Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
Articoli
Dibattiti

LE COSE BELLE, SCINTILLE DI DIO

La bellezza ci salverà

Il bello non si può possedere perché la bellezza non è riducibile a cosa: nell'istante in cui cerchi di appropriartene ti sfugge; ciò che ti resta è solo un'illusione, una scatola vuota. Il bello è una scintilla di Dio che risplende solo se gli occhi che lo contemplano sono chiari. Il bello per conoscerlo va accettato come un dono. Non si possono vantare pretese sulla bellezza. La vita è un'avventura alla ricerca del bello. Dio permette che possa essere scoperto anche individualmente ma, se non condiviso, sfugge, non si fa più riconoscere. La bellezza non si trova in superficie, si manifesta nell'intima essenza della realtà, nella sua finalizzazione. In fondo alla strada, là dove il senso ultimo delle cose sarà svelato, probabilmente ci accorgeremo che il bello si confonderà parecchio col buono, perché entrambi scaturiscono dall'amore.

Il grano che cresce e matura, la geniale realizzazione dell'artista, un imprevisto sorriso che, sorprendendoti, fa cessare la tua maniacale recriminazione dei torti altrui e delle tue ragioni, ogni cosa che ti rimanda a qualcosa di più grande, sono tratti di un disegno che ci è dato di scoprire a tentoni, per il quale la ragione non basta, ma che, a ben guardare, è capace di congiungere davvero tutte le nostre attese. Il nostro pensiero deve però liberarsi dall'ossessione del principio di utilità. La salvezza per l'uomo non arriverà mai dalla sua dotazione di utensili, anche se tecnologicamente avanzati e geniali.

La scienza, a ben guardare, è molto più importante per quanto riesce a svelarci il fascino non immediatamente percepibile del creato e delle sue leggi, piuttosto che per la decisività pratica delle sue applicazioni. Prendiamo la medicina. Ammesso e non concesso che nel suo progredire abbia contribuito al raddoppiarsi delle aspettative di vita, e questa è certamente una cosa buona, rimane il fatto che tutti gli uomini sono mortali e io sono un uomo. Per ciascun uomo è fondamentale solo ciò che riesce ad abbattere la stringente logica di questo sillogismo.

Nell'epoca dove la ricchezza è l'idolo indiscusso dei così detti paesi sviluppati, la competitività un valore, il denaro il vero demiurgo riconosciuto da tutti, la strada maestra affinché l'uomo possa ritrovarsi diventa la povertà. Non quella subita a causa dell'ingiustizia, delle circostanze avverse, della cupidigia di altri uomini, ma quella che scaturisce da una crescita, da una comprensione più alta, da una vera conversione dalla schiavitù alla libertà.

Essere poveri sta agli antipodi del rabbioso perseguimento di quella che crediamo essere la nostra realizzazione. A volte questo obiettivo ci rende cinici, chiusi, intolleranti, incapaci di vedere il bene che ci sta intorno. Talvolta, anche il bene che possiamo fare a qualcuno in realtà diventa un servizio che rendiamo a noi stessi.

La povertà è vederci per quello che siamo realmente: poca cosa per quanto viene da noi, un portento per quanto ci viene da Dio. La povertà permette a Dio di rivelarsi in essa. Ecco perché i poveri sono chiamati beati. Difficile la povertà, difficile ma certamente bella; un prodigio, un'opera d'arte impossibile se non direttamente ispirata da Dio. Apparirà anacronistico, fuori tempo, un'iperbole, ma il mondo ha certamente bisogno di madonna povertà. Lo aveva capito San Francesco per il suo tempo, ma quello che stiamo vivendo la reclama forse di meno?

La scoperta della verità della povertà, come della bellezza e delle loro intime relazioni è un'ascesa dalle sconvolgenti sorprese. Ad ogni tornante si aprono panorami stupendi. L'aria che si respira è sempre più pura e il cielo più terso. Certo, la fatica si farà sentire, a volte si dubiterà di potercela fare, ma non dobbiamo dubitare: c'è un amico che cammina con noi, e non c'è amico più grande di colui che ha dato la vita per noi.

Giampiero Giampieri

Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408