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Recuperare Castiglioncelli?
Castiglioncelli era balzato agli onori delle cronache qualche anno fa, sede di un paio di raduni hippy. Ma nel suo futuro c’è il turismo di qualità. Un intervento da non meno di 15 miliardi di lire, perché il paesino, arroccato su uno sperone di roccia, poco distante dalla frazione di Moraduccio, è abbandonato da quasi 40 anni, e il tempo e le intemperie hanno esercitato i loro effetti distruttivi, per non dire del depredamento ad opera di ladri alla ricerca di pietre, portali e stipiti. Ma l’impianto urbanistico resta, l’architettura rurale mantiene il suo fascino e i suoi elementi, immersa in un’oasi boschiva di oltre 200 ettari. Così il progetto dell’Azienda Agricola Castiglioncelli, una società con sede a Riccione, di proprietà di due italiani che operano in Germania, prevede di intervenire su 13 mila metri cubi, una quarantina di alloggi, che consentiranno di disporre di 120-130 posti, a destinazione residenziale e turistica. L’obiettivo non è quello di fare un villaggio moderno, ma di ricreare il fascino del borgo medievale, recuperando strade ed edifici, compresa la vecchia chiesa, che diventerà uno spazio pubblico. Per
l’avvio concreto dell’iniziativa si conta sull’inserimento
nel Progetto europeo dei Villaggi d’Europa, finalizzati
alla promozione di un turismo particolare, di coloro che
non amano i villaggi turistici prefabbricati, ma cercano
ospitalità negli antichi borghi abitati. E a Castiglioncelli
guarda anche, visto il suo sorprendente microclima, e il
suo ambiente totalmente preservato, un importante gruppo
di produttori biologici a livello nazionale. Ambiente preservato
e di gran fascino: il paesino è a mezza costa, su uno sperone
di roccia, e lo dividono dalla statale Imolese le acque
del Santerno, Da parte dell’amministrazione comunale, naturalmente, c’è grande disponibilità: “Il recupero di Castiglioncelli –dice il sindaco di Firenzuola Renzo Mascherini- rappresenterebbe un fatto di grandissimo interesse. E da parte nostra siamo pronti a dare il via alle necessarie varianti, anche per la costruzione di nuovi volumi che favoriscano la concretizzazione dell’iniziativa”. Paolo Guidotti |
| il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2000 |



attraversabile solo con un piccolo ponte. Poi la strada
finisce, e ai ruderi del borgo ci si arriva soltanto a piedi,
o con un fuoristrada. E vicino c'è quella magnifica cascata,
uno spettacolo che in zona non ha uguali.