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L'ALTO MUGELLO
FA CONCORRENZA Farro,
produzione boom (NOTA 2011: L'Azienda della quale si tratta in questo articolo -articolo del 2001- ha poi cambiato denominazione in "Poggio del Farro")
Così quest'anno sono ben 100 gli ettari coltivati a farro, soprattutto a Firenzuola; con alcune decine di aziende che dall'anno scorso si sono "convertite" a questo tipo di coltura. "Sì -dice Piero Galeotti, titolare dell'azienda Rio Maggio, a Traversa, nel comune di Firenzuola-, il farro nel Mugello è una scoperta recente, perché non ho mai sentito dire venisse coltivato qui, almeno negli ultimi decenni". Galeotti è stato l'apripista per questa nuova coltivazione. "Come mi è venuta l'idea? -sorride-. Merito del ristorante Latini, dove andavo a mangiare, ormai diversi anni fa, ottime zuppe di farro. E il titolare insisteva a dirmi: "Perché non lo coltivi, viene dalla Garfagnana, che è terreno povero". E così Galeotti ha provato, insieme all'avvio del biologico: "Sono quattro anni che abbiamo fatto la scelta dell'agricoltura biologica. E in questa scelta il farro, che è cereale che non necessita di particolari concimazioni, prediligendo terreni poveri, argillosi e di montagna, ha un suo posto preciso." Ora nell'azienda Rio Maggio -che raccoglie anche numerose altre aziende che conferiscono il loro farro-, si coltiva anche orzo (4-5 ettari), miglio (2-3 ettari), grano saraceno (2-3-ettari). Il farro non è una produzione di quantità -ha una resa tra i 20 e i 30 q. ad ettaro-, ma di qualità sì. E la qualità oggi paga. Tanto che il farro mugellano oggi è venduto in tutt'Italia. A commercializzarlo ci pensa l'Esselunga -oltre ai punti vendita locali della Caf (a Borgo San Lorenzo lo si trova alla Cooperativa San Lorenzo)-, che il prodotto biologico del Mugello se lo tien ben stretto: "L'Esselunga ha testato il prodotto, con analisi che hanno confermato che il nostro farro ha un'elevata qualità organolettica, è più ricco di proteine e contiene bassissime quantità di glutine, rendendolo idoneo anche per l'alimentazione delle persone allergiche al glutine. Cuoce in 15 minuti, senza doverlo tenere a bagno per una notte come si fa con altri, regge bene la cottura". E così Rio Maggio in un anno è riuscita a vendere 800 quintali di farro, in pacchetti da 500 grammi. E non vanno dimenticati i derivati, ovvero la farina di farro, che viene anch'essa acquistata da Esselunga per la panificazione, e più di recente anche per realizzarvi le basi per la pizza, che dicono siano eccezionali per il loro sapore. Così a Firenzuola si sta già pensando ad altri terreni sui quali ampliare la produzione, oltre che a richiedere un marchio di qualità, ovvero il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta). "perché -dice Galeotti- c'è farro e farro. Ne arriva molto dall'Austria, ma non c'è paragone". Inoltre si è acquistato un macchinario che consente tutta la lavorazione del farro da quando esce dalla mietitrebbia: dal seme va tolta la "lolla" (che è l'involucro esterno) ed anche parte della pellicola che lo avvolge (è l'operazione della perlatura, che consente una cottura in minor tempo). Ma Galeotti -che è anche presidente della Cooperativa Agricola di Firenzuola, quella delle carni doc mugellane- ha altri progetti. "In generale la nostra zona deve puntare sul prodotto biologico, che è un mercato in grande espansione. E all'interno del biologico dobbiamo distinguerci per una qualità superiore. Legata al nostro territorio e alle sue alte caratteristiche ambientali. Perché ad esempio non pensare di unire le nostre produzioni a programmi di visita? Un po' come si fa con le strade del vino. Il turista-consumatore fa un percorso, vedendo colture, aziende, antichi mulini, e assaggiando i prodotti. Perché se stiamo preparandoci anche a vendere all'estero - negli altri Paesi il prodotto toscano lo si vende non bene ma benissimo-, io resto convinto che i prodotti locali si vendono bene anche in loco". Paolo Guidotti |
| il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile-maggio 2001 |


C'è
una nuova coltivazione, in Alto Mugello, che fa felici gli agricoltori
locali. E' un cereale povero, che sta avendo uno straordinario successo di
mercato. E che da pochi anni si è scoperto essere particolarmente adatto ai
terreni della montagna mugellana. E' il farro, parente del grano, che si
semina e si raccoglie nello stesso periodo del grano. Ma che ha una
redditività doppia rispetto a tutti gli altri cereali.