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Copertina mese di ottobre '08
La copertina del mese
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editoriale

Cambiare....

In questo periodo si sono verificati vari eventi, vicini e lontani, belli o preoccupanti, che hanno come elemento comune

di spingere al cambiamento. La missione popolare, proposta dalla parrocchia borghigiana, i cui esiti certo andranno valutati con calma, ma che ha sicuramente “mosso” un buon numero di persone ed offerto sollecitazioni e stimoli; la straordinaria, recentissima iniziativa di evangelizzazione rivolta ai giovani, “strappati” per qualche tempo da piazze e bar di Borgo San Lorenzo e portati in chiesa, davanti all’Eucarestia; poi, su fronti più profani, il terremoto della finanza internazionale che potrebbe preludere a nuove, inattese difficoltà per l’economia e il mondo del lavoro del nostro Paese, a di conseguenza aprire preoccupanti scenari per tante famiglie. Anche sul piano della politica locale, che vede nei prossimi mesi numerosi rinnovi dei consigli comunali, si prospettano cambiamenti, a cominciare da quello di alcuni sindaci.

Di per sé l’invito a cambiare, la prospettiva e la disponibilità a modificare e invertire la rotta è elemento positivo nella vita dell’uomo. Assuefarsi al tran tran quotidiano, accettare un costante livellamento verso il basso, perdere la fiducia di migliorare, di crescere, di rinnovarsi, è sicuramente una brutta malattia dell'anima, una malattia che poi paralizza e soffoca anche la vita sociale. Rassegnarsi e pensare fatalisticamente che tutto sia immutabile e irrimedibile significa rendere più triste e chiusa la nostra vita, sterilizzare e ingrigire i rapporti.

E’ pur vero che l’agitarsi senza meta, l’irrequietezza e l’attivismo fine a se stessi, sono anch’essi, alla lunga, un freno e un sentiero senza sbocchi. Ma il desiderio e la disponibilità al cambiamento, a mettersi in gioco, a provare a fare un passo avanti, uno dopo l’altro; l’atteggiamento di costruttiva fiducia e di ricerca costante sono una precondizione fondamentale per crescere, e per essere in pace con noi stessi. Una pace che non può essere, ripetiamo, quella della rassegnazione acritica. Ma un atteggiamento costruttivo e positivo induce all’incontro, consente di trovare sulle nostre strade collaborazioni inattese, contatti e rapporti con chi, a nostra insaputa, ha nel cuore le stesse aspirazioni e le stesse ansie. Proviamo allora ad applicare questo tipo di approccio alla realtà che stiamo vivendo. Può essere applicato alla politica locale, ed essere fonte di impegno e di partecipazione attiva, di spinta a un cambiamento benefico in “sistemi” spesso bloccati e asfittici. Può essere applicato alla vita quotidiana, nella famiglia come sul lavoro. E può essere applicato anche a quello che è nel profondo della nostra coscienza, alla sete di assoluto e di verità che portiamo nel cuore. Un cuore che sente con crescente disagio l’oppressione che viene dal dare importanza a cose vane, dal dare valore a ciò che valore non ha. Ce lo ha ricordato anche di recente il Papa: «Sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. Apparentemente queste sono le vere realtà. Ma tutto questo un giorno passerà. Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente». Cambiare, per cercare ciò che veramente vale, anzi Chi veramente può dare senso alla vita è un’opportunità e un’esigenza da non far cadere.

il filo

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2008

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