autosufficienti problemi non ve ne sono: aumenta la capienza reddituale degli utenti e delle loro famiglie, l’intervento dei comuni non è eccessivo, se poi si comincia a far funzionare l’assistenza domiciliare e il servizio infermieristico è evidente che le persone preferiscano rimanere a casa propria. Il problema è per i non autosufficienti soli, il cui numero sta aumentando e sarà sempre peggio”.

 

LE RESIDENZE SANITARIE ASSISTITE IN MUGELLO

 

RSA                             Comune                                   Quota Sanitaria   Quota Sociale  Posti letto

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San Francesco              Scarperia                                 41,51                46,10    110

SS. Annunziata              Firenzuola                                38,40                38,73    80

Villa Le Ortensie             Firenzuola (Covigliaio)               43,23                50,00    60

Villa Val Verde              Firenzuola (Filigare)                  41,51                43,90    70

Nuova Villa Rio              San Godenzo                            43,23                51,25    30

Villa San Biagio             Dicomano (Contea)                    41,52                50,00    56

Giotto                           Borgo San Lorenzo                    41,51                48,61    52 (78 nel 2006)

Beato Angelico              Borgo San Lorenzo (Panicaglia)                                      58

Palazzuolo                    Palazzuolo sul Senio                  38,40                           21

Villa Ersilia                    Marradi                                    41,51                46,48    30

Casa Fam. S. Giuseppe  Ronta                                                                          40

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Non va dimenticato che quello degli anziani è anche un business rilevante, non slegato però da scelte e appoggi politici, necessari per spostare a proprio favore quote sanitarie. Non si spiegherebbe altrimenti la nascita di nuove strutture, come la “Beato Angelico” di Borgo San Lorenzo, sorta di per sé in un ambiente inadatto –sulla strada Faentina tra Panicaglia e Ronta, fuori dal contesto urbano, senza spazi a verde, con davanti un “bel” deposito di legnami. Questa struttura, di proprietà di una società, la Zeit Invest di Firenze, con presidente Massimo Fantoni, ha 58 posti letto, ma, a parte qualche decina di ingressi estivi, nei primi mesi aveva soltanto sei ospiti. E se quote sanitarie erogate dall’Asl non crescono come numero c’è da interrogarsi sul futuro di queste nuove strutture.

“Io –aggiunge Brilli- all’interno del sindacato questo problema l’ho posto: la Società della Salute deve aprire un confronto con Firenze, che nel medio periodo deve continuare a dar quote al Mugello: del resto la città si è servita della nostra zona per decenni, ora faccia cambiamenti in modo graduale. Anche perché 20 posti di lavoro in meno a Firenzuola non hanno lo stesso valore di 20 posti a Sesto o a Firenze. E poi va fatta un’altra valutazione, per capire quali strutture si salvano e quali potrebbero chiudere. E in Mugello ve ne sono alcune, penso al San Carlo e alla Ss. Annunziata, che vanno salvaguardate, per la loro storia e il loro radicamento sociale"” E i nuovi? “Verifichiamo. Non escludendo la possibilità di un cambio di uso urbanistico”.

Degl’Innocenti, dal San Carlo, pensa piuttosto a un incremento di risorse e fa qualche proposta: “La tassa di scopo, la cosiddetta tassa del nonno, sarebbe un modo per reperire nuovi fondi, finalizzati al finanziamento degli interventi per gli anziani non autosufficienti. Poi occorrerà fare scelte politiche di gestione dell’offerta e della domanda. Non puoi dire: chiudiamo. Ci sono gli assistiti, ci sono i lavoratori. Il problema è la gestione delle liste delle richieste di accesso, differenziare le strutture specializzarle. A questo proposito voglio ricordare che molti anziani non autosufficienti, dopo le dimissioni dall’ospedale, vengono direttati alle case di cura private fiorentine. Questo è un problema, in quanto la prestazione alla fine non è molto diversa da quella offerta in RSA. Allora questi anziani, anziché essere mandati in casa di cura potrebbero essere ricoverati in RSA, e ciò consentirebbe sensibili risparmi, una positiva risposta agli utenti che così rimarrebbero in zona, e si fornirebbe un sostegno al settore. perché ricoverare in casa di cura un non autosufficiente, a totale carico dell’Asl, costa 130-150 euro al giorno, contro i 90 circa del costo in una RSA. E con servizi non troppo dissimili

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2006

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