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La copertina di questo mese
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Articoli del mese
L'EDITORIALE - APRILE 2003

 

Non c’è pace vera
senza Resurrezione

Via via che scorrono le immagini terribili di questi giorni, e man mano che ci avviciniamo alla Pasqua, un pensiero aspro sale dal cuore. Che per gli uomini non vi sarà pace vera se non riusciranno a fissare con intensità quella tomba vuota.

Senza l’energia sconvolgente di una fede che creda a un Dio che si è fatto uomo, che si è fatto crocifiggere, e che ha vinto l’odio e la morte, risorgendo, potremo trovare la strada che conduce a un rapporto veramente fraterno, a un tempo nel quale si trasformeranno le lance e le spade in aratri, gli strumenti di guerra in strumenti di pace e di crescita?

Lo constatiamo, amaramente, nella nostra vita: il prevalere sugli altri, il “non fidarsi”, la sete di guadagno e di potere, il rancore e la vendetta, il vedere solo e sempre i difetti dell’altro, l’egoismo e la chiusura, la fanno troppo spesso da padroni nelle nostre azioni e scelte quotidiane.

Invochiamo la pace, e poi scopriamo dentro di noi sentimenti di odio contro chi non la pensa o non agisce come noi; siamo litigiosi, vogliamo sempre l’ultima parola, siamo pronti a ferire; e spesso, se la nostra emotività non è sollecitata dall’esterno, dal tam-tam dei massmedia o delle mode, chiudiamo gli occhi e facciamo finta di niente, di fronte a ingiustizie e atrocità, a discriminazioni e offese.

Chi ci indicherà la via d’uscita? Chi traccerà sentieri di pace e di fraternità, se non Cristo morto e risorto? Tornare alla sorgente che davvero disseta, che offre le risposte più vere alle domande di cuori umani sempre più affannati e confusi. Una proposta di fede e di fiducia, di amore e di fraternità, di consapevolezza che siamo esseri peccatori ma che possiamo perdonare ed essere perdonati, una proposta di gioia e di pienezza di vita, dove le fatiche e le sofferenze trovano un senso, una proposta di compagnia umana e non di solitudine.

Tornare a questa proposta, riscoprirla, riassaporarla, farsene scaldare il cuore. Una proposta per tutti. A cominciare dai credenti. Che forse da troppo tempo hanno sentito parlare di quel sepolcro vuoto, di una Pasqua che ogni anno viene festeggiata, facendoci forse l’abitudine, sbiadendo forse il senso profondo e rivoluzionario. Ma se non ricominceremo a costruire la nostra vita su quella pietra, sarà come costruire sulla sabbia, la sabbia di un mondo sempre più effimero e superficiale. Un mondo sempre più arido, che non a caso tende a mettere sempre più da parte la proposta, esigente e integrale, del cristianesimo.

il filo © il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2003

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