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La copertina di questo mese
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Società - Scuola
PING PONG DI PARERI: PARLANO IL PRESIDE
E LA DIRETTRICE DIDATTICA

DUE SCUOLE DELL'OBBLIGO
PER BORGO SAN LORENZO?

Fotomontaggio di Andrea Lapi

E il Comune tace...
Scuola delle Stimmatine a rischio?
La situazione negli altri Comuni mugellani

Una o due? E' un bell'interrogativo quello che la "scuola" borghigiana ha di fronte. Avere sul territorio comunale due diversi istituti scolastici di base, entrambi per la scuola dell'obbligo, sarà gran novità. Non senza problemi, nell'uno e nell'altro caso. E i pareri, com'è giusto che sia, sono diversi, anche all'interno del mondo scolastico.

Con la premessa che tutto -nuovi cicli e accorpamenti- è ancora sotto incertezza. Con una situazione caotica -i curricoli, che fra l'altro hanno avuto il parere negativo del Consiglio nazionale dell'Istruzione, circolano ancora in bozza e numerose sono ancora le questioni da definire-, ed anche legata, dice il preside della Scuola Media "Giovanni della Casa" Filippo Bellandi- "alle contingenze politiche" (perché la Casa della Libertà, che contesta la riforma Berlinguer, ha già annunciato che in caso di vittoria elettorale del centro-destra, la cancellerà).

Ma torniamo alla situazione borghigiana. Bellandi è per la soluzione "due istituti". "Gli inconvenienti vi saranno in entrambi i casi: ogni soluzione dovrà tagliare o ricucire, operando modifiche grosse. Ma io sono convinto che la soluzione migliore sia quella dei due plessi: un'unica scuola metterebbe insieme una massa enorme di alunni e di plessi, 1400 ragazzi in undici sedi diverse, con una dislocazione geografica non senza problemi, essendovi anche tre frazioni."

La dirigente della scuola elementare borghigiana Laura Quadalti è sulla sponda opposta, e, specifica, "non certo per interesse personale, dal momento che con una sola scuola, sarò io a perdere posto, avendo minore anzianità, mentre con due scuole potrei rimanere qui. Ma vedo gravi rischi, oltre che disagi per le famiglie, nella soluzione di dividere in due la scuola di base a Borgo San Lorenzo". E spiega: "Prima di tutto sarebbe traumatica la fase di passaggio, quando nasceranno i due istituti. In un anno si dovranno decidere quali classi passeranno all'uno e all'altro istituto. E se i ragazzi passeranno senza troppi problemi, non è detto che passino gli insegnanti, che dovranno optare per una delle due scuole. In parole povere ciò comporterà, per molti, la fine della continuità didattica, ovvero nel passaggio tanti alunni si vedranno cambiare gli insegnanti. E poi, con quali criteri si assegneranno le classi ai vari istituti? Si dovrà fare un sorteggio. Quanto alle dimensioni "eccessive" dico solo che già come direzione didattica gestiamo dieci sedi diverse, e una in più non fa gran differenza. E se è vero che come numero la legge fissa un tetto di 900 alunni, è anche vero che deroghe sono possibili. Primo, perché già da anni la scuola elementare, con i suoi 1100 ragazzi, supera ampiamente questo tetto, senza particolari problemi, e poi vi sono comuni -penso a Certaldo- dove per non dividere il paese in due si è operata una verticalizzazione con numeri che vanno ben oltre i tetti fissati".

Il preside Bellandi sostiene però che per Borgo "piccolo è bello": "Due istituti con 700 alunni ciascuno sono meglio gestibili. E penso soprattutto alla qualità. Con la riforma dei cicli e l'autonomia scolastica la scuola oggi si basa di più sulla relazione anziché sulla direttiva. Voglio dire che prima c'era la direttiva ministeriale e si trattava di applicare bene quella. Ora il centro decisionale eè nella scuola stessa e la qualità si raggiunge nella relazione positiva tra i vari addetti. Qui sta la funzione strategica del dirigente scolastico: egli deve essere l'animatore, il cooridnatore di tanti gruppi di lavoro. E dimensioni non troppo grandi per questo sono preferibili."

Quadalti la vede in modo diverso: "Una scuola grande può avere difficoltà di gestione del personale. Ma è anche vero che i grandi istituti hanno più personale che può dedicarsi all'organizzazione, come un vice-preside distaccato dall'insegnamento, cosa che dà importanti vantaggi e opportunità. Non solo: vi sarebbe maggiore disponibilità di "figure-obiettivo", con le quali il dirigente lavora fianco a fianco, figure che oggi nella scuola dell'autonomia sono insostituibili. Dico di più. Un istituto più grande ha un numero maggiore di professionalità e competenze, da sfruttare a servizio dei ragazzi, per l'organizzazione di un'offerta complessa e multiforme, cosa che non puoi fare se hai poche risorse umane".

Bellandi insiste: "Per le famiglie la situazione, con le due scuole, sarà migliore, perché si potrà scegliere fra due scuole che offriranno un livello generale uguale, più alcuni corsi diversificati". Due scuole che si faranno concorrenza? "Perché no? -risponde il preside della scuola media- Una sana concorrenza, un corretto confronto-collaborazione è auspicabile, e ciò non potrebbe essere se vi fosse il monopolio di un unico istituto".

Anche su questo argomento Quadalti ha argomenti con cui controbattere: "Prima di tutto la concorrenza la si fa ad uguali condizioni. E queste, oggi, a Borgo, non esistono. Penso soprattutto alla situazione strutturale. La media attuale è ricca di aule e laboratori, l'elementare ha spazi stretti e piccoli. Poi c'è un plesso vecchio, quello di via don Minzoni, senza mensa, senza palestra. A chi verrà assegnato? E a chi saranno assegnati i plessi delle frazioni? La scuola di via Leonardo da Vinci da sola non può reggere, e non ha i numeri neppure aggregando le frazioni. Si rischia così, di fatto la corsa all'istituto meglio strutturato, mentre l'altra scuola avrà il problema anche di servire famiglie "rifiutate", perché in sovrannumero". Si corre cioè il rischio di creare una scuola di serie A e l'altra di serie B. Un istituto unico dà invece a tutti le medesime opportunità, frazioni comprese. Ripeto, due scuole parallele dovrebbero avere le medesime opportunità di struttura. Cosa che invece a Borgo assolutamente non è."

SERVIZIO DI PAOLO GUIDOTTI

E il comune tace...

 A Borgo San Lorenzo, con la riforma della scuola, potrebbero esserci grosse novità: vi è infatti la possibilità che dalla fusione di scuola elementare e scuola media -com'è noto la riforma dei cicli prevede un percorso scolastico di base che ai tre anni di materna aggiunge sette anni di scuola di base- nasca non un unico istituto, ma due. Vi sarebbero cioè due scuole di base, in "concorrenza" tra loro, e che le famiglie dovrebbero scegliere.

Una novità rilevante, e la decisione finale spetterà all'amministrazione comunale. Per approfondire la questione abbiamo così chiesto un giudizio ai due dirigenti scolastici, dell'elementare e della media. In verità lo avevamo chiesto anche al sindaco. Ma ci ha risposto che l'amministrazione comunale borghigiana non parla, perché "vuole seguire la via istituzionale", ovvero vuol prima discutere la cosa nelle commissioni preposte. Confessiamo di non capire questa indisponibilità. Noi restiamo convinti che più si mettono sul tappeto le questioni, in anticipo rispetto alle decisioni, più si favorisce una partecipazione consapevole, e una decisione più "saggia". Sapere cosa pensa il Comune quando la decisione è già delineata, a che serve? Molto meglio rifletterci sopra senza giudizi precostituiti per tempo. Almeno così a noi sembra.

 

 Scuola delle Stimmatine
a rischio?

La riforma scolastica Berlinguer mette a rischio la scuola delle suore Stimmatine a Borgo San Lorenzo? La necessità di avere più spazi per ospitare un ciclo ampliato da cinque a sette anni, maggiori costi per l'aumento considerevole del numero degli insegnanti, la necessità di strutture come laboratori e palestra potrebbero causare gravi difficoltà all'istituto scolastico di corso Matteotti.

Suor Cecilia però parla di "preoccupazione fiduciosa", e smentisce ogni tentazione di chiusura. Tanto che la scuola sta per fare al Ministero domanda per la parità scolastica, sia per la materna che per la scuola di base. E poi, dice suor Cecilia, del futuro non vi è certezza. "C'è la legge, ma mancano ancora i curricoli, non si sa quando la riforma entrerà in vigore, e quando verrà applicata. Spero che la situazione si chiarisca e col tempo cercheremo di affrontare i problemi e le novità. Intanto sette aule ci sono, e si conta di recuperare altre stanze per i laboratori. Non solo: la parità ad esempio ci permetterà di stipulare convenzioni con la scuola statale per l'uso di strutture, come il laboratorio di informatica".

La situazione
negli altri comuni

 

 

Una volta tanto sono stati i Comuni dell'Alto Mugello a fare da apripista, anticipando in qualche modo la riforma. La costituzione di istituti unici, gli "istituti comprensivi", che mettono insieme elementari e medie, è stata avviata infatti già qualche anno fa a Firenzuola, e a Marradi-Palazzuolo.

 

Ma istituto comprensivo c'è già anche a Barberino, dove quindi non vi saranno particolari novità organizzative. Cambierà assetto invece a Scarperia, San Piero e Vaglia, dove finora l'accorpamento era a livello orizzontale, elementari con elementari, medie con medie. In futuro invece Scarperia avrà un istituto unico, dalla materna alle medie, mentre San Piero, che da solo non ha i numeri, sarà unito a Vaglia, per formare un unico "istituto comprensivo".

 

E istituto comprensivi autonomi vi saranno anche per Dicomano e per Vicchio.

 

il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile-maggio 2001
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