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Cultura - Storia

INTERVISTA A PAOLO CASSINELLI, 
PROMOTORE DEL CONCERTO DI CLAYDERMAN

Il Mugello può fare di più

Paolo Cassinelli, promotore e organizzatore del grande concerto, nell’aprile scorso, del pianista francese Richard Clayderman –85 milioni di dischi venduti- a Borgo San Lorenzo ha mantenuto l’impegno. L’evento, organizzato in collaborazione con Rai International, sarebbe stato trasmesso in mondovisione. E così è stato, per un audience quale il Mugello mai ha sicuramente avuto, un audience da un miliardo e 200 milioni di persone.  Dal “Concerto per la pace” del famoso pianista, Rai International ha infatti confezionato una trasmissione di un'ora vista in America come in Cina, nelle Filippine e nel Sud-Est asiatico, mentre la compagnia aerea brasiliana ha acquistato il video per trasmetterlo durante i voli e negli scali, e il Giappone attende di sottotitolarlo per mandarlo in onda.

Così in tutto il mondo non solo si è ascoltato il magico tocco di Clayderman, ma si è potuto ammirare per la prima volta, e mai su scala così planetaria splendide immagini della terra mugellana, definita dalla presentatrice Giorgia Caruso «una delle più belle terre d'Italia, per la sua natura incontaminata e il suo patrimonio storico e artistico ricchissimo»: una bella pubblicità per la zona, non c’è che dire, con la trasmissione di paesaggi verdi, di scorci del lago di Bilancino, di antiche chiese, del Trebbio, di Cafaggiolo e del capoluogo borghigiano, che  scorrevano insieme a brani d'intervista a Clayderman, che aveva alle spalle i suggestivi ambienti del Museo Chini a villa Pecori. E dopo diversi brani applauditissimi, eseguiti nell'antica chiesa di San Francesco, Clayderman si è congedato dal pubblico di tutto il mondo con le note dolcissime del suo brano più noto, che ben si sposavano con nuove immagini altrettanto poetiche del paesaggio mugellano.

Cassinelli è soddisfatto: “Mi pare che l’operazione sia ben riuscita. Forse all’inizio qualcuno non ci credeva neppure. Magari in Italia ci sono i galletti che cantano e dicono che Clayderman non è conosciuto, ma sicuramente per il Mugello vi è stato un gran ritorno d’immagine. E la trasmissione ha avuto un grande successo: ne sono prova gli oltre 5000 fax dal Sudamerica per la richiesta di repliche, e la serie infinita di e-mail ricevute”

Cassinelli, pur non facendo il promoter di professione –a 70 anni è consulente diplomatico del Viet Nam, e ha rapporti internazionali per importanti iniziative sociali e politiche- non è nuovo a eventi del genere: già aveva promosso un concerto a Cascia con Accardo e voleva fare il bis con Clayderman, quando il presidente del Consiglio Regionale della Toscana Riccardo Nencini gli propose come sede il Mugello. Un rapporto, quello con il Mugello, tra luci ed ombre: “Queste iniziative –nota deluso- hanno un costo: non ci si può guadagnare, ma neppure rimettere. Ma gli sponsor ho dovuto fare tutto io. E anche dagli enti locali ho avuto una collaborazione ben scarsa. E’ un peccato, perché vi sarebbero opportunità da cogliere. Anche nel mondo dello spettacolo e della cultura tante cose stanno cambiando, e se ci si organizzasse bene, con una serie di manifestazioni ad hoc, il Mugello potrebbe entrare nel giro internazionale. Una zona, la vostra, che per il momento non offre niente di significativo. Ma per promuovere eventi di rilievo occorre volontà politica, occorre il concorso delle realtà economiche, occorre che i Comuni di tutto il Mugello si mettano insieme. Da questo aspetto, confesso che l’esperienza è stata deludente”.

E se si pensasse a una prova d’appello?

Paolo Guidotti

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