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arte e dintorni

“UN’ALTRA BELLEZZA”

LO SPLENDIDO VOLUME SU FRANCESCO FURINI

Quante volte abbiamo letto con entusiasmo e particolare attenzione nei libri storici locali la vita e la storia di Francesco Furini, questo straordinario pittore manierista secentesco, prete a Sant’Ansano a Monteaceraja in Mugello nel territorio podestarile del Borgo San Lorenzo dal 1633 fino all’anno della morte, che ha lasciato tante opere della sua indubbia arte, molte delle quali andate purtroppo perdute.

Ora, grazie alla solerzia dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Fondazione Longhi, e dell’Università di Firenze, si è aperta questa splendida mostra, curata da Mina Gregori e Rodolfo Maffeis, alla quale è legato un  ponderoso volume storico, “Un’altra bellezza. Francesco Furini” (Edizioni Mandragora, pagg. 320, 160 immagini, 40 Euro) di alto significato culturale e artistico nonché biografico sulla vita e sull’opera di Francesco Furini.

Non siamo in grado, per spazio e capacità, di recensire il volume, ma da esso traiamo spunto per andare alla riscoperta della presenza del Furini nel Mugello e le opere, almeno quelle conosciute, che lo stesso prete-pittore lasciò alla sua terra d’adozione.

Nella “Descrizione della Provincia del Mugello” di Giuseppe Maria Brocchi, edita nel 1748 si legge: “- …è celebre questo luogo per esservi stato molto tempo a dipingere il famoso pittore Francesco di Filippo Furini, detto il furino, il quale fu Priore della soprannominata Chiesa di Sant’Ansano dal MDCXXXIII AL MDXXLVI -“. Ma una biografia più ampia ci viene da don Lino Chini, lo storiografo del Mugello, nella sua “Storia Antica e Moderna del Mugello” edita nel 1876, che enumera anche le opere da lui lasciate in tante piccole chiese o patrizie abitazioni mugellane. Eccone alcune.

Dipinse il Furini una tavola ad olio per la Pieve di Vicchio, andata perduta; per la Compagnia della Pieve di Faltona una “Annunciazione”; una tela davanti all’Altare Maggiore della Chiesa di Sant’Ansano, raffigurante il Santo Patrono, tavola che fu rubata nel novembre del 1903 e mai più ritrovata; per il Convento e la Chiesa di San Francesco a Borgo San Lorenzo il Furini dipinse una tela rappresentante “San Giuseppe e San Bonaventura”, una “Immacolata Concenzione” e per la Compagnia delle Stimmate un “San Francesco che riceve le stigmate”, opere anch’esse sparite; un “San Biagio” per la famiglia Falcucci all’interno dell’Oratorio attiguo alla villa omonima; un ritratto raffigurante “Bartolo Gaudenti” all’epoca proprietario della Villa del Poggiolo a Gricignano, entrambe disperse, per terminare ad alcune tele di proprietà della Venerabile Confraternita di Misericordia di Borgo San Lorenzo, almeno due attribuite a Francesco Furini, come un ritratto di gentiluomo e una Madonna col Bambino. Come mugellani siamo orgogliosi per questa incredibile rivalutazione di questo artista secentesco che onorò la nostra terra, il nostro Mugello, lasciando una particolare testimonianza della sua indubbia bravura. 

 Aldo Giovannini

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2008

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