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ECONOMIA

SEGNALI DI CRISI NELLA RETE COMMERCIALE

Commercio in Mugello,
la situazione

Di recente è stato presentato uno “Studio di valutazione dell’impatto sul tessuto economico del Mugello dell’Outlet di Barberino di Mugello”, commissionato dalla Comunità Montana del Mugello e curato da Simurg Ricerche di Livorno.

Al di là del fatto che può essere discutibile avere ora uno studio (tra l’altro costato quasi 17 mila euro), riferito alla situazione precedente all’apertura del grande centro commerciale barberinese, quando semmai conoscere gli effetti sulla struttura commerciale doveva essere necessità al momento delle decisioni in merito al far costruire l’outlet, non vi è dubbio che lo studio è molto interessante nella sua analisi della situazione, in particolare offrendo un’approfondita radiografia della situazione del commercio in Mugello.

Da questo  studio riportiamo una sintesi dell’analisi del contesto commerciale mugellano

Quanti sono i negozi in Mugello

Secondo le attuali leggi oggi i negozi si dividono in due grandi categorie, alimentari e non alimentali, con una differente tipologia in base alle dimensioni: gli esercizi di vicinato sono i negozi più piccoli, con superficie di vendita non superiore a 150 mq nei comuni fino a 10 mila abitanti e fino a 250 mq nei comuni oltre 10 mila abitanti; le medie strutture di vendita sono i negozi fino a 1500 mq, mentre le grandi strutture di vendita sono quelle che oltrepassano i 2500 mq.

Ebbene, ad oggi, in Mugello i negozi più piccoli sono 808, dei quali 229 alimentari e 579 non alimentari, le medie strutture sono 62 -44 non alimentari, 18 alimentari-, mentre una sola è la grande struttura, alimentare, ovvero la Coop di Borgo San Lorenzo.

Dunque gli esercizi di vicinato rappresentano il 92,8% dei punti vendita, 28% per l’alimentare, 72% il non alimentare. Complessivamente gli esercizi commerciali attiva, autorizzati per la vendita al dettaglio a posto fisso (lo studio non prende in esame il commercio ambulante), sono 871: di questi 248 (28,5%) sono esercizi prevalentemente alimentari e 623 (71,5%) non alimentari. Con una superficie complessiva di vendita pari a 82.789 mq.

Importante fonte di occupazione, ma...

Il settore commerciale in Mugello conta un buon numero di addetti, ma i dati a disposizione, pur risalenti all’ultimo censimento del 2001, mostrano una certa crisi. Se infatti nel 1991 gli addetti erano 1451, nel 2001 erano scesi a 1255 (-13,5%). E la diminuzione sia di unità locali (singoli negozi) che di addetti ha riguardato quasi tutte le attività, ma in particolare la vendita di generi alimentari in esercizi specializzati (-125 unità locali e -277 addetti, con un calo percentuale del 59,2 e del 65,5%), e poi degli esercizi di elettrodomestici e di vendita di calzature (entrambi con diminuzioni di oltre 30 punti percentuali. Solo le attività di ferramente e di cartolerie mantengono il numero di addetti e le profumerie vedono una significativa crescita di occupazione. Crescono infine gli addetti degli esercizi despecializzati (supermercati e discount).

Nei Comuni

Ci sono comuni “commerciali”, altri molto meno. L’evoluzione, nel periodo compreso tra i due censimenti evidenzia una diminuzione generale di esercizi più o meno accentuata in tutti i comuni, maggiore a Scarperia e Vicchio (-45,6% e -37,5%), minore a Borgo San Lorenzo (-15,6%) e a Barberino (-18,2). Per il numero di addetti Borgo registra una lieve crescita, Barberino rimane stazionario, mentre negli altri comuni si registra un calo del 30%, con la punta di Palazzuolo, -45,4%.

Negli ultimi anni

Ci sono anche dati più recenti: negli ultimi due bienni l’andamento è stato contrastante per gli esercizi di vicinato; tra 2001 e 2003 sono cresciuti gli esercizi non alimentari e calati gli alimentari, tra 2003 e 2005 gli esercizi alimentari sono stati stazionari, mentre sono calati quelli non alimentari. Degli esercizi non alimentari i comuni che hanno registrato maggior incremento sono Borgo San Lorenzo,con +62, Scarperia con +4 e Vicchio con +14, mentre Barberino registra un -4. Barberino è il comune con il maggior calo anche negli alimentari, con -24 su un totale di 37 esercizi che esistevano nel 2001, seguito da Vicchio con un calo di 9 negozi su 27. L’emorragia commerciale di Barberino si nota anche dal dato delle superfici di vendita. Se Borgo San Lorenzo passa da 12.950 mq del 2001 a 20.470 nel 2005, seguito da Vicchio con un incremento di circa 645 mq, Barberino ha un saldo negativo significativo, soprattutto nel settore alimentare, passando da 1468 mq. del 2001 a 365 del 2005.

E Borgo San Lorenzo si conferma il principale polo commerciale anche per le medie strutture di vendita: ne ha quattro nel 2005, 18 alimentari, e 11 miste, per un totale di 33, rispetto alle 11 del 2001, e contro le 7 di Barberino (che ne aveva 10), le 5 di Firenzuola (dato invariato rispetto al 2001), 2 Marradi, 7 San Piero, 9 Scarperia (che nel 2001 ne aveva 13), 1 Vaglia e 9 Vicchio, che ne contava 4 nel 2001.

Mugello terra di bar e ristoranti

Interessanti anche i dati del settore dei pubblici esercizi di somministrazione – bar e ristoranti-, che in Mugello conta circa 300 locali. 146 sono i ristoranti, mentre i bar sono 135. Nella classifica del numero dei bar svetta Borgo San Lorenzo, con 37 esercizi, seguito da Barberino con 22; Vicchio ha 16 bar, Scarperia e Firenzuola 13, San Piero a Sieve 11, Marradi 9, Vaglia 8, Palazzuolo 6. Palazzuolo però ha il più alto tasso di ristoranti, 11, più di Marradi (9) e di Vicchio (10). Molti ristoranti ha Firenzuola, 26, numero pari a quello di Borgo San Lorenzo; Barberino di ristoranti ne conta 23, Scarperia 14, Vaglia 14 e San Piero a Sieve 12.

Aria di crisi

Lo studio tira conclusioni allarmanti circa la situazione della rete commerciale mugellana. “Con riferimento –vi si legge- alla dotazione di esercizi di vicinato ben 4 comuni del Mugello (Vaglia, Scarperia, Barberino di Mugello e Firenzuola) risultavano avere una dotazione rispetto agli abitanti inferiore al 75% della media regionale, e di questi un comune, Vaglia, addirittura meno della metà della media regionale. (...) Con riferimento all’evoluzione della rete distributiva, e cioè ai processi di desertificazione in atto, sono ben 5 i comuni che presentano andamenti particolarmente negativi, di cui due –Firenzuola e Barberino- molto gravi, e gli altri, Scarperia, Palazzuolo e Vaglia comunque importanti. Per i pubblici esercizi la sottodotazione riguarda solo il comune di Scarperia.”

Conclusioni: “Nel complesso, prima dell’apertura dell’Outlet, risultavano avere una rete commerciale in crisi 6 comuni su 9 della Comunità Montana, e precisamente Vaglia, che ha una situazione di crisi molto grave, Barberino, Firenzuola, Scarperia e Vicchio, con una condizione di sofferenza meno allarmante, Palazzuolo con una condizione di lieve crisi.

Da questo si deriva altresì che l’aumento della popolazione –molto forte soprattutto a Scarperia e Vicchio, ma anche a Barberino e Vaglia- non è stato elemento sufficiente per indurre una crescita –o almeno una tenuta- del tessuto commerciale locale”.

E ora si vedranno gli effetti dell’outlet, il quale, secondo lo stesso studio, sottrarrà alla rete commerciale locale tradizionale e ai pubblici esercizi qualcosa come 3 milioni di euro l’anno.

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2006

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