Un "settembre giovanile"
ogni mese

Non ce ne vogliano gli
organizzatori. Ma di “settembre giovanile” ce ne vorrebbero... dodici, uno al
mese! A parte la battuta, è indubbio che l’evento che si sta svolgendo nel
Centro Giovanile di Borgo San Lorenzo è di grande rilievo, e mostra piste
interessanti nel difficile campo del mondo dei giovani. Non crediamo che il
successo dipenda essenzialmente dal fatto che siamo alla cinquantesima edizione,
o che si tratta della diciottesima Olimpiade Mugellana. I ragazzi badan poco
alle ricorrenze. Evidentemente c’è un clima positivo, c’è un appeal. Del resto
non sono frequenti le occasioni dove così tanti giovani, diversissimi tra loro
per età, insieme a tanti genitori, e a un buon numero di organizzatori, si
ritrovino per giorni e giorni.
I soliti critici
diranno che non basta certo un settembre giovanile per dare risposte alla
emergenza educativa, ai tanti fenomeni di bullismo, di noia esistenziale, di
preoccupante superficialità che talvolta affiorano nel mondo degli adolescenti.
E’ vero, non basta,
ma è pur sempre un esempio da seguire, un esperimento da incentivare, una
modalità da consolidare. Si prenda il numero crescente di adulti, soprattutto
genitori, che danno la loro disponibilità come volontari. Lo fanno per i loro
ragazzi, lo fanno forse per sentirsi utili, lo fanno per dare risposta a un
bisogno positivo di compagnia, per il gusto di lavorare insieme. Non è mica
poco!
Magari si dovrebbe
comprendere che questa spinta ad impegnare i ragazzi, l’impegno a rispettare le
regole, a darsi da fare, a far gruppo, a spendere tempo ed energie per un
obiettivo condiviso, varrebbe la pena estenderla, renderla meno episodica,
magari anche più profonda, andando oltre il gioco e lo sport ma seminando anche
altri interessi, altre attrattive, altre sollecitazioni. Perché il demone della
noia e dell’ozio –che come dicevano gli antichi è padre di ogni vizio, e di
molte sciocchezze che oggi taluni ragazzi fanno- è insidioso e si insinua in
tutti gli spazi vuoti, nelle solitudini, negli smarrimenti giovanili,
nell’incapacità di porsi le domande fondamentali sul senso della vita.
L’energia che si sprigiona
in questo mese dal Centro Giovanile, la scoperta che i ragazzi, se li solleciti
positivamente, rispondono, dovrebbe spingere allora tutti, la parrocchia e gli
educatori in primis, ma anche gli stessi genitori, a convincersi che sarebbe un
enorme investimento metter ancor più insieme le forze, costituire una rete
educativa-ricreativa-sociale-sportiva, con la quale moltiplicare le opportunità
per i nostri ragazzi. Non è un caso che a San Piero lavorino su questo
obiettivo, con l’intento di aprire anche lì un oratorio. E a Borgo lo spazio
c’è, e c’è una tradizione. Talvolta sembra mancare la convinzione, quasi che
fosse troppo difficile. No, la
E creare comunità,
avvicinare cuori e intelligenze, cooperare, imparare il gusto della gratuità è
una strada favorevole, un’occasione importante per favorire l’incontro con Chi
dà senso e direzione alla vita dell’uomo. Non dovremo dimenticarcelo.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2008

