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La copertina di questo mese
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GLI ARTICOLI
L'EDITORIALE / APRILE2007

Sotto attacco

L’importanza di testimoniare “la bellezza di essere cristiani in un'epoca in cui andava diffondendosi l’opinione che il cristianesimo fosse qualcosa di faticoso e di opprimente da vivere”, e di impegnarsi “allora a ridestare nei giovani l’amore verso Cristo "Via, Verità e Vita", ripetendo che solo Lui è la strada verso la realizzazione dei desideri più profondi del cuore dell'uomo, e che Cristo non ci salva a dispetto della nostra umanità, ma attraverso di essa”.

Ancora una volta è Benedetto XVI che ci invita a cambiare prospettiva: non un cristianesimo stanco e noioso, ma capace di dare pienezza e gioia a chi lo incontra, a offrire un senso della vita in grado di dare risposta alle inquietudini più profonde del nostro cuore.

Perché da qualche tempo notiamo un fenomeno assai preoccupante. Non solo la Chiesa è sotto un virulento attacco: romanzi e film che presentano il cristianesimo come una grande mistificazione, libri che sostengono che i credenti sono tutti cretini, politici che quotidianamente si esercitano al tiro contro la Chiesa e contro la visione cristiana della vita. Ma ancor più, ad opera soprattutto dei grandi mezzi di comunicazione, si trasforma chi realmente è attaccato e offeso in colui che attacca, si ingerisce, offende: Chiesa retrograda, matrigna, impicciona, oscurantista, anacronistica.

No, non è così. Lo diciamo con convinzione ma anche con dolore. Perché invece ci rendiamo conto che nella mentalità comune, della gente che ogni giorno sente parlare e scrivere di “crociate della Chiesa”, di “Papa che tuona”, di “anatemi”, “offensive” e “scomuniche” (che invece non ci sono!!!) passa l’immagine di un cristianesimo distorto, freddo e inflessibile, lontano dal cuore e dalla ragione. A volte l’attacco viene anche dall’interno, con scandali e miserie anch’esse utilizzate e strumentalizzate per rappresentare una Chiesa chiusa e vigliacca. No, non è così.

Se i credenti cercano di contrastare –sempre pacificamente, senza insulti o grida, ma ragionando, indicando e proponendo quella che è una visione della vita e della società- norme che rischiano di danneggiare e distruggere i capisaldi della convivenza civile, come l’istituto familiare e il rispetto della vita umana dal concepimento alla morte naturale, non lo fanno per difendere se stessi, ma perché ritengono di dare un contributo essenziale alla vita della nazione. Lo propongono, e cercano, utilizzando gli strumenti di una società democratica, di evitare l’introduzione di norme ritenute dannose e sbagliate. Se c’è una maggioranza che queste norme ritiene siano opportune, democrazia vuole che esse divengano leggi. E democrazia vuole che si possa continuare a non essere d’accordo e a contestare.

E’ evidente però che il contrasto non pare essere soltanto sulle leggi che riguardano vita e famiglia. Leggendo i giornali –capofila di questo filone anti-cattolico è senz’altro Repubblica- vediamo un astio continuo, un impegno quotidiano a fomentare gli elementi di tensione, a presentare la Chiesa non solo in cattiva luce, ma in una luce falsa e distorta.

Allora, noi crediamo, occorre reagire. Non solo attrezzandoci di più, in un’azione formativa a partire dai giovani, in ogni comunità locale. Ma soprattutto cercando di riscoprire quelli che sono i fondamentali. E vivendoli con coerenza, gioia e freschezza. Consapevoli che ci sono le incoerenze, le debolezze, gli errori, ma questi non possono oscurare e far dimenticare la bellezza di una proposta grande per la nostra esistenza, una proposta di senso e di salvezza.

Grazie a Dio l’azione della comunità cristiana, in Italia e nel mondo è ancora ricchissima. I giornali sono pieni delle polemiche spesso attizzate ad arte, talvolta perfino inventate di sana pianta, ma censurano quello che ogni giorno milioni di persone, spinte dalla fede, fanno a servizio dei fratelli, in tante parti del mondo. Nei primi giorni della Chiesa i pagani si convertivano guardando stupiti la vita e le opere dei cristiani: “Guarda come si amano!” dicevano. “Dalle loro opere li riconoscerete”. Forse, è la strada maestra che anche oggi dovrebbe essere imboccata per contrastare e vincere coloro che hanno fatto del cristianesimo e della Chiesa il nemico numero uno: far sentire, vivendo e testimoniandolo con i fatti, il fascino della proposta cristiana, fonte di una vita nuova e capace di orientare l'intera esistenza.

il filo

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2007

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