Cambiare....
In questo periodo si sono verificati vari eventi, vicini e lontani, belli o
preoccupanti, che hanno come elemento comune
di spingere al
cambiamento. La missione popolare, proposta dalla parrocchia borghigiana, i cui
esiti certo andranno valutati con calma, ma che ha sicuramente “mosso” un buon
numero di persone ed offerto sollecitazioni e stimoli; la straordinaria,
recentissima iniziativa di evangelizzazione rivolta ai giovani, “strappati” per
qualche tempo da piazze e bar di Borgo San Lorenzo e portati in chiesa, davanti
all’Eucarestia; poi, su fronti più profani, il terremoto della finanza
internazionale che potrebbe preludere a nuove, inattese difficoltà per
l’economia e il mondo del lavoro del nostro Paese, a di conseguenza aprire
preoccupanti scenari per tante famiglie. Anche sul piano della politica locale,
che vede nei prossimi mesi numerosi rinnovi dei consigli comunali, si
prospettano cambiamenti, a cominciare da quello di alcuni sindaci.
Di per sé l’invito a
cambiare, la prospettiva e la disponibilità a modificare e invertire la rotta è
elemento positivo nella vita dell’uomo. Assuefarsi al tran tran quotidiano,
accettare un costante livellamento verso il basso, perdere la fiducia di
migliorare, di crescere, di rinnovarsi, è sicuramente una brutta malattia
dell'anima, una malattia che poi paralizza e soffoca anche la vita sociale.
Rassegnarsi e pensare fatalisticamente che tutto sia immutabile e irrimedibile
significa rendere più triste e chiusa la nostra vita, sterilizzare e ingrigire i
rapporti.
E’ pur vero che l’agitarsi senza meta, l’irrequietezza e l’attivismo fine a se
stessi, sono anch’essi, alla lunga, un freno e un sentiero senza sbocchi. Ma
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2008

