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La copertina di questo mese
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Dibattiti - Editoriali

L'EDITORIALE DI GENNAIO/FEBBRAIO 2001

Solo per passione...

Questo numero del "Filo" viene inviato -a scopo promozionale- ad alcune migliaia di persone. Vale dunque la pena tentare, ancora una volta, di spiegare il senso di queste pagine che mensilmente si pubblicano, ormai da più di tredici anni.

Prima di tutto è giusto ricordare -forse non tutti lo sanno o ne hanno percezione- che questo giornale si fa "non per denaro, ma solo per passione". Non per denaro, perché interamente realizzato gratis, in quanto tutti coloro che "Il filo" tessono mese dopo mese lo fanno per volontariato.

Quale passione dunque spinge un gruppetto di persone a continuare questa "strana" impresa? Alla base c'è un'idea semplice: che le notizie, e ancor più le idee, più circolano, meglio è. Riflettere, pensare, essere 'provocati', è una gran bella ginnastica per l'anima.

Per questo mettiamo in pagina anche le nostre povere idee, quelle delle quali siamo convinti, ciò nel quale crediamo e speriamo. E le idee che abbiamo care, le diciamo con decisione. Non per imporle certo -e come potremmo, anche se volessimo?-, ma per proporle. Alla riflessione, e al giudizio di ognuno. Non solo: mai, in questi anni, ci siamo stancati di dire che le nostre pagine sono a disposizione di tutti coloro che abbiano qualcosa da dire e da proporre. Perché amiamo il confronto, il bianco e nero, il caldo e il freddo, il dibattito tra chi è appassionato delle proprie radici, tra chi ricerca particelle di verità, tra chi non si accontenta dell'ovvio, e si sente libero dentro. Senza pregiudizi, senza remore, senza finzioni.

Ci sia consentito dirlo: in fondo siamo convinti che "Il filo", nel suo piccolo, sia un servizio alla comunità intera. A quella civile e a quella ecclesiale. Perché se si rinuncia perfino a dire e a capire ciò che siamo, se perdiamo il gusto di conoscere e confrontarsi con altri giudizi e altre visioni della vita, finiamo per essere persone dimezzate. Poveri e aridi. Senza alcun interesse, se non quelli materiali, ai quali tutto deve essere sacrificato e silenziato, per convenienza e opportunismo.

Anche nel nostro Mugello stiamo attraversando un periodo non facile, dove la superficialità è ovunque in agguato, e dove l'utilitarismo permea ogni scelta della vita. Un periodo nel quale si naviga a vista, senza progetti che scaldino il cuore, con orizzonti spesso confusi, e con la ricorrente tentazione di chiudersi in casa a pensare a noi stessi, anzi, a una parte di noi stessi, quella più egoista.

Nasce da qui il desiderio che chi ancora porta una speranza e un desiderio di vita piena sfrutti ogni strumento e ogni occasione per collaborare, per confrontarsi, per mettere in comune forze ed idee, al fine di incidere e dare un contributo di crescita alla società tutta. In questo senso anche un foglio come "Il filo" può aiutare: facendo conoscere esperienze significative, stimolando riflessione e proposte, dando voce a chi ha idee e iniziative da suggerire.

Non perché chi fa "Il filo" si senta più bravo. Tutt'altro. Solo di due cose siamo certi: del fatto che a questa terra vogliamo un gran bene -ed è per questo che ci impegniamo a raccontarne le sue caratteristiche e i suoi problemi, con lo scritto e con le immagini, ed è per questo che talvolta pungiamo e critichiamo perché la vorremmo migliore e meglio amministrata. E del fatto che vogliamo un gran bene a questa Chiesa locale, che vorremmo sempre più comunità in grado di essere proposta concreta e affascinante per la sete d'infinito degli uomini d'oggi.

il filo

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