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 economia - lavoro

Il Mugello per la Centrale del Latte di Firenze

La Centrale del Latte per il Mugello

Le preoccupazioni degli allevatori mugellani

I numeri della Centrale del Latte di Firenze

Il Mugello, il latte e... Giorgio La Pira
di Giampiero Giampieri

In questi mesi è tornata in grande evidenza la questione della Centrale del Latte, che il Comune di Firenze da qualche tempo intende privatizzare. Vuole cioè vendere le sue quote (l’Azienda è infatti al momento proprietà dei Comuni di Firenze, Livorno e Pistoia) per ricavarne un bel gruzzoletto di euro.

Ma le contrarietà alla privatizzazione della Centrale sta crescendo, ad ogni livello, perché la situazione –la necessità di costruire il nuovo stabilimento in quanto quello attuale in via Circondaria sarà “cancellato” dall’alta velocità, le difficoltà e le novità dei mercati- sconsiglia di effettuare ora una vendita che potrebbe diventare una “svendita”, affossando un’azienda sana, che svolge un importante servizio per tutti, e in primo luogo per i consumatori.

Della questione ce ne occupiamo in queste pagine perché la vicenda Centrale è legata fortemente alla sorte di un’importante attività economica della nostra zona, ovvero la zootecnia da latte. Si può infatti affermare tranquillamente che la presenza della Centrale del Latte ha fin qui garantito l’attività di tutte le aziende zootecniche mugellane. Che d’altro canto al “Mukkilatte” danno un contributo importantissimo in termini di qualità.

Un’ultima notazione: i dati che qui riportiamo, e che così dettagliati sono senz’altro una primizia, sono stati forniti, a nostra richiesta, dalla Centrale del Latte. E dobbiamo dire che ci ha colpito la trasparenza e la disponibilità a mettere a disposizione in modo rapido ed esaustivo dati industriali e commerciali che sovente invece si tende a tenere nascosti o dissimulati.

 

Il Mugello per la Centrale del Latte

Non c’è dubbio: il latte mugellano fa la parte del leone, nelle tazze e nei bicchieri dei fiorentini. Su 42 milioni di litri, raccolti in tutta la regione, oltre 16 milioni vengono dalle stalle del Mugello, praticamente la totalità dell’intera provincia di Firenze. Mugello che invia, in massima parte, latte di alta qualità –oltre 14 milioni e mezzo di litri sono infatti così classificati-.

Qualche altro numero, che fa bene rendere conto del contributo mugellano: nell’ultimo anno sono stati 7 milioni e 736 mila i litri confezionati con l’etichetta Mukki Mugello Alta Qualità, mentre complessivamente i litri Alta Qualità confezionati dalla centrale sono 10 milioni e 370 mila. Anche il biologico della provincia di Firenze viene tutto dalle stalle –tre, la Sereni di Borgo San Lorenzo, la Coop. Il Monte di Galliano e Vignini di San Piero- della nostra zona, con una produzione, nel 2001, di circa 2 milioni e mezzo di litri (oltre al latte la Centrale ha prodotto anche 220.692 kg. di yogurt biologico) – produzione che tra l’altro non è sufficiente, visto che la Centrale deve reperirne quantità anche nel Lazio.

Infine c’è da segnalare una novità: di recente la linea Mukki si è arricchita di un altro prodotto mugellano doc. E’ iniziata infatti la commercializzazione anche del latte Mukki Mugello UHT, a lunga conservazione.

La Centrale del Latte per il Mugello

Ma anche la Centrale dà un’importante contributo alla zootecnia mugellana.

“Anzitutto –spiegano in azienda- garantiamo la raccolta anche nelle zone più disagiate”: gli allevatori hanno cioè la garanzia che il loro prodotto sarà comunque acquistato. E a prezzi molto vantaggiosi: una media di 88 lire (conviene per capirsi usare la vecchia moneta) in più rispetto al prezzo del latte “normale” (che attualmente è il costo in banchina). Nel 2001 la Centrale del Latte ha ritirato dai produttori mugellani 14 milioni e 875 mila litri ad alta qualità, pagandolo con un’”aggiunta”, un sovrapprezzo di un miliardo e 283 milioni di lire. Di più: ne ha acquistati 14 milioni di litri, pur utilizzandone soltanto otto milioni (perché in questo momento il mercato ne assorbe questa quantità), e il resto finisce dunque nelle confezioni di fresco “normali”. Sul piano economico dunque il vantaggio è tutto per i produttori mugellani: “E’ vero che è un prodotto di traino ma –riconoscono in Centrale- a queste condizioni sul piano economico non è certo vantaggioso per l’azienda”. Il premio per i produttori fu istituito in un periodo nel quale il prezzo del latte era in forte calo, e fu un modo di sostegno della zootecnia locale. “Abbiamo tolto –si nota- le castagne dal fuoco alle istituzioni”. Nel frattempo c’è stata una riduzione del sovrapprezzo: in passato si davano fino a 120 lire per l’alta qualità, ora siamo a 95 lire. Ancor più alto è il sovrapprezzo riconosciuto per il biologico, 220 lire in più al litro. Altro “contributo” che la Centrale del Latte offre alla produzione locale è il sopportare costi di raccolta più alti: basti dire che la Centrale spende 40 lire al litro per ritirare il latte in Lombardia ed Emilia, e 64,5 lire per raccoglierlo in Toscana.

La preoccupazione degli allevatori mugellani

La privatizzazione della Centrale, voluta dal Comune di Firenze, rischia di mettere in crisi questo rapporto. Se infatti l’azienda venisse assorbita da uno dei colossi del latte, si utilizzerebbe sicuramente il marchio e la rete di distribuzione per commercializzare latte a minor prezzo prodotto chissà dove. Mentre nessuno acquisterebbe più il latte mugellano, sicuramente di grande qualità, ma anche molto più caro. E questo darebbe un colpo mortale all’impegno che in questi anni hanno profuso gli allevatori locali, che proprio di recente hanno perfino avviato le procedure per la richiesta di IGP, Indicazione Geografica Protetta per il latte di alta qualità del Mugello.

I numeri della Centrale

Tre stabilimenti, a Pistoia –dove si produce il latte UHT a lunga conservazione-, a Livorno –vi si producono mozzarella e ricotta- e Firenze –dove si produce il latte fresco e lo yogurt. In un anno dallo stabilimento fiorentino escono 52 milioni e mezzo di litri di latte fresco, 2 milioni e 300 mila litri di panna fresca, mentre la produzione di latte UHT è di 25 milioni e 300 mila litri, 395 mila litri di panna a lunga conservazione, e 281 mila litri di latte e cacao.

Sui mercati la Centrale fiorentina ha in Toscana quote di mercato per oltre il 60% del latte fresco e serve più di 10 mila punti di vendita, dalla Liguria fino a Roma. Oltre il 20% del latte a lunga conservazione venduto in Toscana è Mukki Scorta.

204 sono i dipendenti, che salgono a 1200 con quelli dell’indotto. Il fatturato dei prodotti Mukki è intorno ai 90 milioni di euro.  

 

Il Mugello, il latte e... Giorgio La Pira

Le città sono vive, affermava Giorgio La Pira, e nella sua Firenze viva un ruolo degno di nota era rappresentato anche dalla Centrale del Latte. Il latte, alimento primario che evoca la crescita e il futuro di una comunità; il latte, segno tangibile dell’opera dell’uomo in armonia con la natura che gli è affidata; il latte come emblema delle cose che contano; il latte come occupazione e sostentamento per tante famiglie; il latte come strumento di integrazione tra città e campagna. Una città viva dialoga con il territorio circostante; una città morta impone pesanti servitù in nome di un progresso nato sfinito. La Firenze viva dava al Mugello reddito e lavoro, c’era pure un distaccamento della Centrale a La Torre; la Firenze esangue di adesso permette che si faccia scempio della nostra valle depredandola anche di un bene preziosissimo come l’acqua.. 

La Centrale ha svolto un ruolo formidabile: ha pagato ai produttori un prezzo del latte superiore a quello di mercato, ha permesso condizioni di lavoro più che soddisfacenti ai propri dipendenti, ha garantito un prodotto di riconosciuta e apprezzata qualità, ha sponsorizzato tante attività sociali e culturali della città, ha chiuso i suoi bilanci sempre in attivo. “Quando Cristo mi giudicherà, io so di certo – scriveva La Pira - che Egli mi farà questa domanda: Come hai moltiplicato, a favore dei tuoi fratelli, i talenti privati e pubblici che ti ho affidato?”. Immagino la risposta: “Mio Signore, sono un servo inutile, ma se dai un’occhiatina a partire da Via Circondaria e risali le colline fino al Mugello – a me pare – che un po’ d’amore a vantaggio del bene comune l’abbiamo donato!”. “E pensare che l’hanno considerato un sognatore – avrà pensato nostro Signore – il mio Giorgio è tra i più concreti dei miei figli!”.

La Firenze di adesso, che si sente lapiriana solo perché appoggia una marcia per la pace, rischia di vanificare questo nitido esempio di bene comune. “Non è compito del Comune produrre il latte”, sostiene il Sindaco. Avrei da ridire anche su questa affermazione, ma che almeno ci si assuma l’impegno di operare in modo che il ruolo della Centrale venga salvaguardato.

Giampiero Giampieri

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2002

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