Solidarietà e vacanze
Sono sicuramente una minoranza, rispetto al grande esercito di vacanzieri che seguono le regole canoniche delle ferie estive –casa al mare o in montagna, albergo, residence, viaggio esotico, code in autostrada, spiaggia, bagni -. Ma ci sono, e viene il dubbio che alla fine siano più contenti loro, rispetto a chi passa parte dell’estate sotto un ombrellone.
Parliamo delle persone, uomini e donne, giovani e adulti, che anche qui in Mugello dedicano le loro ferie –in tutto o in parte- per iniziative di solidarietà. Parliamo delle famiglie che accolgono bambini da altri Paesi. Parliamo di coloro che anche d’estate si dedicano ai giovani e ai ragazzi, agli anziani e agli handicappati. Parrocchie, gruppi, associazioni di volontariato. Esperienze e iniziative diverse, ma tutte accomunate da uno spirito di condivisione e di servizio, di generosità e di amore per il prossimo.
Non è poco, di questi tempi. All’interno del giornale ci soffermiamo su alcune di queste esperienze, senza la pretesa di raccontarle tutte (anche se sarebbe bello, e il nostro giornale come sempre è a completa disposizione, che venisse data testimonianza delle diverse esperienze fatte, attraverso scritti e interventi di chi ha partecipato). Gente che si impegna per gli altri, gratuitamente, gente che dona il proprio tempo è una gran bella risorsa. Non solo per i vantaggi diretti per bambini, ragazzi, anziani che hanno la fortuna di venire in contatto con queste persone. Ma anche perché sono un utilissimo pro-memoria per tutti. Ricordano infatti che la vita non è solo mercato e guadagno economico, e che ci si può spendere gratuitamente, senza monetizzare; che il ricorrente pensiero del “non ho tempo, ho troppo da fare”, spesso è una scusa, e un rischio grande, di chiusura e secchezza spirituale; che è profondamente vero il fatto che “è dando che si riceve”; che il lavorare insieme, il condividere un obiettivo, un’azione, un ideale, il mettersi a disposizione, è un potente antidoto alla tentazione di chiuderci in noi stessi, del menefreghismo cinico, dell’abulia spirituale. Ed è fonte positiva: alla fine questa gente forse torna a casa un po’ stanca, ma la stanchezza è ben compensata dalla gioia e dalla serenità, da quella gioia grande che viene dall’aprire il proprio cuore agli altri.
Per questo occorre dire grazie a tutta questa gente. E se proprio si deve indicare un aspetto problematico, questo è senz’altro nel fatto che le persone impegnate sono poche, sempre le stesse. Occorrerebbe forse un’attenzione maggiore a “propagandare” le opportunità di un’estate diversa. Gruppi, parrocchie e associazioni dovrebbero mettere maggiore impegno a proporre nuove occasioni in grado di stimolare le persone e le famiglie a mettersi in gioco, a farsi coinvolgere, a mettersi maggiormente a disposizione, a vincere ritrosie, pigrizie, remore e timidezze. Sarebbe un arricchimento grande, per tutti.
il filo
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2004

