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POLITICA LOCALE

ASSESSORI, AUMENTANO COMPENSI E POSTI

Gli “imbarazzi” della Comunità Montana

La sede in via Togliatti a Borgo San LorenzoLa Comunità Montana è un ente “strano”. Poco importante perché è un ente “di secondo grado”, ovvero gli organi non sono eletti direttamente dai cittadini. Sempre più importante, perché da alcuni anni la Comunità Montana tende a inglobare nuove funzioni e nuovi servizi –anche per giustificare la propria esistenza...- funzioni e servizi che i Comuni solitamente cedono volentieri. Poco importante, perché è sentita distante dalla vita dei cittadini e non riscuote neppure tasse proprie, molto importante perché si trova a gestire progetti e finanziamenti di grande rilievo.

I problemi di identità di questo ente sovracomunale sono aggravati, e non alleviati, dalla politica. Anche negli altri enti, diciamolo, non mancano le “miserie” della politica –il sottogoverno, le clientele, le partigianerie- e le lentezze burocratiche. Ma in Comunità Montana sembra che queste zavorre siano ancora più forti. E i “giochi” ancor più espliciti.

Quando, alcuni anni fa, si andò, in maniera illogica, al divorzio tra Mugello e Val di Sieve, con la formazione di due comunità montane, chi ipotizzò nella manovra anche la volontà di moltiplicare poltrone e centri di potere forse non fu eccessivamente malizioso. E se allora si garantì che l’operazione non avrebbe comportato particolari aggravi di costi, oggi sarebbe interessante andare a conteggiare il numero complessivo dei dipendenti e degli amministratori.

Tanto più che adesso la Comunità Montana del Mugello ha deciso di aumentare le poltrone in giunta. Già gli amministratori si erano adeguati –non senza suscitare polemiche e critiche- i compensi, passati da 3460 euro a 4131 euro (lordi mensili) per il presidente, e da 1557 a 2479 euro mensili per gli assessori. Ora ci si prepara a nominare altri due assessori, che passeranno così da quattro a sei. Lo stabiliscono alcune modifiche allo Statuto, che prevede anche la possibilità di nomina di un Direttore Generale –il cosiddetto “City Manager”-.

L’aumento degli Assessori è il frutto di un accordo politico già sottoscritto oltre un anno fa dai partiti dell’Ulivo: si aumentavano i posti in giunta per accontentare più aree e più partiti. Con i nuovi ingressi sarà rappresentato in giunta anche lo Sdi, ed entrerà un esponente di Firenzuola. Non è però stato possibile accontentar tutti. Già i Comunisti Italiani hanno reclamato anche la loro “visibilità”, e c’è chi in consiglio, non si sa quanto provocatoriamente, ha invitato a portare la quota possibile di assessori nominabili al massimo consentito, ovvero otto. In giunta infatti sono rappresentati i Ds, con il vicepresidente Lastrucci di Vaglia, la new-entry Fiorenza Giovannini di Firenzuola, Mirna Migliorini di Marradi, presidente della società della Salute, Alessandro Marchi di Scarperia; la Margherita conta sul presidente Stefano Tagliaferri di Borgo San Lorenzo e sull’assessore Simone Lazzerini di Vicchio, mentre lo Sdi avrà Vittorio Cavina Pratesi di Marradi.

Restano altri “imbarazzi”: pare che il rapporto tra il presidente ed alcuni sindaci diessini non sia particolarmente buono, ed è ancora aperto il “caso” di Barberino, secondo comune per abitanti, primo per dinamicità e attività economica, che è completamente fuori dalle stanze dei bottoni, non avendo –pur avendolo chiesto- rappresentanti in giunta. A fronte di Marradi, che, invece, di assessori ne ha ben due.

Così negli uffici di via Togliatti non regna grande tranquillità. E non mancano le turbolenze neppure negli assetti e nell’organizzazione degli uffici. Tanto che proprio di recente il segretario dell’ente ha sbattuto la porta.

Paolo Guidotti

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2006

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