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Copertina  il filo gennaio-febbraio 2009La copertina del mese
GLI ARTICOLI
EDITORIALE

A proposito di primarie mugellane...

Scriviamo quando ancora non si sono tenute le primarie del PD di Vicchio, situazione che ha presentato e presenta aspetti paradossali e davvero speciali (ai limiti del “ridicolo”). Ma i risultati emersi a San Piero e a Barberino qualche valutazione consentono di farla. E interpellano anche tutti coloro che hanno guardato dall’esterno questo evento.

In primo luogo fa pensare il fatto che l’appuntamento sia stato considerato l’occasione reale per decidere i nuovi sindaci di San Piero e di Barberino. Come a dire che le elezioni del prossimo giugno contano meno, perché comunque la sinistra vincerà di sicuro. E c’era quindi più suspence e pathos nelle primarie del primo febbraio per scegliere tra Michelini, Giovannini e Zanieri, od anche, a San Piero, tra Nardoni e Semplici, rispetto alle elezioni comunali vere e proprie. L’alta partecipazione, soprattutto a Barberino, lo dimostra: quasi 1700 votanti è fatto che non si spiega solo con la voglia di partecipazione, o con la fedeltà agli inviti del partito.

Questo porta a un’altra considerazione: il Mugello non è certo un “paese normale”, almeno come lo intende D’Alema. Che si riferiva alla possibilità di una democrazia dell’alternanza, dove gli schieramenti politici possono andare al governo così come possono andare all’opposizione. In molti paesi del Mugello invece ad amministrare è sempre e soltanto un unico schieramento. E questo crea distorsioni e problemi evidenti. Perché senza una “concorrenza” reale, è possibile che chi è al comando si impegni meno del dovuto, sapendo che comunque nessuno lo insidierà. E addirittura, quando le cose non vanno e c’è alta insoddisfazione, il Pd, partito di maggioranza, riesce ad interpretare anche il ruolo dell’oppositore: così a Barberino ha vinto il candidato pd che più è stato critico con la giunta pd uscente...

Non se ne fa certo una colpa a chi il potere lo detiene. Del resto è periodicamente confermato dal voto dei cittadini... Ma non vi è dubbio che situazioni bloccate non siano il miglior viatico per favorire la crescita armonica e dinamica della comunità civile. Semmai questo apre un’altra questione: la debolezza e l’incapacità di incidere da parte di chi non si ritrova nelle posizioni della maggioranza. Il fatto che in gran parte dei comuni mugellani non siano ancora emerse candidature alternative –e ormai mancano poco più di tre mesi alle elezioni- la dice lunga sulle difficoltà delle opposizioni. Che certo non portano tutta, e forse neppure la gran parte, della responsabilità di questa situazione di paralisi. I meccanismi delle istituzioni locali scoraggiano sia la partecipazione che l’azione dei consiglieri di minoranza, mancano luoghi efficaci di formazione alla politica, e l’individualismo ha minato, tra i tanti impegni sociali, anche quello politico. Ma non vi è dubbio che se si vuole far circolare un po’ di sangue e di aria nuova nei nostri un po’ asfittici comuni mugellani, ci si dovrà anche rimboccare di più le maniche. Pronti e disponibili a proposte, collaborazioni e iniziative innovative.

il filo

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio-febbraio 2009

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