QUALCHE DUBBIO
Borgo, la città dei fuochi
A
chi non piacciono i fuochi d'artificio? Fanno la gioia dei piccoli -per molti
sono le prime occasioni per far tardi fino a mezzanotte-, ed anche i grandi
restano incantati dai giochi multicolori.
Ma a Borgo San Lorenzo degli spettacoli pirotecnici da qualche anno c'è perfino l'inflazione: ben tre, nel giro di neppure un mese.
Frutto, in parte, delle divisioni della politica: prima c'era il vecchio PCI che chiudeva tradizionalmente le sue feste dell'Unità con raffiche di girandole e fuochi d'artificio. Poi dal divorzio tra compagni è nata Rifondazione che nella sua festa non ha voluto rinunciare al gran finale pirotecnico. Infine è giunto il comitato di San Lorenzo -qui la politica c'entra poco- che insieme al liscio e alla gastronomia ha pensato bene di rispettare anche a Borgo la tradizione che vuole i fuochi per la festa del patrono.
Meglio tre che niente, dirà qualcuno. Può darsi. Certo, a pensare a quanto costano pochi minuti di luci multicolori -basti dire che lo spettacolo pirotecnico sul lago di Bilancino costa più di 30 milioni- qualche dubbio viene. E magari il patrono -che prima di essere martirizzato col fuoco si curava dei poveri e dei bisognosi- sarebbe più contento se i fondi raccolti in suo nome finissero indirizzati in scopi meno effimeri.
Poi si è notato che gran quantità di fumi producono questi spettacoli? Son fumi che fanno bene all'aria e all'ambiente?
