Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
Articoli Società
Opere Pubbliche

UNA LINEA FERROVIARIA USATA POCO E MALE
Il flop della Faentina

vedi anche: Una linea ferroviaria vecchia maniera: le ragioni del flop secondo l'Ing. Luigi Marino

Una tragedia. E una presa in giro. A leggere i dati dell’utilizzo della Faentina c’è da rabbrividire: 34 treni, per portare dal Mugello a Firenze e viceversa 415 persone; e stazioni nelle quali non sale nessuno, proprio nessuno.

Ferrovia Faentina, stazione di Borgo San Lorenzo (foto di Andrea Lapi)Sono dati inediti, e molto interessanti: si riferiscono a luglio e novembre dello scorso anno, frutto di una rilevazione effettuata dalle FS che ha “contato” sia i passeggeri che salivano sui treni, stazione per stazione, sia quelli che scendevano. Da tener d’occhio anche la prima colonna, che indica il numero di treni che si ferma in ciascuna stazione. Le rilevazioni riguardano la media dei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, il giorno di sabato e la domenica. A leggerle con un po’ d’attenzione, e considerando che quelle cifre sono il totale dei passeggeri di un’intera giornata, si comprende facilmente che assai spesso i convogli ferroviari partano e arrivino in Mugello vuoti o comunque semi-vuoti.

I dati sono interessanti anche perché raccontano altri elementi di rilievo. Si può “quantificare” l’incidenza degli studenti, facendo un confronto tra la tabella di novembre e quella di luglio, si può notare la sostanziale “inutilità” di troppe stazioni e fermate –Fontebuona, Mimmole, Montorsoli, Pian di Mugnone, Cercina-, si può rilevare l’ancor più scarso uso del treno nella giornata domenicale, specie d’estate (su diciotto treni, in tutto il giorno, solo 99 mugellani sono andati a Firenze, e solo cento –tra fiorentini e turisti- si sono diretti verso il Mugello).

Non abbiamo chiesto, e non abbiamo, invece, i dati relativi ai costi della Faentina. Meglio così. perché a qualcuno potrebbero venire “cattivi” pensieri.

Ferrovia Faentina, stazione di Borgo San Lorenzo (foto di Andrea Lapi)Ma si tratta di un flop forse atteso, perfino voluto. Certo, pensare ai decenni di lotte del Mugello per la ricostruzione della “sua” ferrovia, e vedere ora salire pochi intimi su quei treni lungamente attesi, stringe francamente il cuore. Illusi i Mugellani, e sciocchi ad aver preteso una linea “inutile”? 

Non crediamo proprio. Ma a distanza di due anni e mezzo dall’inaugurazione della linea, occorre prendere atto degli errori che sono stati fatti. E che si continuano a fare.

Cominciamo dai più recenti:

1)      il tanto sbandierato “arrivo” a Santa Maria Novella è una beffa: sia per il ridicolo numero di convogli –soltanto tre dal Mugello verso Firenze, soltanto cinque per il ritorno- che per gli orari, visto che soltanto un treno, quello delle 7.23 in partenza da Borgo, può essere considerato in orario di punta. Ma gli altri, che partono da Borgo  alle 9.35, o alle 19.40, o quelli che vengono da Firenze partendo alle 6.02, alle 8.18, o alle 11.50, alle 12.33 e alle 21.17  temiamo che non saranno certo affollati.

2)      La gestione delle fermate, il “servizio” su stazioni “inutili” aumenta per buona parte dei treni i tempi di percorrenza, facendoli divenire non più concorrenziali con quelli degli autobus. E l’effetto si vede: la gente continua a prender l’autobus, e ancor più l’automezzo privato.

Qui infatti vi sono altri dati su cui riflettere, e che pubblichiamo in un’altra tabella: sono i dati relativi all’utilizzo dell’autobus (CAP e Sita) nell’area mugellana. Al di là dell’interesse specifico di questi numeri, notiamo un sensibile calo nell’ultimo triennio, che sembra proprio non sia stato tutto effetto della Faentina. Lo riconosce con chiarezza lo stesso direttore regionale della Sita Luciano Grazzini: “I dati evidenziano un sostanziale decremento di passeggeri, frutto della scelta di privilegiare il trasporto ferroviario. A tale obiettivo la nostra società ha concorso con un doppio sacrificio: da un lato la diminuzione di passeggeri sulla linea dorsale di fondovalle; dall’altro con servizi di adduzione alla linea ferroviaria Faentina, con ricavi di traffico prossimi allo zero. E’ nostra convinzione che l’intera manovra abbia sortito un decremento complessivo di utenti del trasporto pubblico, a tutto beneficio degli automezzi privati”.

3)      La scelta da parte degli enti locali e delle società di trasporto di sostituire mezzi di linea con autobus a chiamata (in pratica il bus che porta alla stazione dovrà essere prenotato in anticipo) più che un tentativo di razionalizzazione e di risparmio, è il chiaro sintomo dello scarsissimo uso di questo servizio.

4)      Ulteriore penalizzazione è la mancata realizzazione dell’elettrificazione della Faentina: ci sono i soldi, ma non si procede. A danno dell’ambiente, e dei tempi di percorrenza.  

Più in generale, risulta quanto mai urgente un’attenzione maggiore al settore del trasporto pubblico, definendo con chiarezza quello che davvero si intende fare di un’infrastruttura costata centinaia di miliardi, e che deve essere messa in condizione di funzionare appieno. Ed è ancor più importante farlo subito, alla vigilia, tra l’altro, del passaggio di molte strade e linee ferroviarie “locali” sotto la competenza regionale. Finora infatti gli sforzi sono stati troppo saltuari, senza un disegno strategico chiaro, e i risultati si vedono. Con costi di ogni genere, economici e ambientali, che alla fine paghiamo come sempre noi cittadini.

Hai qualche commento, proposta, critica da fare a proposito della Faentina e del sistema di trasporto pubblico mugellano? Scrivici!

  © il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno-luglio 2001

Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408