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FIRENZUOLA IN CRISI PER L'ALTA VELOCITA'

Fango e traffico ci assediano

I lavori di costruzione della ferrovia ad alta velocità sono ormai iniziati alla grande. Cantieri aperti, scavi alle finestre e alla galleria di Firenzuola già avviati, ma purtroppo l'unica strada di cantiere già conclusa è quella di Osteto, nei pressi della Badia di Moscheta, dove di fatto i lavori non sono ancora cominciati. Così il paese di Firenzuola, per la mancanza delle circonvallazioni, ancora da iniziare o da ultimare, e a causa dell'enorme traffico pesante, è completamente ricoperto di polvere e fango.

Ma per me, rappresentante del comitato per la statale 610, resta una preoccupazione più grande, quella della situazione della statale Imolese, sulla quale gravano quattro dei sei cantieri previsti. Nonostante ciò, ancora non è stato fatto alcun serio intervento, pur sapendo che questa strada non è in grado di sopportare un traffico simile: in molti punti i camion stentano a scambiarsi, in diversi tratti l'asfalto è schiantato e i vecchi muri a secco che sostengono la strada stanno cedendo. Che cosa accadrà alle case situate sulla strada? I nostri ragazzi, così come tutti gli abitanti, hanno diritto di muoversi con un minimo di sicurezza e di tranquillità, tanto più che i più piccoli devono percorrere l'Imolese -che è l'unica strada di collegamento tra Firenzuola e Imola- per recarsi a scuola nel capoluogo.

Noi non siamo contro i lavori dell'Alta Velocità. Ma allo stato attuale essi, per noi che viviamo in montagna, dove la viabilità è essenziale, si sono trasformati in un incubo, con disagi sempre più gravi. E siamo amareggiati per l'atteggiamento dell'amministrazione comunale, che non solo non ci ha tutelati durante la Conferenza dei Servizi, ma nonostante tutte le nostre proteste e varie iniziative, non ha fatto nulla e non sa fare altro che minimizzare e dirci di sopportare, perché ci aspettano due anni molto duri: certamente questa non è una risposta che può soddisfarci.

Marzia Malavolti



A CASETTA DI TIARA GLI ALBERI SONO GRIGI

Dovremo imparare a volare?

La strada comunale per Casetta di Tiara da un anno è interessata dai lavori dell'alta velocità, dov'è stato aperto un cantiere; il traffico dei mezzi pesanti è di conseguenza quintuplicato, con gravi danni per il fondo stradale: in pochi mesi l'asfalto è scomparso e al suo posto sono comparse buche simili a voragini e fango.

La strada è stretta, e non permette lo scambio di due auto; figurarsi un camion con un'auto. Inoltre la velocità dovrebbe essere moderata, ma sembra che la cosa non interessi né il personale del Cavet né gli autisti dei mezzi pesanti. I disagi sono di conseguenza enormi.

Ma questo non è tutto: da novembre sono finalmente iniziati i lavori di allargamento della strada, e la situazione da grave è divenuta tragica. I lavori sono molto lenti, dovrebbero essere svolti la notte e invece si effettuano di giorno con frequenti interruzioni del traffico: se prima dei lavori per raggiungere Firenzuola occorrevano 15 minuti ora ne occorrono 30 come minimo. Sulla strada adesso ci sono 20 cm. di fango quando piove, fango che asciugandosi si trasforma in polvere: e i nostri alberi non sono più verdi, ma hanno un bel colore grigio intenso, tutta polvere che noi respiriamo. La cosa più tragica però è che le istituzioni, comune, vigili urbani, carabinieri, sono latitanti, anzi sindaco e giunta comunale, interpellati perché agiscano per migliorare la situazione della popolazione hanno risposto di aver fatto tutto il possibile, e che quest'anno sarà il più duro, e che per il futuro si vedrà. Sentita questa risposta io personalmente penso che ci resti un'unica possibilità, vista la situazione: imparare a volare!

Patrizia Marastoni

© il filo, marzo 1998