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La copertina di questo mese
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L'EDITORIALE - MAGGIO 1999

Un voto importante

Ho l'impressione di contemplare gli ingranaggi di una macchina perfetta, ma, nonostante ciò, manca qualcosa per me... Semplificando chiamerei questo senso di vuoto mancanza di dimensione spirituale, morale ed emotiva..., io non ho in mente una questione specifica, ma qualcosa di più profondo: scoprire l'anima dell'Europa e vederla accessibile a tutti": così confessava Vaclav Havel, Presidente della Repubblica ceca, quattro anni fa, al Parlamento europeo. E da queste parole dovremmo partire per riflettere sul prossimo voto europeo.

Un voto importante, senza dubbio. La guerra ci ha dimostrato quanto sia delicato l'equilibrio tra gli Stati, e quanto cammino sia ancora da fare perché pace e diritti umani siano definitivamente conquistati. L'idea di unire grandi Stati diversi, fino a pochi decenni fa per secoli acerrimi nemici, è una formidabile polizza per la pace. Ma non ci sentiremo europei solo perché avremo l'euro nel portafoglio. Anzi, se aumentano i legami monetari ed economici, le ragioni politiche, sociali e culturali di un'unità europea vera paiono affievolirsi.

Per questo la politica europea avrà sempre più un ruolo importante da giocare. Pur lentamente il Parlamento di Strasburgo sta divenendo il cuore delle scelte per tutto il continente, e verrà il giorno che la nostra Camera, il nostro Senato saranno alla stregua di parlamenti regionali. E alla politica europea l'identità cristiana, i valori scaturiti dal cristianesimo molto possono dare.

Ricordiamo ancora il grido di Giovanni Paolo II, lanciato a Santiago nel 1982 e rivolto all'antica Europa: "Ritrova te stessa. Sii te stessa. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Torna a vivere dei valori autentici che hanno reso gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza negli altri continenti. Ricostruisci la tua unità spirituale".

Riscoprire dunque le radici cristiane dell'Europa, fondamento di riconciliazione e di pace, fondamento del rispetto per i valori fondamentali della vita umana, fondamento per una crescita sociale ed economica che metta al centro la persona e che non sia guidata dagli interessi forti.

C'entra questo con il Parlamento europeo che andremo ad eleggere? C'entra, eccome. Perché nel cuore dell'Europa politica si confrontano con durezza posizioni culturali anche molto diverse: da una parte un materialismo decadente, che dando il primato all'utile, al denaro e al piacere egoistico disprezza i deboli, distrugge la famiglia, fa prevalere gli interessi economici sui diritti umani, stabilisce rapporti di violenza nella società civile, dall'altra il personalismo cristiano, che intuendo la presenza in ogni uomo di un mistero trascendente, sa guardare con occhi nuovi all'intero panorama dei problemi del mondo moderno.

Per questo -ecco l'invito- mettiamoci di fronte al prossimo appuntamento elettorale europeo con una dose supplementare di riflessione e di responsabilità. Lasciamo da una parte il disorientamento, e talvolta il disgusto, per la situazione politica nazionale. Lasciamo da parte i problemi e gli schieramenti delle elezioni comunali. Sforziamoci di seguire, di leggere, di capire chi meglio rappresenta interessi alti, chi è in grado di portare in Europa, con spessore, i temi che più ci stanno a cuore. Perché a Strasburgo sarebbe sciocco e suicida mandare a rappresentarci attori e cantanti, ed anche politici di mezza tacca. Sforziamoci di trovare coerenza e competenza. E, una volta tanto lasciando da parte gli schieramenti nazionali, scegliamo i candidati che ci danno più fiducia, senza condizionamenti.

Stavolta è importante. Più di quanto sembri a prima vista

Il filo

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