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L'ING. MARINO SPIEGA IL PERCHE' DEL FALLIMENTO

Faentina, servizio vecchia maniera

La ferrovia Faentina (foto di Andrea Lapi)"Questo non può certo essere chiamato un servizio": l'ing. Luigi Marino, esperto ferroviario, ha davanti agli occhi i dati deludentissimi del movimento passeggeri sui treni della Faentina. Deluso, ma non sorpreso. "Perché è stato organizzato, e non bene, un servizio ferroviario vecchia maniera, mentre sarebbe stato necessario un servizio metropolitano". Marino spiega: "Un servizio metropolitano significa che il treno lo si prende senza bisogno di conoscere gli orari, perché c'è una cadenza fissa, perché il treno c'è ogni 15 minuti, ogni 30 minuti. Oggi la gente non vuole più attendere, e va offerta cadenza e frequenza".

Le responsabilità del flop della Faentina? Varie, secondo l'ingegnere: "Prima di tutto le FS, che non hanno saputo e voluto organizzare un servizio decente. Poi il mancato arrivo a Santa Maria Novella: e i pochi treni che ora arrivano sono del tutto insufficienti. E anche i mugellani, gli amministratori locali hanno le loro colpe". In che senso? "Nel senso che va dato sì un migliore servizio, ma va creata anche maggiore utenza. E' necessario dunque un diverso disegno del territorio. Il Mugello è terra ricca, terra di qualità: per questo le scelte politiche devono tendere a farne sede di strutture importanti, fortemente integrate con la città. Prendi Parigi: i parchi sono a 30-40 km dalla città. Il Mugello deve fare lo stesso con Firenze, investendo in strutture di cultura, di richiamo. Non mi pare che questo tra gli amministratori della vostra vallata venga percepito con chiarezza, e così si fa un grave errore, perché se un territorio non si auto-organizza in modo organico, al disegno organico si sostituiranno le mire speculative, e lo sviluppo verrà, ma disordinato. E neppure Firenze, ovvero i suoi amministratori hanno mai capito l'importanza che una Faentina funzionante avrebbe per la stessa città, alla quale con servizi di trasporto efficiente sarebbe risparmiata l'invasione di migliaia di auto: invece i politici fiorentini non hanno mai capito cos'è la Faentina, è sempre sembrata loro come un'appendice inutile".

L'ing. Marino mette qualche altro puntino sulle i: "Primo, non è vero che fin da adesso non potrebbero arrivare treni in numero maggiore dal Mugello fino a Santa Maria Novella: ho realizzato uno studio che dimostra il contrario. Basterebbero pochi interventi ed alcuni accorgimenti. Secondo: l'autobus e il treno non devono essere concorrenti ma meglio integrati: alcune località ad esempio devono essere servite di più dal trasporto su gomma, incrementando così, per i treni, il servizio veloce di collegamento".

C'è il rischio che, continuando questo trend negativo, si possa pensare addirittura a una chiusura della Faentina? Su questo l'ingegnere professa fiducia: "L'uomo, spesso, ha bisogno di tempo per capire. Ma io credo che col tempo andremo nella direzione giusta, e sarà gioco forza utilizzare al meglio le risorse trasportistiche. E in primo luogo il treno".

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno-luglio 2001
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