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Elezioni comunali, il “caso Borgo San Lorenzo”

Le “civiche” del cambiamento

Nella foto: Piera Ballabio e Carlo Incagli

Saranno elezioni particolari, quelle di Borgo San Lorenzo. Con alcune novità rilevanti rispetto a cinque anni fa. Tra queste, la presenza di liste più “partitiche” (saranno ai nastri di partenza con i propri simboli, con ogni probabilità, il PD, il PDL Rifondazione e perfino l’Italia dei Valori di Di Pietro che a Borgo San Lorenzo non ha per il momento radicamento). Dall’altra c’è la novità rappresentata da un tandem formato da due liste civiche, Libero Mugello e “Per Borgo”, la prima più riferita alla sinistra ambientalista, la seconda è più variegata, ovvero con la presenza di persone che provengono da ambiti diversi –cattolici e laici-. Una novità che pare temuta  da chi a Borgo San Lorenzo detiene il potere locale, visto che già sono partite accuse e insinuazioni. Ne parliamo con la candidata sindaco Piera Ballabio e con uno dei promotori di “Per Borgo”, Giacomo Bagni.

 

INTERVISTA A PIERA BALLABIO, CANDIDATA SINDACO

C’è bisogno di aria nuova

Simbolo Lista Civica

Vi accusano di essere un’armata Brancaleone…

Per noi non è assolutamente una novità relazionarsi con persone e gruppi senza chiedere la carta d’identità. E le armate Brancalone procedono a caso, vanno dove capita, qui invece persone di varia provenienza, va in un’unica direzione. La base delle liste civiche è rappresentata  dagli obiettivi per il tuo paese. E sulle questioni locali che senso ha usare chiavi di lettura e approcci legati agli schieramenti nazionali, alle posizioni di partito?

 

Cosa dovrebbe cambiare con un sindaco Ballabio al posto di un sindaco Bettarini?

Molte cose. Anzitutto l’apertura del Comune verso l’esterno. La chiusura –quella che ha caratterizzato questi anni, questa amministrazione-, è ciò che porta al non fare, alla lentezza, al disinteressarsi dei bisogni dei cittadini. La distanza tra amministrazione e cittadini va assolutamente colmata, e il nostro impegno sarà quello di ripristinare un modo di fare che una volta era prassi: il sabato ad esempio sindaco, vicesindaco, assessori, saranno in comune, a disposizione dei cittadini; e poi faremo le consulte nelle frazioni e le faremo funzionare –oggi invece non c’è colloquio né interesse, verso le frazioni, lasciate a se stesse.

 

Torniamo alle accuse. Dicono che siete troppo diversi, che non potrete amministrare insieme…

E’ un modo vecchio di interpretare la politica quello di usare gli abusati schematismi di destra e sinistra nella realtà locale. Io e Carlo Incagli, che peraltro abbiamo molto collaborato in questi cinque anni di opposizione in consiglio, abbiamo storie diverse, ma siamo accomunati da non aver mai avuto, nella gestione di questo territorio le mani in pasta, ovvero legami con il potere, non abbiamo mai avuto né padroni né padrini. In questo senso la nostra proposta è del tutto nuova, e rappresentiamo l’alternativa vera e realistica all’attuale amministrazione: perché non abbiamo altro da difendere se non  gli interessi dei cittadini. E per effettuare iniziative coraggiose, in grado di rompere schemi e brutti vizi –che inevitabilmente si creano quando a governare sono sempre i soliti-, l’importante è essere una squadra che condivide una posizione etica, una visione della cosa pubblica e del bene comune.

 

Non si può nascondere però che divergenze possano essere riscontrate e amplificate (di recente un esponente pd borghigiano ha consigliato a un giornalista locale che doveva intervistarti, di domandare cosa pensi della fecondazione assistita)…

Io credo che le differenze legate alle convinzioni personali –penso ad esempio ad alcuni temi relativi alla bioetica- siano da lasciare alla coscienza libera di ognuno: non mi risulta che il comune abbia competenze né legislative né di altro genere su tali tematiche. Se ci sarà richiesto di esprimerci in consiglio, ognuno esprimerà la propria opinione, senza vincoli di maggioranza.

 

E invece, di fronte a possibili divergenze su scelte locali, come fareste?

Non essere condizionati da direttive e interessi esterni, non essere a rappresentare posizioni precostituite  è già un bel vantaggio. E se anche partiamo da posizioni diverse, possiamo comunque insieme cercare di convincerci a vicenda, trovare la soluzione migliore, in un confronto leale e senza secondi fini, per giungere a quella soluzione che vada bene alla maggioranza dei cittadini. Questo credo sia una ricchezza, non un limite. E c’è una gran voglia di fare e di cambiare, di lasciare alle spalle le esasperanti lentezze di questa giunta, di cercare le opportunità per perseguire progetti di crescita, senza convenienze, senza parzialità, senza attendismi. Aggiungo che questa alleanza tra le nostre due liste civiche è una sperimentazione, visto anche la perdita di un ruolo da parte dei partiti tradizionale, un ruolo che prima svolgevano, favorendo la partecipazione e la possibilità di un confronto sul merito dei problemi. Ora non è più così, e in fondo l’esigenza di una lista civica è il risultato di un cattivo funzionamento dei partiti. Noi vogliamo provare a rimettere al centro il “buon amministrare”. E chissà che questa esperienza di liste civiche non rimetta in moto meccanismi in grado di rinnovare anche la presenza dei partiti. Sui temi locali, in conclusione, sono convinta che avremo tutti una capacità di confronto e di sintesi, anche attraverso l’impegno di mettere a base il dialogo e l’ascolto dei cittadini. E senza dimenticare che c’è un programma condiviso, che esprime quello che abbiamo intenzione di fare.

 

INTERVISTA A GIACOMO BAGNI

Le ragioni di “Per Borgo”

 

Puoi cercare di spiegare la genesi di “Per Borgo” e le ragioni del tuo impegno personale?

I motivi del mio impegno? Anzitutto l’idea che un credente deve in qualche modo interessarsi anche “delle cose di questo mondo” e mettersi al servizio. Questo ho sempre provato a fare nei limiti delle mie possibilità, cercando di ritrovarmi in cammino con persone animate dallo stesso spirito. La mia idea, che ho maturato sempre più col passare del tempo, è quella di ricercare la giustizia, cioè l’agire giusto, per il bene di tutti, là dove ve ne sono le condizioni. Il ragionamento è quindi ribaltato rispetto all’adesione aprioristica ad un partito: prima vediamo chi fa cosa e poi insieme ci possiamo ritrovare e unire le forze. Del resto questa è una tendenza diffusa del fare politica in molti paesi e deriva dalla rinnovata esigenza di agire e di governare in una dimensione post-ideologica, dopo lo smarrimento iniziale dato proprio dalla fine delle ideologie. Solo in Italia si fa ancora molta fatica a far passare questo concetto ed è per questo che i partiti si comportano da potentati autoreferenziali, impegnati più a conservare loro stessi e gli interessi a loro legati che a fare una politica per tutti.

 

E la proposta di “Per Borgo”?

C’è differenza tra far parte di una lista civica “plurale” e l’aderire ad un partito strutturato. L’idea di lista civica sta nella condivisione di un progetto che si rivolge al governo della cosa locale. Chi aderisce ad una lista civica ha in comune, al di là della provenienza e della formazione culturale, l’idea di occuparsi della “cosa pubblica” nella logica dell’interesse della comunità nella quale vive. Da questo deriva un deciso recupero, su base locale, dei pre-requisiti richiesti all’azione politica: il preoccuparsi del bene comune, del benessere della comunità (anche in termini di convivenza pacifica), cercando di sintetizzare e tradurre i bisogni individuali in bene collettivo. E’ questa l’idea della costruzione della “città per l’uomo”, nella quale tutti si sentano cittadini allo stesso modo e tutti possano sentirsi partecipi del loro futuro.

 

C’è chi presenta l’alleanza tra Per Borgo e Libero Mugello come un innaturale connubio tra destra e sinistra…

Parlare di destra-sinistra in relazione ad una lista civica non ha molto senso. Il fatto che in tanti abbiano deciso di impegnarsi nella vicenda politica “PER BORGO”, sta a significare una cosa sola: l’interesse a partecipare in prima persona e ad assumersi responsabilità per il proprio paese. Se ci fosse in gioco il “carrierismo” nulla di più facile che avvicinarsi a partiti strutturati che possono certo offrirti qualcosa. Diverso è mettersi in gioco con una scommessa come questa dove nessuno garantisce nulla a nessun altro se non in termini di impegno civico. Il cercare di “fare meglio” di chi ci ha governato finora e di farlo nell’interesse dei cittadini di Borgo invece di rispondere a logiche diverse e ad interessi che vengono da altre parti, non è né di destra, né di sinistra, ma deriva prima di tutto dal buon senso. Le cose da fare e che vorremo fare sono nel nostro programma che, al di là dei singoli punti, ha un tratto fondamentale: agire nell’interesse della comunità locale.

 

Puoi spiegare meglio?

L’impostazione è quella pragmatica di chi ha a cuore le questioni nel loro merito. Se noi siamo a favore di uno sviluppo intelligente ed equilibrato che non saccheggi il territorio, ma liberi le migliori energie economiche capaci di agire senza soffocanti lacci; se noi siamo per servizi pubblici davvero tali e davvero erogati a favore dei cittadini e non per sostenere e foraggiare lobbies politiche e non; se noi siamo per sostenere la famiglia nelle sue necessità, riconoscendone un ruolo sociale fondamentale e siamo per una giustizia sociale che non sia solo di facciata, ma tocchi i problemi concreti dei nostri concittadini, se noi siamo ci siamo impegnati per tutto questo, non vedo quali difficoltà pre-concette dovrebbero avere elettori di destra e/o di sinistra a sostenerci. Noi mettiamo queste idee sulle gambe di persone preparate e, quel che più conta, fortemente motivate nel portare avanti questo progetto e la candidato sindaco Ballabio, così come il candidato vice-sindaco, espressione della nsotra lista, Carlo Incagli, rappresentano benissimo questo concetto, coadiuvati da tanti di noi che possono sostenerli adeguatamente e dare comunque un contributo originale. La pluralità di culture di appartenenza è una ricchezza per questa Lista e non è un modo dire, ma un modo di fare. Credo che tutti aspirino a vivere in un contesto il più possibile ordinato e giusto. Noi questo possiamo provare a farlo davvero perché non rispondiamo a logiche di interessi di parte, ma siamo impegnati radicalmente nella ricerca della “buona e giusta convivenza”.

 

Vi ponete come reale alternativa al “sistema di potere” che ha governato Borgo. E il giudizio che “Per Borgo” dà della vecchia giunta non sembra dei più benevoli…

Per Borgo è una proposta di politica locale, non sterile “localismo”; è il tentativo di rimettere in moto le realtà sociali presenti sul territorio per dare voce e rappresentanza ai più fragili, per restituire Borgo ai suoi cittadini. La critica all’amministrazione uscente è invece proprio quella di essere stata da una parte poco incisiva o evasiva sui problemi e sui processi da governare denotando un deciso immobilismo e dall’altra di essere stata strumento nel determinare la prevaricazione di interessi altri, pensiamo alla gestione dei servizi, a danno dell’interesse dei suoi concittadini. Questi sono difetti imperdonabili e Per Borgo nasce proprio con l’intento di capovolgere questo atteggiamento, da una parte immobile e dall’altra asservito.

Quindi, da una parte Libero Mugello che si caratterizza per la sensibilità sulle tematiche ambientali, che condividiamo, e dall’altra “Per Borgo” che si caratterizza per una visione della comunità legata al concetto di sussidiarietà, dove la persona e la sua dignità stanno al centro e tutto intorno vi sono cerchi concentrici di soggetti che con la loro opera (famiglia, volontariato, imprenditoria, scuola, etc..), insieme all’amministrazione, lavorano per il bene di tutti e di ciascuno. Questa convinzione unisce le persone e le intelligenze della nostra Lista e questa convinzione è e sarà il perno di tutta la nostra azione politica”.

 

PARLA DE PAOLA, CAPOGRUPPO DELL’ULIVO

5 anni positivi

“Far politica è faticoso, ma ne vale la pena. E’ un’esperienza interessante, che ti consente di entrare nel merito di tanti problemi”: traccia un bilancio positivo dei cinque anni di consiglio comunale borghigiano Alberto De Paola, capogruppo uscente dell’Ulivo. Anche di questo è soddisfatto: “Ho iniziato come capogruppo dell’Ulivo e ho finito come capogruppo dell’Ulivo, in cinque anni dove è cambiato tutto, fino alla nascita del PD. E sono contento che si sia riusciti a mantenere una linea di gruppo coerente, tentando anche di rinsaldare i rapporti umani”.

A sostenere la rielezione del sindaco Bettarini De Paola ci sarà con convinzione, e annuncia che anche lui si ricandiderà a consigliere. Ha solo un rammarico: “In alcuni momenti non abbiamo saputo valorizzare bene le cose che dall’amministrazione sono state fatte, tante piccole cose che non hanno fatto notizia. Penso all’attività per la cultura, ai servizi di asilo nido, servizi importanti che non sono emersi. E c’è stata poca consapevolezza da parte dell’istituzione circa il ruolo e le opportunità che la Società della Salute potrebbe offrire”.

Il futuro della situazione politica borghigiana De Paola lo definisce “interessante”: “La scelta di Rifondazione e di PDL di presentarsi da soli è legata al tentativo di ricoprire il ruolo di partiti, con la propria fisionomia nazionale. Quanto alla presentazione delle due liste civiche Per Borgo e Libero Mugello direi che è un’operazione strana. Il motivo di presentarsi contro non mi sembra molto comprensibile. Ma tutto ci sta….”

 

PARLA FULVIO BONI, CANDIDATO PDL

Primo obiettivo, il ballottaggio

“Per noi del Pdl far sì che Bettarini non raggiunga la maggioranza assoluta al primo turno e sia costretto al ballottaggio sarebbe la prima vittoria. E certo mi auguro di essere io ad andare al ballottaggio contro Bettarini”: lo dice Fulvio Boni, candidato-sindaco del Pdl a Borgo San Lorenzo. Boni ha sostenuto con fermezza di presentare una lista del suo partito: In un paese grande come Borgo era necessario che il Popolo della Libertà avesse per le elezioni la sua lista e il suo simbolo. Alla luce del sole, come non era mai stato. E credo che dare maggiori possibilità di scelta consenta meglio il tentativo di portare il PD al ballottaggio. Le liste di sinistra potranno portargli via voti, così farà il centro, e così faremo anche noi. Del resto, se è vero che la maggioranza parte da cifre ragguardevoli, in giro c’è una grande delusione verso l’operato di questa giunta, e può darsi che il loro consenso cali. In paese c’è malcontento, perché il problema vero è che Borgo ha avuto 60 anni negativi, un paese che ha perso tante cose, compresa la memoria di ciò che era un tempo. A suo tempo facemmo una battaglia perché almeno rimanesse un ricordo delle antiche fornaci Brunori. Sono state distrutte le logge dei Marroni, è stata chiusa la pretura, la viabilità è in condizioni disastrose. E Borgo San Lorenzo ha perso la sua centralità nella produzione e nei servizi”.

Quanto alla novità dell’alleanza tra le due liste civiche, Boni esprime delle riserve: “Personalmente ho sempre avuto dei dubbi circa le liste civiche, apprezzabili magari quanto trovano alleanze congeniali. Io credo poi che non vi sia bisogno di nascondersi, cioè non credo vi sia da vergognarsi di rappresentare un partito. I partiti devono avere una loro visibilità, anche nelle elezioni comunali. E a Borgo c’era bisogno di avere la presenza di un partito come il nostro”.

 

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2009

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