|
Camminando sui crinali Vai all'indice AMBIENTE E NATURA DEL MUGELLO Questa volta proponiamo tre itinerari nell'Alto Mugello e crinale appenninico, facili ma estremamente suggestivi sia dal punto di vista paesaggistico che da quello naturalistico. I primi due iniziano a poca distanza l'uno dall'altro, appena oltrepassato il Passo della Futa e la Traversa. Antichissima strada per Bologna, quella della Futa è sicuramente una delle vie appenniniche più importanti storicamente. Si sviluppa attualmente sul tracciato individuato dal governo dei Lorena nel decennio 1752-1762. Della sua oltre che millenaria storia un solo particolare in questo con- testo. Nel 1849 nella bottega di Santa Lucia una certa Teresa Baldini Tei salvò Garibaldi, in fuga dagli Austriaci, nascondendolo nell'ampia canna fumaria del camino dell'osteria. Veniamo agli itinerari, suggestivi per i vasti panorami ed interessanti da un punto di vista naturalistico e geologico. SASSO DI CASTRO Il
primo è la salita al Sasso di Castro, dislivello m. 300 Il sentiero (n.37 CAI) inizia a lato della casetta ANAS di Faggiotto poco dopo il gruppo di case della Traversa,, un km e mezzo prima del Covigliaio. Si imbocca sulla sinistra una pista forestale, si oltrepassa una giovane abetaia e, per un comodo sentiero anche se in costante salita, si raggiunge la cima del Sasso di Castro (m. 1277) dopo aver attraversato un ambiente che ricorda più quello alpino che quello appenninico. Non di rado si ha la fortuna di imbattersi in piccoli branchi di caprioli, sia sul sentiero che sulle vicine roccette. Dalla cima la vista spazia sia sul crinale appenninico che sulla verde valle di Firenzuola che si estende ai piedi. Il rientro al punto di partenza avviene sullo stesso sentiero.
MONTE BENI L'altro
itinerario è la salita al Monte Beni (m. 1263) Il sentiero (n.35 CAI) parte sulla sinistra della statale della Futa dopo l'abitato del Covigliaio, un tempo rinomata località turistica estiva. Si percorre una comoda stradella forestale fino a raggiungere la sella tra Monte Freddi e Monte Beni, occupata dall'edificio di un centro trasmissioni. Il sentiero piega a destra e si inerpica prima fra faggi ed abeti poi sul prato costeggiando alcune roccette fino alla cima. Anche qui il paesaggio è straordinariamente suggestivo sia per la conformazione del monte con prevalenza di roccia ed addirittura con una scoscesa parete un tempo occupata, nella sua parte inferiore, da una cava, sul lato che fiancheggia la statale della Futa nelle vicinanze di Pietramala, sia per il panorama anche qui di tutto rispetto. Sulla cima, sprovvista di vegetazione, l'occhio può spaziare a 360 gradi dal crinale appenninico alla valle di Firenzuola fino alla lontana Romagna. GIOGO DI VILLORE L'ultimo
itinerario riguarda Anche qui siamo in presenza di un percorso altamente panoramico. Oltrepassato l'abitato di Villore (comune di Vicchio) si prosegue ancora per un po' con mezzi motorizzati lungo una stradella (sentiero n.18 CAI) prima asfaltata poi sterrata fino a che si raggiunge un piccolo gruppo di case dove conviene parcheggiare. Si prosegue a piedi sempre su comoda stradella e mano a mano che si sale si dispiega la sottostante Valle del Mugello e l'occhio spazia da questa balconata naturale da Monte Giovi ad est, a Monte Senario, Monte Morello fino alla Calvana ad ovest. Raggiunto il crinale si piega a sinistra lungo l'itinerario n.00 fino a raggiungere i prati dei Giogo di Villore dove si può sostare nei pressi di una capanna prima di ridiscendere lungo lo stesso percorso oppure, in alternativa, prendendo il più veloce n. 1 8/A ( a destra scendendo dalla capanna di cui sopra) fino al parcheggio iniziale. Questi tre comodi itinerari percorribili peraltro in ogni stagione sono particolarmente consigliabili in tarda primavera - inizio estate e non lasceranno certamente delusi gli appassionati di natura e nemmeno coloro che cercano un bel posto per fare merenda a patto però che si riportino a casa i rifiuti e non si lascino appesi agli alberi o, ancor peggio, in terra. Rubrica a cura del GESP |
| il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 1994 |

