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il filo di perle

CERCARE IL "POSITIVO", PER VIVERE MEGLIO

La forza del testimone

Avete in mente certe giornate in cui le nuvole grigie, che sembravano intenzionate a coprire il cielo fino a sera, improvvisamente si spaccano per far intravedere uno squarcio di azzurro?

Così può succedere alla nostra mente, o meglio, al nostro spirito.

Viviamo spesso in maniera opaca, tesi come una corda di violino da quello “stress” che è ormai universalmente riconosciuto colpevole di ogni sorta di malanno fisico e morale, ed ingoiamo le difficoltà un giorno dopo l’altro, consolandoci gli uni gli altri con delle frasi standard.

“Come va?”  “Insomma…” “ La si manda” “Accontentiamoci, c’è chi sta peggio”…

In fondo c’è sempre qualcuno con cui prendersela: il tempo che è troppo freddo o troppo caldo, troppo umido o troppo secco; il malgoverno di qualsiasi colore; i furbi e i delinquenti che se la cavano sempre a danno degli onesti . Basta avere qualcosa da criticare e qualcuno da rimproverare.

Certo, se ascolti la Tv o leggi i giornali,  le cose non migliorano.

Oltre a dover sopportare il quotidiano brutale elenco di malvagità di ogni genere, finisci per sposare l’abitudine alla critica, al giudizio, alla condanna senza appello.

Sono rimasta molto colpita, per esempio, dalle risposte date ad alta voce in una chiesa dove si celebrava il funerale di una delle tante vittime ed il sacerdote, timidamente, invitava al perdono.

“No, non perdoniamo”. “No, non è possibile”.

Mi hanno colpito perché erano dei “No” che ho sentito rivolti direttamente a Cristo ed al suo Vangelo.

Per questo mi sembra di respirare meglio quando, in questa grigia uniforme scontentezza, incontro qualcuno che, anche solo per un attimo, riesce a spalancarmi un pezzetto di cielo pulito.

Senza stare a voltarmi indietro nel passato, anche in questo tempo in cui mi sono trovata a vivere, non sono mancate e non mancano persone con una fede, una speranza ed una carità eccezionali, quelle che ti fanno restare a bocca aperta e dire : Allora si può...si può trasformare il dolore in serenità, la fatica in soddisfazione, il male ricevuto, in bene offerto gratuitamente.

Ho avuto la fortuna di sentir parlare l’Abbè Pierre e Madre Teresa di Calcutta.

Non erano le parole che contavano; era la convinzione, la forza che vibrava in quelle parole.

Il mondo non ha bisogno di parole, ne sente anche troppe.

Ha bisogno di veder la gioia, la libertà negli occhi dei testimoni di Cristo.

Ho fatto due nomi celebri ma so che ci sono tanti sconosciuti che non saranno mai famosi e pure appartengono alle “ miriadi di miriadi e migliaia di migliaia…di ogni tribù, lingua, popolo e nazione” dell’Apocalisse capaci di vivere e di testimoniare al mondo la propria fede.

Ha bisogno di sentire che c’è chi ha la forza di perdonare, di sperare “contro ogni speranza”, di porgere l’altra guancia, di dare senza speranza di restituzione, di credere all’amore di Dio anche quando non riesce a vederlo.

Per questo vorrei che, nel suo piccolo, il “Filo” superasse quella tendenza allo sconforto che ci comunichiamo come una malattia contagiosa e fosse sempre un messaggio di luce e di gioia, attingendo senza esitazione alla fonte in cui ha la fortuna di credere.

Nicoletta Martiri Lapi

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, agosto 2007

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