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C'è molto altro...

Leggevamo qualche tempo fa, su Internet, un articolo (di Antonio Socci) la cui riflessione di fondo vorremmo condividere con i nostri lettori.

“Un albero che cade – com’è noto – fa più rumore di una foresta che cresce. I telegiornali sono pieni di alberi che cadono: lotte di potere, una serie infinita di omicidi, gli scandali sessuali, le guerre. Ne viene fuori ogni giorno una rappresentazione mostruosa della realtà. Una desertificazione umana dove sembra non ci sia più speranza. I media sono una fabbrica gigante di angoscia.

Eppure c’è anche altro. C’è molto altro. C’è l’eroismo quotidiano della gente semplice, di tantissimi padri e di madri, c’è la grandezza di persone che portano amore e speranza, ci sono vite che cambiano e che – magari dall’abisso – ritrovano significato e verità, uomini che rinascono, il Male che batte in ritirata”.

Abbiamo voluto riproporre qui questo brano perché crediamo che sia un’osservazione vera, una riflessione di cui abbiamo gran bisogno –come del resto abbiamo bisogno di credere al pensiero riportato qui accanto, di Bonhoeffer, noto teologo luterano tedesco morto in un lager nazista.

Perché, purtroppo, è vero: quanti elementi negativi pesano sulle nostre vite e sulla nostra società! Non ne facciamo l’elenco, perché ci vorrebbe troppo spazio, e si potrebbe spaziare dalla politica all’economia, dal costume allo sport. Il male, nel mondo, c’è sempre stato, ma ora sembra che anche molti argini che lo tenevano a freno siano saltati, o stiano saltando, così come pare stia diventando sempre più confuso o invisibile il confine tra il bene e il male, con un crescente cinismo imbevuto di relativismo che etichetta come bene e come progresso ciò che invece danneggia l’uomo e la società nelle fondamenta.

Ma cedere al pessimismo favorirebbe ancor più lo smottamento. E la presa d’atto che nel mondo e anche vicino a noi “c’è anche altro, c’è molto altro”, di bene, di capacità di servizio, di amore e di gratuità. Occorre avere gli occhi per scoprirlo, e il cuore per aderirvi.

Ed è questo che tutti gli uomini di buona volontà, a cominciare dalle nostre comunità cristiane, devono prefiggersi, e lavorare con nuova lena e nuova passione. Costruire ed essere luoghi di fraternità, luoghi dove si è accolti e perdonati, e dove si opera, pur con fatica ed errori, per costruire pezzi di società migliore, usando tutti gli strumenti che si hanno a disposizione, per essere sale della terra, contrastando apatia e disillusione. Dare a tutti, a cominciare dai giovani, il messaggio che vale la pena vivere, e vale la pena impegnarsi per gli altri, imparando che l’egoismo e l’individualismo alla fine provocano solo solitudine e disperazione. Del resto la Chiesa è una Compagnia. E oggi più di sempre gli uomini hanno bisogno di una compagnia vera, che offra il tepore dell’accoglienza, la pacificazione della misericordia, l’abbraccio della condivisione.

il filo

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 2011

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