L'EDITORIALE DI GENNAIO 2000
Il nostro Giubileo
Anno Santo: detto così, il Giubileo diventa un grande impegno. Un impegno di tipo personale. Perché l’Anno è Santo se le persone camminano verso la Santità.

In questo senso non vi è dubbio: il Giubileo dell’Anno 2000 diventa per ognuno un’occasione particolare: un’occasione per ripensare a quel che si è e a quel che si crede. In modo sincero, in modo deciso. Senza rinvii.
E le occasioni si possono cogliere o sprecare. Per sprecarle basta poco: basta rimandare l’appuntamento con la nostra coscienza a un tempo imprecisato, basta accettare ogni tipo di distrazione, basta credere che per far Giubileo basti salire su qualche pullman di qualche pellegrinaggio, basta un’alzata di spalle e convincersi che in fondo i giubilei servono a poco.
E’ vero: possono anche non servire a niente, se evitiamo di farci coinvolgere, se decidiamo di non aprirci alle questioni fondamentali che il Giubileo ci ripropone. Un’occasione dunque.
E per questo anche “Il filo” si è chiesto in che modo porsi a servizio di questa occasione. All’inizio avevamo pensato, almeno in questo spazio dell’editoriale, di fare silenzio: ovvero di sostituire i nostri poveri spunti di riflessione, con qualche breve pensiero di Giovanni Paolo II, sui temi più importanti. Perché, ci eravamo detti, occorre tornare all’essenziale, ed evitare quella sovrabbondanza di pensieri, parole e chiacchiere che, anziché indurre alla meditazione, invitano alla noia e allo “staccare la spina”. Qualche frase, come occasione di revisione interiore e di indicazione per la vita quotidiana. E può darsi che in qualche numero si faccia così.
In questo primo numero dell’anno però una piccola cosa vorremmo dirla, e prendere un impegno: vorremmo cioè, durante questo speciale anno giubilare, accentuare ancor più l’attenzione delle nostre pagine, sulle cose belle, le esperienze significative, le testimonianze e le riflessioni capaci di parlare al cuore.
Per far questo però, avremo bisogno dell’aiuto dei nostri lettori: chiediamo loro di segnalarci fatti ed esperienze mugellane capaci di comunicare speranza, di suggerire strade di crescita e di fraternità. Perché sia davvero un Buon Anno, un Anno Santo.
il filo

