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L'EDITORIALE - GIUGNO 2004

 Elezioni, lettera a un amico

Un nostro caro amico borghigiano ci dice che al seggio elettorale rifiuterà la scheda per le Europee: questa Europa dell’euro, delle lobby, dei burocrati e degli interessi non gli piace né poco né punto.

Caro amico, hai sicuramente ragione nel sentire disagio, disorientamento, rabbia: molti di noi provano queste cose anche guardando al panorama politico nazionale e locale. Lo riconoscono, con parole molto sensate, anche i Vescovi toscani in un loro recente messaggio: “È vero che la disaffezione per la politica e il suo funzionamento è arrivata a mettere in crisi anche coloro - e sono minoranza - che seguono di più la vita dei partiti; è vero, al tempo stesso, che il panorama sociale e culturale non brilla per idee e progetti di particolare rilievo. Spesso l’attenzione e la passione per la politica son tenute vive più dall’avversione verso il «nemico» che dall’adesione convinta a un programma di grande profilo. Eppure, nonostante i disorientamenti e le delusioni, non ci pare che le coscienze siano del tutto, e sempre, addormentate. Ecco, è proprio il risveglio delle coscienze che anche noi vorremmo favorire. Crediamo, in proposito, che le consultazioni elettorali possono essere momenti privilegiati di riflessione e di ripresa d’interesse per il bene comune, momenti in cui è possibile ritrovare le ispirazioni e le motivazioni fondamentali dell’agire politico. E il primo agire politico, tra l’altro, è proprio il voto. Per questo esortiamo tutti a proporsi fin d’ora il compimento del dovere elettorale e a superare la tentazione dell’assenteismo, comunque motivato”.

Per questo diciamo a te, e a noi stessi –a volte tentati di incrociare le braccia, o volgerci altrove di fronte a debolezze, risse, incoerenze, meschinità della politica- che chi non c’è ha sempre torto. Che il disimpegno è fuga, che abbandonare il campo per protestare contro il brutto gioco finisce per farlo diventare ancora più brutto, perché lasceremmo prevalere proprio coloro che stanno in campo con cinismo e sete di potere.
”Il prossimo appuntamento elettorale, oltre tutto –continuano i Vescovi toscani- , ci offre due obiettivi grandi e belli a cui pensare e di cui preoccuparci: il bene e il miglioramento delle nostre comunità locali, e anzitutto del nostro Comune, e l’avvenire dell’Europa Unita, la quale - a dispetto di non poche delusioni e difficoltà - resta pur sempre un ideale storico moralmente e civilmente alto e avvincente, tanto più se lo si vede in rapporto ai grandi orizzonti e ai gravi problemi internazionali e mondiali”.
Andare a votare dunque si può e si deve. Ma per chi votare? Noi non crediamo che tutte le scelte siano uguali. Occorre valutare con molta attenzione: che senso avrebbe ad esempio dare il nostro voto per far eleggere candidati che per cultura e ideologia sono contrari, se non ostili, ai valori fondamentali nei quali crediamo?

Anche in questo una buona indicazione i Vescovi toscani ce la offrono: “Aggiungiamo un’altra considerazione –scrivono-. Soprattutto per quanto riguarda l’Europa, si ricordi che i primi passi verso l’unità europea furono compiuti anzitutto da politici cattolici, uomini di grande valore spirituale, morale e politico, i quali allora potevano godere di un forte apporto elettorale. Del resto, dall’esperienza del movimento cattolico nella società - e non solo a proposito dell’Europa ma anche delle singole altre nazioni - ci giungono luminose testimonianze di vita e di attività politica e amministrativa che a nessuno giova dimenticare. Le lezioni del passato vanno fatte fruttificare. Per questo nessuno si dovrebbe meravigliare se, anch’oggi, i cattolici guardano con interesse preferenziale, pur senza obblighi precostituiti, ai candidati che per il loro esplicito e veritiero riferimento all’ispirazione cristiana e la loro personale moralità e competenza, danno maggiori garanzie di rappresentarli”.

Ci sembrano richiami molto sensati. Caro amico, ripensaci. Vai a votare. Le ragioni per sbattere le porte non mancherebbero. Ma ci è consentito sbattere la porta e mandare tutti a quel paese?

il filo

 

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio-giugno 2004

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