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Copertina il Filo aprile 2009
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il filo di perle

PERLE DI SAGGEZZA 

L'uso della parola

Tutti i popoli della terra conservano un antico patrimonio di saggezza: oltre alle riflessioni sulla vita, sulla morte e sul mondo in cui viviamo, ci sono proverbi e sentenze nati dall’esperienza che restano validi ancora oggi a distanza di secoli e sono incredibilmente simili anche se appartengono a popoli diversi.

Sembra che i contemporanei non abbiano più la capacità di esprimere nuova saggezza e si limitino a confermare la verità dei vecchi detti, soprattutto di quella frase biblica che asserisce che “non vi è nulla di nuovo sotto il sole”.

La linea del retto comportamento è dunque da tempo segnata dai saggi apparsi sulla terra in luoghi diversi ed in tempi diversi dal nostro e ci concede solo la libertà di seguirla o di ignorarla.

 

Un posto importante in questa guida universale del “saper vivere” ce l’ha la parola, dono divino del quale purtroppo viene spesso fatto un pessimo uso.

Quando ho letto dei precetti di saggezza giapponese, che un tempo venivano tenuti scritti e messi bene in vista nelle case (ma i giapponesi di oggi li conservano ancora?) ho pensato alla “parola” così come viene usata/abusata in televisione ed ho avuto la tentazione di inviare l’elenco seguente a tutti i grandi “parolai” che imperversano in TV.

Quando li leggerete, converrete che questi consigli, messi in pratica, aiuterebbero tutti a con-vivere più umanamente.

 

Non parlare troppo.

Non parlare veloce.

Non dare la tua opinione quando non è richiesta.

Non prendere la parola prima che l’altro abbia terminato la sua frase.

Non dire il contrario di quello che pensi.

Non parlare di ragione ad un ubriaco o ad un uomo in collera.

Non parlare di ragione quando tu sei ubriaco o in collera.

Non parlare esagerando.

Non prendere in giro con leggerezza.

Non rispondere a qualcuno senza avere ben capito ciò che vuole dire.

Non fare proposte inutili.

Non parlare a lungo senza scopo.

Non parlare male di altri.

Non parlare di chi non c’è.

Non parlare di cose che non sai.

Non dare l’impressione di sapere tutto.

Non dire qualcosa senza tenere conto dello stato emotivo dell’altro.

Ascolta con attenzione le risposte altrui.

(dal libro “Ryokan- racconti zen” Ed. Acquaviva)

 

- Rubrica a cura di Nicoletta Martiri Lapi -

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2009

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