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La copertina di questo mese
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Società - Economia
UNO STUDIO SULLA SITUAZIONE ECONOMICA
E DEMOGRAFICA DEL MUGELLO

Check-up sul Mugello
che lavora

Puntuale come sempre, a cadenza biennale, arriva, grazie alla Banca di Credito Cooperativo del Mugello, il periodico check up sulla situazione economica del Mugello, affidato agli analisti del Centro Statistica Aziendale di Firenze.

Si tratta di un rapporto molto atteso dagli operatori, in quanto consente di avere un quadro sintetico dell'andamento economico e demografico, ovvero dello sviluppo dell'intera area. Quest'anno il Centro Statistica Aziendale ha dovuto allargare la cerchia dell'analisi anche a Sesto Fiorentino, area nella quale di recente l'istituto di credito mugellano ha iniziato ad operare. Ma l'analisi più puntuale, ed anche più omogenea, resta quella della zona mugellana, comprendente i comuni di Palazzuolo sul Senio, Marradi, Firenzuola, Barberino di Mugello, San Piero a Sieve, Scarperia, Vaglia, Borgo San Lorenzo e Vicchio.

La congiuntura dell'economia mugellana, mostrata nel rapporto, che si riferisce al biennio 1997-1998, è di sostanziale stabilità, e talvolta di staticità, anche se non mancano segnali positivi, pur da verificare nel medio periodo. Ma vediamo nel dettaglio alcune voci.

LA POPOLAZIONE - E' confermata la tendenza alla crescita costante del numero dei residenti in Mugello. Il fenomeno di incremento demografico mantiene un carattere di disomogeneità, in quanto cresce la popolazione nei comuni della vallata, mentre prosegue il calo che interessa ormai da decenni i comuni dell'Alto Mugello. La buona performance demografica -si legge nel rapporto- è dovuta interamente alla forte capacità di attrazione esercitata dalla zona: il saldo migratorio è positivo e nettamente superiore ai valori medi della provincia e della regione: "La capacità di questa zona di attrarre popolazione nel corso degli ultimi due decenni può essere spiegata da due diversi punti di vista. Senza dubbio da un lato ha pesato l'offerta di abitazioni a prezzi relativamente contenuti, sia nel caso degli acquisti che nel caso delle locazioni. Dall'altro, la capacità attrattiva si origina -e in questo caso il fenomeno è assai più recente - dalla migliore qualità della vita offerta dai contesti urbani del Mugello, in un periodo in cui il livello qualitativo nel sistema metropolitano di Firenze sta drammaticamente deteriorandosi."

Lo studio del CSA sfata anche qualche luogo comune. In primo luogo quello della "vecchiaia" della popolazione. L'indice di vecchiaia del Mugello (che ha un valore di 162,8), anche se elevato, risulta inferiore a quello provinciale (191,9) e a quello regionale (181,5): in sostanza quindi la popolazione del Mugello risulta complessivamente più giovane rispetto alla media. Non solo, se nei tre comuni dell'Alto Mugello l'indice supera 200 -il comune più 'anziano' in assoluto risulta Firenzuola, con un indice 276,8- vi sono comuni molto più "giovani", come San Piero a Sieve (136,8), Scarperia (131,7) e Vaglia (125). Nello studio si sottolinea anche la progressiva riduzione della numerosità media dei nuclei familiari, che ha raggiunto quota 2,7 (ogni famiglia è composta da una media di 2,7 persone), segno di un incremento di nuclei di soli anziani e della crescita, non ancora accentuata, di singles e divorziati. La popolazione comunque continuerà a crescere, "in assoluta controtendenza rispetto alle dinamiche regionali e provinciali", e aumenteranno i nuclei familiari, soprattutto a Marradi, Scarperia e Vicchio.

IL LAVORO - Il mercato del lavoro mostra luci ed ombre. Da una parte le statistiche evidenziano una riduzione degli iscritti al collocamento, e una crescita del numero degli addetti. Minor peso comincia ad avere anche la disoccupazione giovanile, mentre grave resta la disoccupazione femminile. Secondo il CSA "il lavoro nel Mugello è estremamente flessibile e si è elevata la facilità con cui i lavoratori entrano ed escono dalle imprese". Interessante è anche la notazione sul rapporto fra assunti e licenziati, nel 1998 i primi superiori ai secondi, con un incremento sensibile, del 14%. Perdite di addetti si sono registrate solo in due comuni, -0,9% a Borgo San Lorenzo e -1% a Scarperia, mentre buoni risultati hanno Barberino, Marradi e Vicchio.

MUGELLO INDUSTRIALE - Si stenta a crederlo, ma i dati scoprono un Mugello industriale: "I risultati del censimento dell'industria e dei servizi -si legge- confermano la spiccata vocazione industriale per l'area nel suo complesso: nel 1996 il 50,8% degli occupati in loco lavorava nell'industria, contro il 44,6% della provincia di Firenze e il 47,2% della Toscana. Il confronto con il 1991 indica un'accentuazione di questa vocazione." E importantissimo resta l'artigianato: "nonostante la crisi che investe questo settore ormai dagli anni Ottanta, la quota di imprese artigiane sul totale è cresciuta al 40,3% e l'importanza è notevole anche in termini occupazionali, dal momento che quasi un quarto degli addetti complessivi risulta occupato in imprese artigiane (il 23,8%)."

Tra le specializzazioni produttive sono consistenti i settori della fabbricazione dei prodotti in metallo (5,18%), delle attività legate all'abbigliamento e alle calzature (8,5%) e soprattutto il settore delle costruzioni, in cui è occupato più del 10% della popolazione. Non vi sono però settori trainanti e lo studio definisce l'area "piuttosto disarticolata": "In effetti -si legge- non esistono settori di specializzazione comuni, come accade per altre zone della nostra regione. A parte l'agricoltura, in fase di inevitabile declino, è forse solo l'edilizia ad essere presente in misura apprezzabile in quasi tutti i comuni della zona, attività questa che trae indirettamente stimolo dalla vivacità demografica della zona e dalle attrattive turistico-paesaggistiche della stessa." Ed è probabile che più di recente il settore dell'edilizia sia stato corroborato ulteriormente dalle opere pubbliche in corso di realizzazione.

"Accanto al settore agricolo e a quello edile,-continua il rapporto- abbastanza presenti sul territorio, possiamo aggiungere quello degli "alberghi e ristoranti", ad indicare la discreta vocazione turistica della zona. Tutte le altre attività industriali sono distribuite in maniera meno uniforme. E le attività terziarie tendono ad essere poco rilevanti e a coincidere con le attività commerciali e, in misura minore, con le attività turistiche.

I SOLDI DEI MUGELLANI - Qui i dati a disposizione degli analisti del CSA, relativi a potenziale economico in termini di reddito disponibile e reddito prodotto non sono troppo recenti, ma comunque indicativi, per definire il Mugello come "una zona in cui prevale un relativo benessere ma segnata da forti differenziazioni territoriali che, come prevedibile, vanno prevalentemente a discapito della fascia montana". Si rileva così come Borgo S. Lorenzo, Barberino e Vaglia presentino valori significativi per realtà non urbanizzate, per Borgo e Vaglia grazie ad una discreta rilevanza del terziario, per Barberino invece in virtù di un'elevata concentrazione di attività economica più tipicamente industriale. Gli altri comuni restano alquanto distanziati, e il ritardo più evidente viene segnalato a Palazzuolo sul Senio.

Anche "il valore dei depositi bancari pro-capite si mantiene al di sotto dei valori medi, anche se le differenze rispetto alla situazione provinciale e regionale sono ormai inesistenti a Barberino e a Borgo." In particolare nell'area mugellana, alla fine del 1997 si contavano nelle banche 936 miliardi depositati: di questi 363 a Borgo, 164 a Barberino, 88 a Vicchio, 74 a Scarperia, 55 a San Piero, 66 a Firenzuola, 61 a Vaglia, 49 a Marradi, e, fanalino di coda, 17 a Palazzuolo. In questo settore però prevalgono le ombre: "Le stime dei depositi e degli impieghi all'origine segnalano ancora una scarsa capacità di sfruttamento delle risorse da parte degli operatori locali", e ancor di più è stato sensibile il fenomeno di contrazione dei depositi bancari tra 1996 e 1997, amplificato in Mugello rispetto alla realtà provinciale, con, in tutti i comuni, diminuzioni nell'ordine mediamente del 10 per cento (-14% a Barberino, -12,1% a Firenzuola, -9,9 a Vicchio, -8,7% a Borgo).

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 1999
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