Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
Articoli
folklore

 

Foto di Andrea Lapi

ALLA SCOPERTA DELLO “SPIRITO” DELLA GRANDE FESTA DI SCARPERIA

Ripensare il Diotto

Foto di Andrea LapiPer me il Diotto è...
(i giudizi della gente)

Una festa paesana che si ripete da decine di anni, di per sé, non fa notizia: gli stessi fatti da raccontare, le stesse persone che li animano, tendenzialmente la solita affluenza di pubblico. Un momento di svago per i bambini, un motivo per incontrare parenti ed amici per le vie, più o meno addobbate e illuminate, o per cucinare un dolce tipico dal sapore d’altri tempi. Ma non sempre è così.

 Capita qualche volta che anche grazie ad una festa del genere il paese venga conosciuto nel resto della provincia, della regione,  che in tutta Italia venga annoverato tra i 100 Borghi più belli e che concorra per altri prestigiosi premi.

Se poi si parla di un luogo in cui l’organizzazione della consueta festa tradizionale dalla semplice buona volontà di una decina di persone, passa ad una gestione complessa, a vocazione aziendale, vale la pena di chiedersi: cos’è il Diotto per Scarperia e gli scarperiesi?

Ne parliamo con il Presidente della Pro Loco, Luca Parrini, a capo dell’organizzazione no-profit che dal 1998 si occupa degli eventi del luogo.

Foto di Andrea LapiLa Pro-Loco di Scarperia ha il compito di gestire gli eventi in un luogo in cui le iniziative festose non sono mai mancate. Cosa è cambiato negli ultimi anni?

La Pro Loco è nata sulla scia dell’entusiasmo, dell’amore e l’impegno di un piccolo gruppo di persone, primo fra tutti Silvio Milani che diversi anni fa si inventò un modo di sentirsi scarperiese attraverso questa festa rionale in occasione della fondazione del paese e ripetendola ogni anno, coinvolgendo giovani e adulti nei giochi, nel Corteo, nelle altre iniziative che precedevano o seguivano l’8 settembre. Da circa 6 anni abbiamo creato questa struttura che organizza i vari eventi del paese in modo più agile rispetto alla macchina comunale. Insieme ai Comitati per i festeggiamenti del Diotto, per i Ferri Taglienti e circa 70 membri, gestiamo alcuni servizi per il Comune, il quale non contribuisce economicamente alle varie feste, ma esercita solo alcune forme di controllo e di indirizzo. Per il momento è la stessa Pro Loco, che racchiude anche numerose realtà associative locali, ad occuparsi della promozione degli eventi, della gestione di un sito web e di tutto quello che comportano le varie iniziative (tra cui una crescente e proficua collaborazione con l’Autodromo Internazionale del Mugello).

Foto di Andrea LapiPerché ha ancora importanza festeggiare la fondazione di un paese come accade per  il Diotto?

Innanzitutto perché è importante riscoprire la proprie tradizioni, guardare da dove provengono le nostre radici, la storia di chi in questo paese ci è nato o ci vive da tanto tempo. In più, visto che Scarperia negli ultimi anni ha visto l’insediamento di numerose persone provenienti da altri luoghi toscani, ma anche da altre regioni o nazioni, è importante far sentire anche a loro l’appartenenza ad una storia di cui entrano a far parte. Ricorrenze come il Diotto servono a fidelizzare gli abitanti al territorio. Riferirsi a questi festeggiamenti come commemorazione della fondazione del paese è riduttivo: l’8 settembre è il culmine di tutta una serie di eventi che animano la vita scarperiese, distribuiti un po’ su tutto l’arco dell’anno e che, maturando esperienza, stiamo cercando di organizzare sempre meglio, di mettere a punto.

Foto di Andrea LapiQuale futuro dunque per il Diotto?

Negli ultimi tempi ci stiamo interrogando sul da farsi. Un calendario come quello presentato quest’anno impegna la nostra organizzazione sia economicamente, ma anche dal punto di vista delle risorse umane necessarie. Tanto per rendere l’idea, da 10 anni solo la Giornata Rinascimentale richiama più o meno 15.000 visitatori a cui dobbiamo fornire intrattenimento, novità, servizi.

Foto di Andrea LapiQuest’anno abbiamo voluto differenziare l’offerta: abbiamo scommesso con un concerto di musica classica nel Palazzo dè Vicari e il successo è stato tale da farci ripromettere di dar spazio anche a questa passione che, pensavamo, più di nicchia e che invece ha riscosso tanti consensi; abbiamo dato spazio ai gruppi rock del posto; il Corteo storico che coinvolge sempre più figuranti, il Diottino dei bambini che consente di far capire anche ai giovanissimi le nostre tradizioni, di prepararli a partecipare, un domani, nelle squadre del Diotto e di coinvolgere le loro famiglie. Tutte queste “novità” sono dovute principalmente da spinte più imprenditoriali avvertite all’interno. A questo punto, le strade da percorrere sono due: o valorizziamo tutte queste ricchezze del nostro territorio, tentiamo un salto di qualità anche organizzativo e decidiamo di rivolgerci a pubblici più ampi e lontani, oppure ci diciamo che il Diotto è bene che rimanga una festa solo del paese, una ricorrenza come altre e riduciamo le ambizioni e le offerte. In queste due soluzioni non c’è a priori quella giusta, c’è solo una decisione che dobbiamo prendere sia noi come Pro Loco, ma anche soprattutto l’amministrazione comunale e gli scarperiesi tutti.

Foto di Andrea LapiIn cosa crede che dovrebbe migliorare l’organizzazione?

Dovremmo trovare il modo di approfondire maggiormente il senso di appartenenza degli abitanti al proprio rione. Da qualche tempo abbiamo messo dei piccoli stendardi – che in pochi hanno notato – a delimitare i vari rioni del paese con un preciso colore e il nome della zona. Però in molti casi si tratta di zone di Scarperia che non si possono delimitare nettamente, che non vengono sentite come ad esempio accade per le contrade dai senesi, perciò se vogliamo che lo spirito di squadra e l’entusiasmo per i giochi del Palio aumentino, dobbiamo valorizzare ancor più questi confini.

Per il resto, dipende tutto dalla decisione che dicevamo poco fa: o ci ridimensioniamo o ci spingiamo verso nuovi possibili utenti. E dobbiamo pensare che questa ultima strada, pur comportando qualche sacrificio e impegno in più, potrebbe avere importanti conseguenze in vari campi: da quello occupazionale, all’immagine dell’intero Mugello, fino ad arrivare a garantire una maggiore qualità della vita, il vero scopo che un servizio pubblico dovrebbe avere.

 

 (Per informazioni sul calendario degli appuntamenti in programma a Scarperia, scrivere a: info@prolocoscarperia.com, oppure visitare il sito: www.prolocoscarperia.com)

 

 

Servizio di Letizia Materassi

 

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2004

Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408