IL MUGELLO INVENTA
IL PRIMO SERVIZIO
DI SCUOLABUS IN BIELORUSSIA
Nove
anni con i bambini
di Cernobyl
Sono
ormai centinaia i bambini bielorussi arrivati in Mugello: da nove anni
infatti gruppi di volontariato, in particolare le pubbliche assistenze
locali promuovono l’iniziativa di ospitare ragazzi e ragazze provenienti
da quelle terre che furono funestate dalla nube radioattiva sprigionatesi
dall’impianto nucleare di Cernobyl. “Da allora –spiega Patrizia Zuri,
del Centro radio Soccorso- sono stati attivati progetti “di risanamento”,
finalizzati alla tutela della salute dei bambini: nel periodo di vacanza
trascorso in Italia infatti i bambini passano un periodo sereno, con
un’alimentazione sana che abbassa loro il livello di cesio, assorbito
nella loro terra ancora contaminata. Non solo: attraverso la conoscenza
di una realtà diversa, è possibile aiutare i bambini a crescere, ad
aumentare la capacità di superare problemi e difficoltà. E anche sapere
di avere qui in Italia degli amici non è cosa di poco conto.”
Quest’anno
sono state venti le famiglie coinvolte, da Londa a San Piero a Sieve:
25 bambini sono arrivati il primo luglio, mentre altri 16 (del progetto
“Dar” -“dar” in russo significa dono-) non hanno soggiornato nelle famiglie,
bensì tutti insieme alla Tenuta Ferracci a Polcanto, nel comune di Borgo
San Lorenzo. “Il nostro obiettivo –prosegue Zuri- è quello di far nascere
un rapporto di collaborazione e di supporto psicologico e morale, tra
famiglie italiane e bielorusse. Non c’è infatti solo il periodo dell’ospitalità:
le famiglie si scrivono, si organizzano convogli per l’invio di materiali,
viaggi ai quali partecipano anche le famiglie, e così il rapporto di
amicizia si rafforza. Ed è stato siglato un gemellaggio con Telesi,
un villaggio rurale in provincia di Gomel, che è una delle zone più
altamente contaminate, a 50 km da Cernobyl”.
Così il gruppo del Crs ha impiantato nella scuola di Telesi un’aula informatica, con la fornitura dei PC necessari, ha inviato una motosega (“per noi sembra poco –sottolinea Zuri- ma per loro, per far la legna d’inverno per il riscaldamento, è uno strumento fondamentale”), e soprattutto è nato il primo servizio di scuolabus in tutta la Bielorussia: la pubblica assistenza borghigiana ha infatti fornito un pulmino 9 posti, insieme a un contributo economico per pagare l’autista e la benzina, consentendo così che i bambini che attualmente si recano a scuola dai vari villaggi, anche molto lontani, a piedi, possano usufruire del servizio di trasporto, un servizio finora sconosciuto in Bielorussia.
Tutto
questo grazie all’impegno delle famiglie e dei volontari: “E’ un gruppo
meraviglioso –nota la responsabile del CRS-: affiatatissimo, che si
impegna tutto l’anno, si autofinanzia, con cene, concerti, fiere di
beneficenza, in particolare per coprire le spese di viaggio dei bambini,
e per sostenere i vari progetti”: Come il “Dar”, che si prende cura
di bambini di famiglie bielorusse in gravi difficoltà sociali ed economiche,
bambini che rischiano di finire in istituto.
E non c’è solo la Bielorussia: nel momento in cui scriviamo i volontari del CRS sono ancora in attesa di un gruppo di dieci ragazzi palestinesi –che verranno ospitati nella struttura “Il Mulino” di Figliano, dell’associazione Insieme-: “La difficilissima situazione in Palestina –dice Zuri- ci ha costretto a cambiare il progetto iniziale, che prevedeva l’accoglienza di ragazzi di Namlus, il paese palestinese con il quale il comune di Borgo San Lorenzo ha attivato progetti di collaborazione: ma non è stato possibile far uscire questi ragazzi dal loro paese, e allora stiamo attendendo 10 ragazzi provenienti da Gaza. Anche quello dei ragazzi palestinesi è un progetto che vogliamo sviluppare anche per i prossimi anni, con un’azione non solo mirata a far superare loro i traumi da guerra, ma anche per la prevenzione delle dipendenze –che anche in quel paese, è un problema molto grave-.”
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2004

