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GLI ARTICOLI

Il vero senso del Natale

Già si sapeva che erano bravi. Ma il concerto che i “Pilgrims Gospel” hanno tenuto al teatro Giotto di Borgo San Lorenzo è stato lo stesso una sorpresa, davvero bello e coinvolgente.

Quei quaranta elementi –fiorentini, ed anche mugellani-, diretti da un carismatico e capace Gianni Mini, che cantano il repertorio originato dalla tragedia della schiavitù dei neri d’America, sono riusciti a trasmettere ai tanti che gremivano il teatro borghigiano, un messaggio positivo. E quando la gente esce da uno spettacolo col cuore contento, significa che gli artisti hanno raggiunto la loro meta più alta.

Pilgrimns GospelMentre i brani venivano eseguiti –ben assortiti, dagli spiritual ai gospel, con qualche incursione efficace nella musica pop-, ascoltando le parole dei canti e osservando l’atteggiamento del gruppo sul palcoscenico un pensiero particolare emergeva.

Non era solo lo speciale amalgama vocale del gruppo, la vitalità e la bravura dei solisti, l’abilità del direttore, la maestria dei musicisti; anche il tipo di musica e di brani aveva la sua parte nella grande efficacia del concerto. Brani e musiche “sentite”, eseguiti con l’anima e con la gestualità, con il sorriso sulle labbra. Brani e musiche che hanno un riferimento diretto, anzi l’origine stessa, nella spiritualità dell’uomo, nel suo rapporto con Dio: la presenza, nei testi, di tantissimi riferimenti a “Lord-Jesus-prayer”, l’invocazione al Signore che è preghiera e speranza, era continua, martellante, gioiosa.

Non a caso, quello dei Pilgrims Gospel era un “Concerto di Natale”: a ricordarci –e ce n’è bisogno!- che la fede è anzitutto gioia, sostegno nei momenti del dolore, speranza; che la comunità cristiana è luogo del perdono e della festa, luogo di liberazione e di compagnia, contro ogni solitudine. E allora anche se schiavi, anche se discriminati, i neri d’America nelle chiese coltivavano la speranza e l’attesa di un riscatto; e cantavano quei canti struggenti, ma anche ricchi di fiducia e di amore, cantavano, desiderandoli, i “giorni felici” e il “perdono dei peccati”.

E dire che oggi, nel nostro mondo sazio e disperato, si diffonde invece quest’ansia castrante di mettere a tacere ogni segno di presenza cristiana, applaudendo quando si tolgono i crocifissi, quando si cancella dalle scuole il presepio, e si fa di tutto per demolire ciò che fonda la visione cristiana della vita. Quel concerto dei Pilgrims Gospel è stato tutto il contrario: la proposta, gioiosa e rasserenante, attraverso una forma artistica fondata su bellezza e armonia, di contenuti esplicitamente cristiani. Un dono del quale abbiamo bisogno, per continuare a camminare.

Il filo  

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2009

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