Ci
sono letture, rare ormai, che rinfrancano e aprono il cuore. Una di queste, a
nostro giudizio, è senz’altro la recentissima enciclica di Papa Benedetto XVI
“Caritas in Veritate”. Non è certo questa la sede per un commento di un testo
ricchissimo di spunti e di riflessioni. Ci permettiamo soltanto un invito e una
riflessione. L’invito, semplice e diretto è di prendere in mano questo testo: lo
si trova su Internet, lo si trova nelle librerie. L’invito è di leggerlo e di
meditarlo.
Perché i
tanti spunti che offre ci riguardano direttamente, riguardano ognuno di noi. Non
si tratta “soltanto” di un’analisi acuta e vera della realtà socio-economica che
stiamo vivendo. Non vi è solo l’indicazione dei percorsi per aumentare la
giustizia nel mondo. Non affronta in modo analitico solo le numerose
problematiche legate alla tecnologia, al ruolo dei sindacati, alla
globalizzazione, alla cooperazione internazionale.
Certo,
basterebbe questo per rendere interessantissima la lettura dell’enciclica. Nei
suoi paragrafi vi è infatti un’analisi delle problematiche sociali ed economiche
a tutto tondo, in modo molto chiaro, con giudizi netti ed espliciti. Che offrono
tanti spunti di riflessione, tante indicazioni. Con coraggio, con profondità e
acutezza. Tali da suscitare lo stupore e il consenso anche di tanti commentatori
laici che solitamente sono ostili per partito preso verso la Chiesa e Benedetto
XVI. Anche loro, stavolta, non hanno potuto fare a meno di riconoscere la
giustezza di tante analisi.
Ma vi è
molto di più. Ovvero il richiamo a riscoprire l’essenziale. A non dimenticare
ciò che solo può evitare la disgregazione del sistema e il disastro dei cuori. E
non è cosa astrattamente ricordata agli “altri”, ai politici, ai governanti, al
“mondo”. I fondamenti che Benedetto XVI ripropone in modo così nitido
interessano la vita di ciascuno. Insiste molto ad esempio sulla gratuità, sulla
“stupefacente esperienza del dono”, parla di stili di vita da cambiare, di
mentalità da rivedere. Cose che ci riguardano direttamente. Indicazioni che
possiamo e dobbiamo mettere a frutto. E parla della prospettiva illuminante
della fede che non esclude la ragione, della forza dell’amore, del fondamento
della verità.
Per questo
sarebbe oltremodo bello e auspicabile che queste pagine intrise di pensiero,
ragione, fede e spiritualità non finissero presto nel dimenticatoio. Sarebbe
bello e auspicabile che anche in Mugello, nei prossimi mesi, fossero promosse,
nelle parrocchie, rivolte a giovani e adulti, iniziative per riflettere e
approfondire i temi contenuti nell’enciclica. Sarebbe un’occasione per tutti,
credenti e non credenti, per rivedere e rivalutare scelte e comportamenti, per
riscoprire elementi importanti che forse si sono persi sotto la coltre dello
scetticismo e della delusione. Per riflettere sul fatto che la prospettiva della
fede non solo non allontana dalla realtà, ma permette di coglierne appieno il
senso, in ogni sua dimensione, compresa quella economica.
Per tali
iniziative ci dichiariamo fin d’ora interessati e disponibili ad ogni tipo di
collaborazione. Crediamo ne valga davvero la pena.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2009

