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La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
GLI ARTICOLI
L'EDITORIALE DI MARZO 2007

Parliamo di noi...

Le 200 copertine

E son duecento: quello che qui leggete è infatti il duecentesimo numero del “Filo”. Un bel traguardo, che ci fa contenti. E fra qualche mese –se Dio vorrà- potremo festeggiare anche il ventesimo “compleanno” del nostro giornale. Per questo ci sia consentito, da tempo non lo facevamo, di ragionare sul ruolo di questo strumento di comunicazione locale. Anche perché la sua origine, e ancor più la sua conduzione, è atipica: non è un’azienda, non produce redditi per nessuno, non ha stipendiati, ma è retto esclusivamente dal lavoro volontario di alcune –poche!- persone. Chi ve lo fa fare allora?, chiederanno dunque coloro ai quali la nostra società ha inculcato che è solo il denaro che muove il mondo, che “senza lilleri non si lallera”. “Il filo” nacque, duecento numeri fa, su una convinzione: quella che fosse utile in Mugello uno strumento, uno spazio di informazione, di confronto, di idee, di dibattito. Una comunità ha bisogno di parlarsi e di conoscersi. Ha bisogno di essere informata, perché questo aumenta la consapevolezza e aiuta le scelte. In questi anni il Mugello è cambiato, e anche la piccola voce del “Filo” ha raccontato e accompagnato questo cambiamento, registrando ed evidenziandone i più disparati aspetti. Con curiosità e rispetto, con senso critico e desiderio di contribuire alla crescita della società mugellana. L’economia e la cultura, la storia locale e l’ambiente, l’urbanistica, i servizi pubblici, le attività sociali hanno riempito queste più di 5000 pagine del nostro mensile, con l’intenzione di valorizzare e di far conoscere le caratteristiche e le ricchezze della nostra terra, e di evidenziarne problemi e limiti allo scopo di meglio superarli.

“Il filo”, lo sanno i nostri lettori più attenti e affezionati, è nato con un’identità chiara. Nacque sotto un campanile, fatto da persone che pensavano e pensano che la visione cristiana non sia roba da sacrestia, o da custodire nella propria coscienza, ma che abbia qualcosa di rilevante da dire e da dare alla società. Oggi come ieri, oggi più di ieri. Abbiamo detto, con tutti i nostri limiti, come la pensavamo, senza arroganza e supponenza, ma con convinzione. Perché “cammina l’uomo, quando sa bene dove andare”. E anche quando siamo in ricerca, dobbiamo cercare con passione, non certo con apatia e scetticismo. Per questo abbiamo dato spazio e rilievo a tematiche che riguardano la vita intera delle persone –e l’uomo è formato da corpo e anima- e della società di cui facciamo parte. Desiderosi di scoprire la verità,
la bellezza e la vivibilità della fede.  

Pronti a dialogare con tutti. Talvolta, in verità, questa offerta di dialogo è caduta nel vuoto. Talvolta nemmeno in casa nostra vi è stata particolare sensibilità a sfruttare questo strumento, che ogni mese entra nelle case di migliaia di famiglie, per dire la propria, per offrire un contributo e un supplemento di riflessione, un pensiero, un indirizzo. Di questo ce ne dispiace. Ma continuiamo non solo a insistere nel ribadire la nostra piena, totale disponibilità, a mettere a disposizione le nostre pagine per tutti coloro che abbiano qualcosa da offrire, in termini di pensiero e di proposta, alla comunità locale. Ma anche a ricordare –prima di tutto a noi stessi- che viviamo tempi difficili, che abbiamo di fronte sfide radicali, con visioni della vita e progetti che rischiano di mettere in discussione i primari fondamenti della convivenza umana, sfide e attacchi che richiedono di non abbandonare il campo o di chiudersi in un privato scialbo e menefreghistico, ma di sviluppare un nuovo senso di appartenenza, di svegliarsi, giocando di proposta e dando un orientamento alla cultura. Evitando ogni rischio di irrilevanza.

Anche noi, umilmente, vorremmo contribuire a dare questo contributo. Con le iniziative che, pur troppo saltuariamente, in questi anni abbiamo promosso, e con queste stesse pagine. Che speriamo, anche con il sostegno dei lettori, di poter continuare a far uscire ... almeno per altri duecento numeri.

il filo

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2007

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