Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
Articoli
Società - Politica
Comunità Montana,
divorzio tra Mugello e Val di Sieve

Ma c'è chi dice no alla divisione

Divorzio in vista tra Mugello e Val di Sieve: il capogruppo del PPI, partito che insieme ai Democratici di Sinistra governa la Comunità Montana, ha proposto ufficialmente la divisione dell'ente sovracomunale.

L'ipotesi era nell'aria da tempo, ed ora il PPI l'ha posta sul tavolo: basta con la grande Comunità Montana, ora denominata "del Mugello, dell'Alto Mugello, della Val di Sieve e del Pratomagno fiorentino", formata da ben 16 comuni. E così dopo molto chiedersi che cosa legasse davvero Palazzuolo con Pontassieve, ora si prende atto che pochi legami ci sono anche tra Pontassieve e Borgo San Lorenzo. Anzi, in questi anni, sono state molte le occasioni di frizione. Si è cominciato con la sanità, settore che ha conosciuto il primo divorzio tra Mugello e Val di Sieve; ci sono stati screzi per il piano dei rifiuti, per la localizzazione del macello comprensoriale, e più di recente, per la pretura, con il "sacrificio" di quella borghigiana a favore degli uffici giudiziari di Pontassieve. Anche per la promozione turistica Mugello e Val di Sieve non hanno mai ben accordato gli strumenti e perfino il marchio per i prodotti tipici -una "emme", a significare "Mugello"- è abortito per l'ostracismo della Val di Sieve.

Troppo ampia e poco omogenea, dice il capogruppo del PPI Tiziano Lanzini, che, d'accordo con i segretari del suo partito, quello provinciale Giacomo Billi, il mugellano De Paola e Mugnai della Val di Sieve ha depositato la proposta di divisione in due distinte comunità montane.

"Da tempo -dice Lanzini- la Val di Sieve si sente subordinata e trascurata, e il nostro partito ha da tempo posto il problema di ridefinire gli assetti territoriali". "A stare insieme -insiste Alessio Mugnai- non abbiamo più reali vantaggi, e occorre prendere atto che Pontassieve dista 10 km da Firenze e 33 da Borgo S.Lorenzo; è necessario dimensionare la comunità montana in modo da consentire la gestione integrata di servizi e funzioni comunali." "Una Comunità così grande -aggiunge De Paola- rischia di diventare ingestibile".

Insoddisfatti per l'attuale gestione? I popolari non lo dicono, e nemmeno i Democratici di sinistra che, specie in Val di Sieve, propendono anch'essi per il divorzio. "Stiamo discutendo -dice il segretario Fabio Casini- e dovremo prendere una decisione insieme al Mugello. Non c'è comunque nessun motivo di insoddisfazione per l'attuale gestione. Il fatto è che le strutture amministrativa vanno adeguate ai tempi, e rese più funzionali". Da parte sua il presidente Notaro non si oppone al divorzio, ma invita a non spaccare tutto: "Un tale sbocco istituzionale era nel conto. Ma mi batterò comunque perché sia fatta salvata l'esigenza di collaborazione tra le diverse aree: c'è ancora bisogno di unire le forze per dare rappresentanza e progettualità al Mugello-Val di Sieve".

Paolo Guidotti

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 1998
Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408