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La copertina di questo mese
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LO SCRITTORE DI FIRENZUOLA

Tito Casini
ricordato da Carlo Lapucci

Di recente a Firenzuola lo scrittore Carlo Lapucci ha ricordato Tito Casini, cofondatore, nel 1929, con Lisi, Betocchi, Papini, Giuliotti, Bargellini della rivista letteraria cattolica fiorentina "Il Frontespizio"; la semplice cerimonia ha avuto luogo a "Poggini Rossi" di Cornacchiaia, casa natale di Casini. Era presente la vedova, signora Linetta, ed un nutrito gruppo di familiari, di amici e di estimatori.

L'iniziativa è stata presa dall'Amministrazione Comunale (rappresentata, per l'occasione, dall'assessore alla Cultura Fiorenza Giovannini e dal consigliere Michele Geroni) la quale ha inteso ricordare i cento anni della nascita dell'illustre cittadino, scoprendo, a memoria perenne dell'avvenimento, una targa in pietra.

Da par suo Carlo Lapucci ha tratteggiato la figura di Tito Casini, uomo dalle "scelte decise e precise, dalle posizioni scomode, anche pericolose, (ma) che inevitabilmente divengono una testimonianza. Condivisibili o meno (esse) sono chiare... Non hanno opportunismi, compromessi, oscillazioni".

Ne ha, quindi, delineata l'immagine di scrittore cattolico "in un mondo nel quale la cultura si professava, allora come oggi, nella gran parte laica e nettamente contrapposta ad una visione religiosa...". Ne ha indicati, poi, i temi della narrativa, rappresentati dalla "vita delle persone semplici,... dei contadini, dei riti perenni della terra, delle sofferenze umane vissute nella luce della fede e della speranza cristiane". Ha fatto cenno, ancora, alla sua poetica che, "almeno nei toni, negli ambienti, nelle figure si avvicina a quelli che saranno i temi ed il clima del neorealismo del dopo-guerra,... anche con più verità, proprio perché nelle pagine di Tito Casini la vita delle persone semplici è quella vissuta e sperimentata dall'autore stesso... senza essere mediata da operazione intellettualistica o filtro ideologico".

Il professor Lapucci ha concluso il suo pregevole intervento con l'auspicio "che si rinnovi (per Casini) un meritato interesse e si giunga ad una valutazione obiettiva dei valori, in modo che gli sia dato il posto che gli compete nel quadro della nostra letteratura. Intanto lo apprezziamo per non aver offeso la sua coscienza e noi stessi col silenzio e l'indifferenza. Perché chi tace per opportunismo non ha quello che, dietro la sua angolosità, ebbe in larga misura Tito Casini: l'amore per i propri simili, per i quali il primo dono è la verità, tanto più prezioso, quanto più doloroso da offrire quando non piace... Lo ringraziamo per averci lasciato un esempio morale, una riflessione religiosa e un'opera preziosa, dove vive perenne la poesia, la vita, la memoria di un'epoca...".

PIER CARLO TAGLIAFERRI

© il filo, idee e notizie dal Mugello, dicembre 1997

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