| A BIVIGLIANO LE RIPRESE DEL FILM CON ISABELLA ROSSELLINI Se il Mugello diventa un set
Ciak, silenzio, si gira! Tutto si ferma. Parlano solo gli sguardi, gli ammiccamenti. Il cinema è anche questo. Per la seconda volta ho potuto "calcare" le scene di un set cinematografico e la magia si è ripetuta. Truccatori, fonici, attrezzisti, cercarobe, arredatori, elettricisti, falegnami, operatori: un concentrato dell'inventiva, dell'artigianato italico lo puoi trovare qui.
La storia è quella di due bambine rimaste orfane di padre e di madre affidate allo zio tedesco, che vive nei dintorni di Firenze in una grande villa con la moglie e le due figlie. I fatti realmente accaduti si svolgono approssimativamente dal 1943 al 1945 e sono visti con gli occhi di una bimba di dieci anni. Nella villa accadono molte cose: lo zio, personalità molto forte, infligge costantemente punizioni severe alla nipote un po' ribelle (per me solo una bambina!); con l'occupazione tedesca la casa diventa comando tedesco; lo zio Wilhelm, essendo cugino dello scienziato Einstein di origine ebrea, scappa negli Stati Uniti, mentre gli alleati inglesi e gli americani stanno risalendo l'Italia. Intanto le SS si accaniscono contro la moglie Katchen, le figlie Marie e Annie e contro le famiglie di contadini che vivono intorno alla villa, non potendo colpire l'odiato Signor Wilhelm Einstein. Una bella storia tragica e amara come spesso è la vita, ma con spunti di riflessione molto intensi.
Personalmente sono stato "tollerato" per la seconda volta da tutta la troupe nello sfogare la mia passione per la fotografia e quindi mi è stato possibile catturare molti interessanti momenti della lavorazione e del film nel suo svolgersi. La cosa che più mi ha sorpreso è la facilità con la quale i piccoli ragazzi protagonisti si sono calati nei panni "dell'attore consumato", pronti a modificare un sorriso, una smorfia sul viso, ad anticipare o a ritardare una battuta. Non sono mancati i momenti di tensione, perché quando una scena si ripete all'infinito il nervosismo e la pressante voglia di realizzare qualcosa prendono il sopravvento. Il film dovrebbe uscire tra febbraio e marzo dell'anno prossimo nei cinema italiani. Il desiderio dei registi e di Isabella Rossellini sarebbe quello di poterlo far notare ai selezionatori dei Festival di Berlino e di Cannes. La produzione è disponibile per un'anteprima in un cinema del Mugello. Vedremo di fare il possibile. SAURO BANI |
| il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 1999 |


Villa Pozzolini a Bivigliano
è stata di recente il set di lavorazione di un nuovo film dei registi Andrea e Antonio
Frazzi, "Il cielo cade", con protagonista Isabella Rossellini. E come già fu
per il loro film su don Milani, anche questa volta i Frazzi hanno impiegato attori e
comparse mugellane. Tra gli attori, i piccoli Cosimo Bani, Daniela e Umberto Fontani, e
Pierluigi Naldi, borghigiano, nelle vesti di un vescovo. Al padre di Cosimo Bani abbiamo
chiesto di raccontarci l'esperienza vissuta.
Mio figlio Cosimo
è stato chiamato per la seconda volta dai fratelli Frazzi, registi del Don Milani /
Castellitto televisivo, ad interpretare un piccolo ruolo nel film in lavorazione "Il
cielo cade", tratto dal libro autobiografico di Lorenza Mazzetti (ed Sellerio). Nel
film sono presenti nei ruoli principali l'affascinante Isabella Rossellini, Jeroen
Krabbè, Barbara Enrichi, Gianna Giachetti, Massimo Salvianti, la piccola e bravissima
Veronica Niccolai, che interpreta con uno pseudonimo l'autrice del libro, e molti altri
attori visti negli ultimi anni nei film diretti dai registi toscani.
Il film girato nella bella
Villa Pozzolini a Bivigliano, ha impegnato decine di comparse mugellane, le quali si sono
cimentate in ruoli di contadini, tedeschi, inglesi, partigiani e autisti di belle auto. Il
lavoro è stato per tutti molto duro sia per il grande caldo e per il vento della notte,
che per la durata delle riprese, che a volte è arrivata a dieci-undici ore lavorative
ogni giorno, comprese le notti.