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La copertina di questo mese
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Articoli
EDITORIALE - NOVEMBRE 2003

La brutta politica

Lasciamo perdere –per carità di patria e dei nostri fegati- il misero spettacolo che la politica sta dando a livello nazionale, dove risse e accuse contro accuse la fanno sempre più da padrone. Quello che lascia sconcertati è che l’immiserimento della pratica politica stia permeando ogni livello, compreso quello locale.

Tra pochi mesi quasi tutti i comuni del Mugello –escluso Marradi e Scarperia- torneranno alle urne per eleggere sindaci e nuovi consigli comunali. Ma in generale non tira affatto una bell’aria. Ci riferiamo in particolare alla discussione, spesso sotterranea, ma aperta da mesi, per la scelta dei candidati sindaci. Il riferimento è allo schieramento di centro-sinistra, visto che, altra anomalia della nostra zona, sembra proprio che non vi sarà neppure partita, e il centro-destra, avendola data persa, ben poco pare preoccuparsi di trovare i propri candidati. Così nel centro-sinistra la posta in gioco non è il candidato sindaco, ma chi sarà il prossimo sindaco. Ma finora, salvo enunciazioni generiche, non si è parlato né di un’idea né di un progetto, e poco anche di persone, bensì di maglie di appartenenza. Con la Margherita che a livello fiorentino rivendica più spazio e pretende dai Ds un “riequilibrio”, ovvero qualche sindaco in più. E con i Ds impegnati a non scontentare l’alleato, ma preoccupati anche dal malcontento dei propri quadri che ancora si sentono partito egemone e sempre meno sopportano rivendicazioni spesso non supportate da un adeguato peso elettorale. Proprio non crediamo che la gente possa appassionarsi a queste tenzoni, e a dover prendere atto passivamente di decisioni che un tempo almeno erano frutto di discussioni e scontri all’interno di partiti che un minimo di base ce l’avevano, e che ora invece sono prese da conventicole sempre più ristrette.

D’altro canto non c’è una vera alternativa a questa situazione di degrado. Perché non esiste alternativa politica, on c’è possibilità reale di puntare su candidati diversi o su raggruppamenti diversi. A meno che –ma per il momento non si vede chi possa assumere una tale iniziativa- non si formino aggregazioni trasversali, mirate a rompere gli equilibri prefissati, la rete di potere consolidata, i giochi già fatti, le spartizioni di poltrone fatte a tavolino. Temiamo però che una tale possibilità sia soltanto teorica, perché in giro di gente disposta a impegnarsi nel difficile campo della politica se ne vede sempre meno. E chi vi opera da posizioni di potere fa ben poco per avvicinare e sollecitare altri all’impegno civile e politico. Una spirale davvero difficile da spezzare. O no? (il dibattito è aperto...)

il filo

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2003

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