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I MOTIVI
DELL'AUTOIDENTIFICAZIONE
I
mugellani e la fede
Nel
numero precedente abbiamo illustrato in modo ampio gli esiti di una ricerca
sociologica effettuata da Simona Scotti, sui "Labirinti del sacro.
Memoria, religione, identità", attraverso interviste a un campione di
130 borghigiani.
Nel riproporre l'invito,
rivolto ai nostri lettori, a commentare i risultati di tale ricerca,
proponiamo questa volta alcuni brani di intervista raccolti durante
l'indagine (per tutelare la privacy degli intervistati, sono stati
utilizzati nomi di fantasia).
Fra coloro che si
autodefiniscono cattolici riportiamo la testimonianza di Bianca, 78 anni,
che afferma:
 | La sento proprio questa
cosa. Me l'hanno saputa dare, io l'ho ricevuta e l'ho in me in una
maniera che non ci sono tentennamenti.
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Anche Antonio, 69 anni,
dice:
 | Sin dall'infanzia mi
hanno insegnato a frequentare l'ambiente cattolico. Una volta adulto mi
sono trovato bene ed ho continuato ad osservare la religione cattolica. |
Si autodefinisce cattolico
anche Marcello, 37 anni, che motivando la sua autoidentificazione religiosa
dice:
 | Sono cattolico
praticamente per la società stessa. Da noi tutti hanno come riferimento
Nostro Signore. Probabilmente se fossi nato in posti musulmani ti avrei
risposto che ero musulmano. Per cui si può dire che sono cattolico per
cultura.
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Fra quanti si sono
autoidentificati nella tipologia dei "cattolici a modo mio" è
interessante la testimonianza di Bruno, 38 anni:
 | Gran parte della
religione cattolica la condivido a cominciare da tutto quello che
riguarda il Papa. Se uno non pensa che sia legittima la figura del Papa
non si può ritenere cattolico. Al di là della moda che tutti parlano
bene del Papa, io ci vedo una funzione di guida, un esempio per tanti
aspetti così come vedo la stessa cosa in tanti altri cattolici più o
meno conosciuti, più o meno nascosti. Mi riconosco in questi cattolici
che vanno incontro agli altri, che cercano di essere ecumenici, che
pregano insieme ad altre confessioni. In altri, che invece sono più
chiusi, proprio non mi ci ritrovo, oppure nell'eccessivo dar peso ai
precetti: non si può fare la comunione se non siamo confessati, non si
può far questo, non si può far quello! Io mi sento poco cattolico
perché se si sta dietro a quello che ti dicono per definirsi veramente
cattolico si dovrebbero seguire quelle indicazioni. Ecco perché non mi
ritrovo e credo che siano tanti che la pensano come me. |
Significativa, sempre fra i
"cattolici a modo mio", anche la risposta di Serena, 38 anni:
 | Sono continuamente in
lotta con Dio. Sono continuamente a paragonare la mia vita con quella
che lui mi offre, quindi io non sono una buona cristiana, una buona
cattolica. Penso di poter fare del bene, ma non lo faccio fino in fondo,
penso che questo Dio sia giusto, ma nello stesso tempo credo che dia
troppo a tanti e poco agli altri; di conseguenza sono sempre in
conflitto, sono sempre a pensare a un Dio giusto in tutto, ma un Dio
giusto non c'è!. |
Interessante fra coloro che
si definiscono "religiosi a modo mio" la testimonianza di
Leopoldo, 66 anni:
 | Penso che nell'uomo
possa esserci qualcosa di spirituale, anche se non mi riconosco in
nessuna di quelle costruzioni teologiche che sono state immaginate dalla
comparsa dell'uomo sulla terra in poi. Come ho già detto prima è
religioso chi ama il prossimo suo come se stesso. Io il prossimo vorrei
amarlo, non so se ci riesco, ma sicuramente lo rispetto e quindi a modo
mio penso di essere religioso.
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Fra quanti si sono detti
dubbiosi, Giacomo, 29 anni, afferma :
 | Mi definisco dubbioso
perché sento senz'altro un contrasto tra come sono stato cresciuto e
come razionalmente ho fatto le mie scelte. Comunque i valori che mi sono
stati inculcati o comunque certi meccanismi non è che li abbia superati
del tutto, rimangono. L'aspetto religioso che più rimpiango è quello
della meditazione, della riflessione.
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Rolando, 56 anni, giustifica
così il suo sentirsi ateo:
 | Ritengo che al di là
dell'uomo poi la religione sia solo un fatto per giustificare tante
paure, tante angosce e tanti comportamenti del genere umano. Quindi la
religione serve più come giustificazione che non come fatto reale. Ecco
perché sono ateo. Credo che ogni individuo debba avere un comportamento
al di là di regole imposte o dettate da varie religioni.
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Tutti coloro che si sono
definiti indifferenti alla religione affermano: "La religione non mi
interessa". Aggiunge le seguenti motivazioni Emma, 50 anni:
 | È una di quelle cose
della vita che ormai sono lontane, quindi non mi influenza più né
positivamente, né negativamente. |
Simona
Scotti
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