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La copertina di questo mese
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Articoli
L'EDITORIALE - MARZO 2003

 

Figure di spessore. Ed oggi?

Di recente è accaduto che siano scomparsi, nel giro di pochi giorni, quattro figure mugellane eminenti, Rolando Mensi, Mauro Bettarini, Gino Batisti, Antonio Cassigoli. All’interno pubblichiamo per ciascuno un ricordo, poiché essi –pur con storie, impegni e ambiti molto diversi tra loro- hanno dato un contributo importante alla vita sociale, culturale e politica di questa terra.

Ma la loro scomparsa ci ha pure suscitato una riflessione. Forse un po’ confusa, certo da approfondire, ma che vogliamo condividere con i nostri lettori. I nostri tempi –ci chiediamo- vedono la presenza di figure come loro? Chiariamolo: non ci piacciono i panegirici post-mortem, quando cioè, una volta scomparsi, tutti diventiamo bravi, belli e galantuomini. E sicuramente anche queste figure avranno avuto le loro debolezze, i loro limiti, e avranno fatto i loro errori. Di certo però, ce lo testimonia chi li ha conosciuti più da vicino, avevano uno spessore e un carisma. Ottenuti chi attraverso la formazione e l’impegno culturale, chi attraverso l’impegno politico.

Oggi invece, e parliamo troppo generalizzando, pare più raro incontrare, nella vita pubblica, figure di riferimento, personaggi di spessore, autorevoli e ricchi di umanità. Non stiamo certo “rimbischerendo” da soli, ma temiamo piuttosto che il contesto in cui viviamo porti a far nascere frutti meno “saporiti”, più fragili, più standardizzati. Sarà che i tempi duri del passato forgiavano ben più degli agi e dei lussi contemporanei; sarà che una scuola più annacquata e meno impegnativa lascia meno tracce nell’animo dei giovani; sarà che gli scontri ideali e ideologici del passato insegnavano almeno ad aver convinzioni forti, temprate dal confronto e dalla lotta; sarà che certi spazi pubblici che prima venivano frequentati –chi nelle sezioni dei partiti, chi nelle sedi sindacali, chi nelle parrocchie e nei gruppi giovanili- ora sono desertificati o comunque intermittenti. Fatto sta, insomma, che avvertiamo –eppure non abbiamo ancora l’età dei nostalgici, anzi con queste parole finiamo per fare autocritica anche verso noi stessi- un dislivello tra certe figure pubbliche del passato, e quelle invece del presente. Del resto è lo stesso, e in modo drammatico, anche nella vita politica nazionale, nella quale assistiamo sempre più spesso a spettacoli deprimenti, di incultura e vera e propria incapacità di un ragionamento minimamente approfondito.

La superficialità, la fretta, il primato dell’apparire, la convenienza immediata e l’opportunismo sono zavorre che appesantiscono e frenano l’esigente percorso della crescita personale, dell’approfondimento culturale, della capacità di pensare, del gusto del riflettere e di confrontarsi con le idee diverse.

E questo non può non preoccupare. Tanto che sarebbe opportuno e indispensabile provare non solo a riflettere su questo tema, ma anche azzardare azioni concrete per evitare che il vuoto sia riempito dal peggio. C’è qualcuno che su questo ha qualcosa da dire e da proporre?

il filo © il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2003

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