MENO FERMATE, QUALCHE VIAGGIATORE IN PIU’
Faentina, avanti piano
A
distanza di meno di un anno, torniamo ad occuparci di ferrovia Faentina. Per
vari motivi. In primo luogo perché siamo in grado di fornire ai nostri lettori
dati molto aggiornati e inediti, dati in grado di “fotografare” l’utilizzo della
Faentina stazione per stazione, sia via Vaglia che via Pontassieve.
Secondo, perché viene confermato che la Faentina è ancora pochissimo utilizzata, pur essendovi alcuni timidi segnali di miglioramento, che però non recuperano certo una situazione che vede, complessivamente, quei binari utilizzati ogni giorno da poche centinaia di persone.
Terzo perché, al di là dei proclami della politica,
e perfino degli impegni sottoscritti negli accordi, si è ancora molto lontani
da una gestione soddisfacente della linea, una gestione –tecnica e logistica:
arrivo dei treni a Santa Maria Novella, elettrificazione, carrozze in numero
sufficiente, fermate e tempi di percorrenza- che potrebbe aumentare sensibilmente
l’attrattiva verso questo mezzo di trasporto, destinato altrimenti ad essere
considerato un investimento inutile e improduttivo.
I DATI DELL’UTILIZZO
Un anno prima –novembre 2000- salivano sul treno alla stazione di Borgo San Lorenzo, nelle due direzioni, via Vaglia e via Pontassieve, 687 persone al giorno di media: nel novembre 2001 ne sono state contate 757, un 10%. Secondo i tecnici delle Ferrovie però non si tratterebbe di nuova utenza, ma soprattutto di persone di Vicchio che prima prendevano il treno dal loro paese e che ora trovano più conveniente venire a Borgo San Lorenzo per fare via Vaglia: Vicchio infatti cala in un anno del 16%, 70 persone in meno. Un netto aumento si registra invece sulla stazione di San Piero a Sieve, con una crescita del 23,8%, da 136 a 169 passeggeri al giorno. Evidentemente l’uso del treno, che prima non c’era, sta radicandosi tra la popolazione di quel comune ed anche dei comuni limitrofi.
Complessivamente, altro dato interessante, i
treni sull’intera linea Faentina (Vaglia e Pontassieve) percorrono ogni anno
340 mila km.
L’ARRIVO A SANTA MARIA NOVELLA
E’ uno dei punti dolenti, che potrebbe fare
la differenza: tra 2000 e 2001 alcuni treni hanno cominciato ad attestarsi a
SMN, tre in entrata e cinque in uscita, ma gli effetti sul numero dei viaggiatori
non sono stati macroscopici. E il problema vero è che –dicono le Ferrovie- non
si potrà fare molto di più: nel gennaio di quest’anno siamo passati per il Mugello
a cinque treni in entrata nove in uscita a SMN e a giugno si raggiungerà il
tetto massimo, sei in entrata e nove in uscita. Sempre pochi, rispetto a quelli
che si fermano a Campo di Marte. Del resto, spiegano in FS, la stazione centrale
fiorentina è satura, e i treni della Faentina sono gli ultimi arrivati. Qualche
margine di miglioramento potrebbe ancora esservi, ma soltanto la domenica.
L’ELETTRIFICAZIONE
Più volte inserita in protocolli e impegni tra
Ferrovie, Regione ed enti locali, sembra diventata una chimera: doveva già essere
realizzata, ci sono già i soldi, ma di fatto in FS si è ancora a pensare alla
progettazione e, pare, con scarsa convinzione, vista la scarsa redditività della
linea.
BINARI IN PERDITA
Quelli della Faentina infatti, non vi è dubbio,
sono binari in netta perdita. E’ stato calcolato che i biglietti dei viaggiatori
coprano a malapena il 6% delle spese. E alla Regione la Faentina costa ogni
anno, di contributo alle FS, 2 milioni e 600 mila euro, oltre 5 miliardi di
lire.
MARGINI DI MIGLIORAMENTO
C’è il rischio che la Faentina possa essere considerato “ramo secco”, a rischio di chiusura? L’ing. Fabrizio Nesti, responsabile commerciale della Direzione Regionale Toscana delle FS lo esclude: “E’ la realtà di numerose linee toscane periferiche, e del resto ci sono alcune tratte che stanno peggio. Queste linee periferiche, a basso utilizzo vengono sostenute dalle linee “forti”, dove i treni sono sempre pieni”.
L’ing. Nesti è convinto che esistano margini di miglioramento, ma senza salti eclatanti: “Borgo San Lorenzo non è una metropoli, e alla fine l’utenza è quella che è. Diciamo piuttosto che alcuni miglioramenti sono possibili. In che modo? Offrendo una maggiore capienza e sfoltendo le fermate. Sul primo obiettivo ci stiamo lavorando, ma gli effetti non saranno immediati. Sui tempi di percorrenza invece potremmo fare meglio: già quest’anno abbiamo sfoltito alcune fermate, e gli effetti si sono visti. Dovremmo cioè puntare a rendere più veloce l’arrivo a Firenze per chi sale a Borgo San Lorenzo e a San Piero, eliminando fermate, i dati lo dimostrano, pressoché inutili, ma che allungano sensibilmente i tempi di percorrenza. E’ bello cioè che ogni centro abbia la propria fermata ma all’atto pratico ciò risulta controproducente e inutile, visto che queste stazioni intermedie non lavorano. Da un certo punto in poi la gente sale in auto non per andare in stazione, ma per andare direttamente in città”.
Una scelta, quella di sfoltire le fermate per rendere più rapido e appetibile il servizio di trasporto ferroviario in Mugello, che spetta agli enti locali. © il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2002

