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La copertina di questo mese
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Puntare sulla qualità

Possono eventi come quello tenutosi di recente a Borgo San Lorenzo, con il concerto del famoso pianista Richard Clayderman –un musicista che ha venduto più di 85 milioni di dischi e che tiene esibizioni in tutto il mondo- aiutare lo sviluppo del Mugello? Lecito domandarselo. E come spesso accade, difficile dare una risposta netta. Perché indubbiamente giova che il nome, le immagini, le bellezze della nostra zona siano associati a momenti di spettacoli di grande rilievo, e siano veicolati in tutto il mondo attraverso radio e Tv. Così come è indubbio che non possono bastare episodi sporadici per fare vera ed efficace promozione.

Probabilmente sono necessari l’uno e l’altro. Iniziative di rilievo, in una società dell’immagine qual è la nostra, servono, perché quando i riflettori si accendono, si illumina e si valorizza anche l’ambiente nel quale l’evento è situato. Per lanciare e far conoscere il sistema museale del Mugello si era pensato a una grande mostra che raccogliesse gli antichi, preziosi dipinti che un tempo erano presenti nelle nostre chiese e palazzi e che ora sono nei più importanti musei del mondo. Peccato che il progetto dovesse realizzarsi nel 1999, e che ancora la nostra Comunità Montana ci stia lavorando... O anche presenze di rilievo nel campo dell’arte e dello spettacolo, se pur richiedono un considerevole impegno economico, sono un valore aggiunto per il territorio che le ospita. E c’è da riscontrare che in Mugello questo accade troppo di rado, e in modo casuale e sporadico, un fatto che dimostra la difficoltà a programmare investimenti in questo campo da parte di enti locali, associazioni e categorie economiche.

Non ci si illuda però di dare impulso allo sviluppo del Mugello solo creando occasioni “d’immagine”. Promuovere un territorio significa valorizzarne le peculiarità, puntando soprattutto sulla qualità. E’ una prospettiva sulla quale occorre lavorare di più, perché al di là dei bei programmi e degli impegni verbali dei politici, spesso si ha l’impressione che non del tutto vi sia coscienza chiara circa gli obbiettivi. Si parla di turismo basato sull’ambiente, e si è lasciato squassare il territorio da insediamenti “brutti”, da strade e ferrovie devastanti, e si tollerano nelle campagne baracche e baracchine di lamiera, plastica ed eternit. E gli esempi, di questa distanza tra “dire e fare”, potrebbero essere molti. Forse davvero è venuto il momento di mirare a una qualità più alta. Per la quale occorre il concorso di tutte le componenti della società mugellana. Lasciando da parte, finalmente, beghe e piccinerie di parte, ed anche la tentazione di perseguire soltanto i propri, immediati interessi.

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