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editoriale

Il Mugello malcontento

 

Sapranno passare i mugellani dal mugugno al cambiamento? E’ questo il principale interrogativo delle prossime elezioni comunali, che si terranno sabato 6 e domenica 7 giugno.

Non vi è dubbio infatti che ormai da tempo siano palesi segni di disagio, di insofferenza e di delusione nei confronti delle amministrazioni comunali, ovunque amministrate dal Pd con qualche alleato di contorno –socialisti, comunisti italiani, verdi-. Sentimenti critici che si sono prima manifestati con le primarie indette dal Pd, dove  sia a Barberino che a Vicchio hanno vinto e stravinto i candidati più alternativi, quelli meno d’apparato, quelli più lontani alla giunta uscente. A Vicchio è stato persino clamoroso: è stato sconfitto il sindaco uscente, e ha prevalso Roberto Izzo, che potrebbe essere il primo sindaco vicchiese non proveniente dalla sinistra ex-pci ed ex-ds.

Ora poi è tutto un fiorire di liste civiche e di nuove aggregazioni. Ciò risponde a una logica. Nel Mugello, che ancora vota nettamente a sinistra, gli elettori non sono disposti a cercare un cambiamento nell’”altra” parte politica, nel partito “alternativo”, che qui da noi, rispetto al Pd (se si accetta una logica bipolare) sarebbe il Pdl. Vuoi per le debolezze intrinseche dell’opposizione locale di destra, vuoi per una diffusa ostilità verso il berlusconismo. Che, almeno qui da noi, impedisce a un elettore che finora ha votato a sinistra, di rivolgere il proprio consenso ai partiti e ai simboli del centrodestra. Ma a livello locale l’insoddisfazione verso i gruppi che finora hanno amministrato è crescente, e da qui il motivo del formarsi di liste civiche, del mettersi insieme di persone che a livello nazionale votano in modo diverso e opposto, ma che sul piano locale sono pronte a collaborare per cercare un’occasione di cambiamento reale. Certo, solo col malcontento non si amministra. Ma se esso innesca proposte nuove, una novità di approccio nell’amministrare l’ente locale, allora l’esperimento potrebbe dare esiti positivi, ed anche qualche grossa sorpresa nell’urna elettorale. Perché le liste civiche possono essere preferite e votate –e la loro composizione variegata, a Borgo come a Barberino, pare già dimostrarlo- sia dagli elettori del pd insoddisfatti delle “loro” giunte, e contemporaneamente, dall’elettorato di centrodestra, che può intravedere in questa nuova proposta una possibilità concreta di dare uno scossone salutare ai fin qui sempre uguali assetti politici del potere locale.

il filo

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2009

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