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La copertina di questo mese
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arte - cultura

RITORNA A FIRENZUOLA 
UNA PREZIOSA SCULTURA LIGNEA

Il miracolo del Cristo
di Camaggiore

Già "Il filo" si occupò, diversi anni fa, del "miracolo" artistico rappresentato dall'antichissimo crocifisso ligneo della Pieve di San Giovanni Battista Decollato a Camaggiore, nel comune di Firenzuola.

Miracolo, perché scampò alla razzia dei ladri, che nel 1991 depredarono la Pieve di Camaggiore, trafugando importanti tele e tavole (tra queste la tavola di Santi di Tito con la decollazione del Battista e la copia della raffaellesca Madonna del Baldacchino), insieme a preziosi oggetti di uso liturgico e devozionale. Ritirato dalla Pieve e portato a restauro, con il contributo dell'allora Cassa Rurale e Artigiana del Mugello, il Cristo Crocifisso di Camaggiore... aprì gli occhi. 

La scultura durante il restauro e la ripulituraI primi saggi di pulitura rimossero infatti varie ridipinture e gli occhi chiusi del Cristo, si aprirono nella bella policromia originale. Ed ora, dopo essere stato in mostra a Imola, l'antico crocifisso, datato al XII sec. e per questo rara testimonianza della scultura lignea romanica toscana, è tornato definitivamente a Firenzuola, nella Propositura di San Giovanni Battista. Ma un'altra sorpresa -dopo quella degli occhi- c'è da segnalare. All'interno della calotta cranica del Cristo ligneo sono stati scoperti due piccoli sacchetti, confezionati con antichi tessuti medievali, contenenti reliquie, testimonianza questa dell'alto valore devozionale di questo Crocifisso.

Maria Matilde Simari, della Soprintendenza parla del Crocifisso di Camaggiore come "di una pregevole scultura che raffigura il Cristo aderendo all'antica formula iconografica del Cristo triumphans, con gli occhi completamente aperti, e senza alcun segno di sofferenza sul viso: una figura ieratica e immobile, che ci rimanda con la forza della sua fissità e i caratteri del semplice modellato del corpo arricchito dal lungo perizoma decorato alla scultura romanica della seconda metà del XII secolo". Un'altra opera, che torna in Mugello, dopo nove anni, e che arricchisce ulteriormente il suo patrimonio artistico.

Sull'argomento vedi anche
un articolo di Antonio Paolucci

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio 2000
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