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La copertina di questo mese
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Società
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MUGELLANI NEL VERDE

MINI INCHIESTA SU PARCHI

E GIARDINI PUBBLICI NEI NOSTRI COMUNIgiardini di piazza dante a Borgo San Lorenzo

Ben si potrebbe dire che l'intero Mugello, o quasi, è un grande parco verde, con le sue campagne e i suoi boschi. Ma c'è un verde particolare, quello urbano, sul quale stavolta vorremmo per un attimo soffermarci. Perché spesso i giardini pubblici di un paese sono la carta d'identità di un luogo: tra siepi, vialetti e pratini si vede subito se a prevalere è l'incuria e la sciatteria, oppure il buon gusto e la buona educazione. Non solo. Parchi e giardini dei paesi sono uno dei luoghi più significativi per la vita di una città. A pensarci bene infatti, se in passato era la piazza il punto d'incontro dei cittadini della polis, ora questa, almeno per alcune categorie di persone, è stata sostituita da parchi e giardini. La fretta quotidiana ormai non ti fa più fermare in piazza. Ma sulle panchine dei giardini, lungo le stradelle dei parchi i bambini giocano, e gli adulti chiacchierano e passano qualche ora serena.Vediamo dunque la situazione, prendendo in esame alcuni comuni del mugello.

 San Piero a Sieve            Barberino di Mugello            Scarperia              Borgo San Lorenzo

A Borgo molte contrarietà allo spostamento dei giochi da piazza Dante


A SAN PIERO L'ALTA VELOCITA' AUMENTA IL VERDE

A San Piero l'unico "verde" organizzato è quello dei giardini racchiusi nel triangolo Via Calimara, Via Provinciale e, appunto, Via dei Giardini. Altre aree quella in Via Don Minzoni, accanto all'ufficio postale, e quella di Campomigliaio. "Analizzando la questione verde pubblico dobbiamo aver presente che sono varie le esigenze dei cittadini - avverte il sindaco, Mauro Dugheri. Anche questa considerazione ci ha fatto realizzare interventi diversi tra le diverse aree presenti in paese: così più "pesante" è stato l'intervento con i giardini del centro (panchine, giochi, la tettoia, un numero cospicuo di alberi) che li ha resi più rispondenti alle aspettative dei piccoli e degli adulti, mentre per Via Don Minzoni l'intervento è stato più leggero (qualche gioco e l'illuminazione) lasciando più libertà agli adolescenti e ai giovani, le cui esigenze mal si conciliano con quelle degli altri. L'area di Campomigliaio, seppur fruibile, è da qualche tempo meno appetibile perché limitrofa al cantiere per la variante stradale: alcune piccole migliorie sono previste dopo la chiusura del cantiere". San Piero è però destinato a veder aumentare in modo consistente ed in breve tempo il suo patrimonio "verde": tra le opere di mitigazione ambientale relative alla realizzazione dell'Alta Velocità ferroviaria la realizzazione di nuove aree verdi la fa da padrona. Ricalcando la vecchia idea di creare un collegamento tra i due fiumi che bagnano San Piero, Sieve e Carza, saranno realizzati un parco nell'area tra la Sieve ed il PIP, un giardino tra Via Falcone e Borsellino (il nuovo tratto iniziale della provinciale di Cardetole) e l'abitato ed una sorta di parco fluviale che, partendo dall'inizio del paese e sviluppandosi sulle rive del Carza, si ricollegherà, costeggiando la Sieve al parco di cui sopra. "L'area tra la Sieve ed il PIP è quella che più si presta a diventare un "parco" - afferma Dugheri - e sarà attrezzata anche con strutture ricreativo/culturali: è, infatti, prevista una piazza, circondata da un loggiato, che potrà ospitare le varie iniziative che le Associazioni sampierine svolgono a sostegno del loro prezioso lavoro. Nella struttura sono previsti anche i servizi e spazi idonei per la preparazione dei cibi. Questa parte del parco sarà collegata con la zona sportiva di là dalla Sieve, (che sarà ampliata), da un ponte, pedonale e ciclabile, in legno e metallo. L'area di Cardetole ospiterà un piccolo parcheggio a servizio dell'area stessa, una zona per il gioco del calcio, una fontana e un'ampia zona alberata". La valorizzazione delle sponde dei fiumi sampierini prevede la realizzazione di una pista pedonale/ciclabile che metterà in collegamento l'area di Via Don Minzoni, quella di Cardetole ed infine quella del parco vero e proprio. La realizzazione di questi interventi pone al Sindaco due questioni: quella dei tempi di realizzazione e quella, successiva, della manutenzione: "Senz'altro i lavori partiranno in autunno ma a settembre verificheremo con CAVET una scaletta: non è pensabile vista la situazione di "cantiere a cielo aperto" in cui già si trova il paese, appesantire la situazione con il via contemporaneo a tutti gli interventi. Sarebbe nostra intenzione partire con il parco, l'intervento più grosso e ci auguriamo che l'estate prossima qualcosa si possa cominciare ad utilizzare. Circa la questione della manutenzione devo dire che già oggi è piuttosto pesante, soprattutto dal punto di vista della manodopera: nei mesi di maggior lavoro una persona è completamente dedicata a questo servizio ma non è sufficiente e rischiamo di non assicurare ai cittadini una situazione adeguata. Pensiamo così al possibile intervento di ditte esterne o al rinnovarsi di collaborazioni già sperimentate in altri settori, con il Comune di Scarperia".

 


BARBERINO: I GIARDINI LI ABBIAMO UN PO' TRASCURATI

Con parte (circa 2,5) dei miliardi che arriveranno dalla Variante di Valico, il comune di Barberino conta di dare una risposta efficace alla richiesta di giardini pubblici attrezzati sia nel capoluogo ma principalmente nelle frazioni. Ma gli interventi non partiranno subito: prima il completamento dei lavori già iniziati, poi gli interventi per evitare che qualche palazzo venga giù e poi le cose nuove, e tra queste il primo posto è per il verde. "Queste sono le scelte, le priorità indicate dall'attuale amministrazione, dall'attuale Consiglio comunale che, è bene ricordare, ha ancora meno di un anno di vita davanti a sé..." precisa il vicesindaco Alberto Lotti. "Il Comune di Barberino è in forte ritardo sulla questione giardini, particolarmente per quanto riguarda Galliano e Cavallina. Mi pare - continua Lotti - che questa situazione sia dovuta anche ad un ritardo culturale, cioè all'aver considerato i giardini un di più. Questo ragionamento aveva particolare accentuazione nei paesi di campagna, come i nostri che, immersi nel verde, parevano non averne bisogno. Oggi invece le esigenze sono mutate, il modo di usufruire del verde è cambiato e come amministrazioni locali ci troviamo a rincorrere questi mutamenti". Dopo l'ammissione di un ritardo e l'indicazione della volontà di porvi rimedio, vediamo nel concreto il come: innanzi tutto viene l'intervento a Galliano, atteso da molti anni e la cui non realizzazione ha generato molte proteste da parte dei cittadini, poi Cavallina ed il capoluogo. "Dobbiamo diventare più europei: la fase successiva al giardino pubblico è quella del parco pubblico: questa è la meta che ci prefiggiamo con l'intervento lungo la Stura tra Badia e Poggiolino". Qualcuno aveva parlato di un intervento che portasse fino a Bilancino "Per la verità c'è anche un progetto di massima - risponde Lotti - che però è completamente da rivedere, non come idea di fondo che resta valida, ma come attuazione: quando fu stilato la fruibilità delle sponde dei fiumi era molto più ampia di oggi. E comunque lo strumento urbanistico attuale non lo prevede". Sul versante della manutenzione Lotti rilancia una proposta che per il momento non ha trovato l'approvazione dell'Amministrazione barberinese, ovvero l'affidamento della realizzazione e manutenzione dei giardini a privati (vivaisti) consentendo loro di farsi pubblicità in cambio di un forte sconto sulla spesa per il Comune. Che sia questa ulteriore espressione della collaborazione pubblico/privato la strada per avere spazi verdi piacevoli e ben tenuti?

 


SCARPERIA:QUALCHE LACUNA

La situazione a Scarperia non è delle peggiori, soprattutto dal punto di vista quantitativo, dal momento che si contano ben cinque giardini pubblici, situati in varie zone del paese, ed un'area picnic a qualche km dal centro. Tuttavia, qualitativamente parlando, si lamentano alcune carenze. Ma procediamo con ordine. Iniziamo con il descrivere i giardini che più di tutti riscuotono la simpatia degli scarperiesi, ossia quelli situati all'inizio del centro storico; ampi, molto ombreggiati e discretamente attrezzati. L'unico difetto rilevato da alcuni genitori è la mancanza di un suolo erboso, sicuramente meno pericoloso e polveroso dell'attuale ghiaia. Nel "mirino" di altri frequentatori ci sono anche i lampioni, insufficienti ad illuminare tutto il parco, i bagni, spesso sporchi e trascurati e il cordolo perimetrale sconnesso, consumato o del tutto inesistente, ma proprio queste strutture, garantisce il Comune, verranno risanate, nel prossimo autunno.

Di tutt'altra fortuna godono invece i cosiddetti giardini "nuovi", situati dietro al campo sportivo, che non hanno mai visto una grand'affluenza di persone. Anche se provvisti di scivolo, una pista da pattinaggio, brevi percorsi ciclabili, numerosi muretti e una buona illuminazione, sono in gran parte privi di ombra, essenziale per rendere vivibile un parco giochi. Ultimamente, dimenticati dalle opere di manutenzione e dalle feste di partito che si svolgevano nelle immediate vicinanze, hanno preso vita solo quando gruppi di adolescenti ne hanno fatto luogo di incontro serale.

Un'area più verde si può trovare nella zona di Rosine, dove le strutture fondamentali non presentano grandi problemi e perciò gli abitanti si dicono complessivamente soddisfatti, anche se, in alcune parti più sfruttate, l'erba è cominciata a scarseggiare. Le maggiori critiche arrivano invece dagli abitanti della zona di Topo, dove sono stati creati di recente due giardini, provvisti di panchine, di lampioni e di giochi, ma è completamente assente l'ombra, tanto che sembrano più adatti alle lucertole che ai bambini. Certo, si sa, dobbiamo essere ottimisti: quelle giovani betulle e i pini "bonsai" cresceranno in pochi anni! Nel frattempo ci accontenteremo di sfruttare queste due aree poco verdi dal tramonto in poi. Ma i problemi non finiscono qui: il terreno sottostante agli scivoli e alle altalene con le prime piogge si allaga e rende così impraticabili i giochi, inconveniente che potrebbe essere facilmente risolto con dei feltri o delle pedane, come ci suggeriscono alcuni genitori; mancano poi dei contenitori per la nettezza più capienti, una rete di recinzione che permetta di giocare a calcio senza disturbare le case confinanti, una fontana e un po' più d'igiene (che non guasta mai!).

L'ultima area dove il verde abbonda è la pineta, dotata di grandi tavole, panche, griglie e attrezzature sportive in legno, ma priva di giochi per bambini e di una qualsiasi fonte di luce. La pineta dista quasi due km dal paese e prossimamente sarà collegata a questo mediante un camminamento, pedonale e ciclabile, che permetterà di evitare il traffico stradale.

A S.Agata, infine, si trova un piccolo giardino apprezzato sia dagli abitanti, che dai villeggianti; il suo strazioni locali ci troviamo a rincorrere questi mutamenti". Dopo l'ammissione di un ritardo e l'indicazione della volontà di porvi rimedio, vediamo nel concreto il come: innanzi tutto viene l'intervento a Galliano, atteso da molti anni e la cui non realizzazione ha generato molte proteste da parte dei cittadini, poi Cavallina ed il capoluogo. "Dobbiamo diventare più europei: la fase successiva al giardino pubblico è quella del parco pubblico: questa è la meta che ci prefiggiamo con l'intervento lungo la Stura tra Badia e Poggiolino". Qualcuno aveva parlato di un intervento che portasse fino a Bilancino "Per la verità c'è anche un progetto di massima - risponde Lotti - che però è completamente da rivedere, non come idea di fondo che resta valida, ma come attuazione: quando fu stilato la fruibilità delle sponde dei fiumi era molto più ampia di oggi. E comunque lo strumento urbanistico attuale non lo prevede". Sul versante della manutenzione Lotti rilancia una proposta che per il momento non ha trovato l'approvazione dell'Amministrazione barberinese, ovvero l'affidamento della realizzazione e manutenzione dei giardini a privati (vivaisti) consentendo loro di farsi pubblicità in cambio di un forte sconto sulla spesa per il Comune. Che sia questa ulteriore espressione della collaborazione pubblico/privato la strada per avere spazi verdi piacevoli e ben tenuti?


BORGO: LE PRINCIPALI NOVITA'

Borgo San Lorenzo non è certo carente di verde e giardini. Mentre con pazienza si attende la crescita degli alberi -e dell'ombra- nei 7 ettari del parco della Misericordia, facciamo il punto con l'assessore ai lavori pubblici e servizi ambientali Maurizio Iandelli: "Qui -premette- la situazione è buona, anzi sovrabbondante sul piano della gestione: abbiamo infatti 70 ettari di verde pubblico, 40 metri quadri di verde per ogni abitante".

Ma vediamo problemi e novità.

Cominciamo dai Bastioni e dal Foro Boario, zona tradizionale di passeggiata per i borghigiani. Qui Iandelli annuncia una novità: "L'area deve diventare un altro polmone verde del capoluogo. E dobbiamo cessare di localizzare lì le varie feste. Siamo troppo in centro, ora è stata realizzata la strada e presto partirà il piano di recupero Aiazzi con la realizzazione di 50 appartamenti". Dove allocare allora fiere e feste? Iandelli un'idea ce l'ha, anche se precisa che essa deve ancora essere discussa: "Potremmo ricavare una zona in occasione della costruzione dei nuovi argini fino al nuovo potabilizzatore, verso il Ponte Rosso - La Torre".

Rimane invece inaccessibile il freschissimo parco di Villa Pecori: "Entro la fine del mese i lavori alla villa saranno finiti; resta invece da avviare un terzo stralcio, che comprende l'intervento sul parco e la nuova recinzione, per un costo di 600 milioni. Questi soldi però per ora non ci sono, anche se stiamo lavorando con la Regione per ottenere un contributo".

giardini piazza dante anni '50Ma le novità principali riguardano i "giardini" per antonomasia, quelli di piazza Dante. Anche se con notevole ritardo rispetto a quanto annunciato, i primi lavori sono ormai imminenti: "Anziché un unico intervento -spiega l'assessore- lavoreremo con gradualità. Ad ottobre si inizia con le piante, e poi via via fino a maggio-giugno con i lavori alla nuova illuminazione, pavimentazione, restauro del terreno, risistemazione di alberi e siepi". Se la struttura dei giardini resterà quella di adesso, non mancheranno le modifiche.
"Tra le più evidenti vi sarà la recinzione del monumento ai caduti, che verrà circondato da una ringhiera in ferro battuto, rendendolo inaccessibile, per evitare bivacchi e sporcizia. L'illuminazione verrà completamente rifatta, utilizzando lampioni in ferro battuto stile inizio '900. I vialetti rimarranno invece come adesso, ma verranno ringhiaiati, con il rifacimento del sottofondo.
Il viale esterno invece avrà una cornice senza ghiaia, forse in pietra serena, per facilitare il passaggio di carrozzine e passeggini. Anche le panchine verranno aumentate -saranno 36- e riposizionate: si cambierà modello, usando legno e ferro battuto". E le piante? "C'era chi aveva proposto di eliminare i grandi cedri, ma non crediamo sia il caso. Saranno comunque effettuate potature, mentre le siepi verranno rifatte di sana pianta: sicuramente non si userà più il bosso, perché si è visto che non cresce bene". Infine i giochi. Iandelli conferma l'eliminazione, ma dice: "Gli attuali giochi proprio non ci possono stare. Certo mi rendo conto che è un'esigenza, e per questo ho suggerito l'installazione di una giostra vecchio stile, o di qualche altro gioco, purché bello e decorativo".

Servizio di Letizia Materassi, Giacomo Ossadi e Paolo Guidotti

 


MOLTE CONTRARIETÀ
ALL'ELIMINAZIONE DEI GIOCHI

E dove giocano i bambini?

1giardini borgo.JPG (9146 byte)E' di alcune settimane fa la decisione del Comune di Borgo San Lorenzo di eliminare tutti i giochi per bambini presenti nei giardini pubblici di piazza Dante e di sostituirli con un giardino all'italiana (monumentale). Abbiamo così domandato ad alcune persone, genitori e nonni abituali frequentatori di questo spazio verde, tradizionale luogo di gioco e di ritrovo di ragazzi e famiglie.

Una nonna ci dice: "Io sarei contenta che migliorassero i giardini, che smettessero di farci il carnevale, perché lasciano lo sporco e se togliessero i giochi attrezzassero comunque un altro spazio verde per i bambini".

Togliere altalene e scivoli dai giardini alla gran parte degli intervistati non sembra una grande idea. Maurizio Vannini, 36 anni e Bianca Gucci si dicono contrari allo spostamento dei giochi, "perché i bambini non hanno dove andare. Sarebbe meglio che nel giardino non entrassero i cani perché i bambini toccano tutto. In più dovrebbero curarlo di più, c'è troppa polvere". "Non devono spostare i giochi - è il parere di un'altra nonna, che porta spesso la sua nipotina in piazza Dante-: sono davvero utili, perché il giardino ha l'ombra, a differenza del Parco della Misericordia, dove, quando picchia il sole è un problema fermarsi. Semmai dovrebbero costruire altalene più sicure per i bimbi più piccoli".

Nonna Antonia, 61 anni, è d'accordo: "Rimettere a posto i giardini va bene, ma dopo i bambini dove giocano? Bisognerebbe spostare i giochi al Parco della Misericordia." Anche a un'arzilla bisnonna non piace la decisione di eliminare i giochi dal giardino, ma ha una richiesta: "Dovrebbero vietare -dice- di giocare a calcio perché il terreno è molto polveroso".

Per ultimi troviamo due ragazzi alle altalene e chiediamo loro che cosa ne pensano della proposta: "Siamo contrari -rispondono- allo spostamento dei giochi, perché non ci sono altri posti verdi nel centro di Borgo. Sarebbe utile e meglio che rifacessero il terreno perché è molto polveroso, perciò è impossibile giocare a calcio. Se questo non è possibile costruite un campetto adatto a noi. Questo parco in piazza Dante è ombroso e centrale, a differenza del Parco della Misericordia. E poi, a che serve un giardino all'italiana?"

Interviste di Irene Guidotti e Niccolò Lapi

© il filo, luglio-agosto 1998

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